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CANTONE
30.03.20 - 00:000
Aggiornamento : 09:54

Quegli anziani che a fare la spesa ci vanno lo stesso

C'è chi mente sull'età, e chi nega pure il documento. Nei casi più estremi si arriva anche alle minacce

Il racconto degli agenti di sicurezza, esasperati: «Purtroppo capita più volte al giorno»

BELLINZONA - Pronti a tutto pur di fare la spesa. Gli anziani in Ticino sono banditi dai supermercati: come hanno reagito durante la prima settimana di divieto? Nel complesso, la Polizia ha comunicato che le regole vengono rispettate ma - racconta chi lavora sul campo - i "furbetti" non mancano. 

Appelli ripetuti - Lo sanno bene gli agenti di sicurezza al lavoro nei negozi. Con l'entrata in vigore delle nuove regole, i servizi di sorveglianza sono stati potenziati in tutto il Ticino. E nei giorni scorsi hanno dovuto allontanare gli over 65 recidivi che, nonostante i ripetuti appelli lanciati dal governo, non ci sentono o fingono di non sentire. 

Securini «esasperati» - «Capita più volte al giorno, purtroppo» racconta ad esempio un addetto alla sicurezza attivo nel Bellinzonese. «L'impressione è che diverse persone non abbiano recepito a pieno le raccomandazioni. È esasperante». 

Menzogne sull'età - Il limite d'età fissato dal Cantone per fare la spesa, vale la pena ricordarlo, è 65 anni. Mentire sull'età, dunque, non è più solo questione di vanità. Il numero dei presunti 64enni nei supermercati, nei giorni scorsi, è aumentato «in maniera sospetta» a detta dei securini. «Capita di imbattersi in 80enni che dichiarano di avere vent'anni in meno».

Il controllo dei documenti - In caso di dubbio gli agenti di sicurezza, meglio precisare anche questo, sono autorizzati a richiedere i documenti d'identità. Ed ecco un altro punto di frizione. «Diverse persone non riconoscono questa prerogativa, e si rifiutano di esibire il documento». In alcuni casi sarebbe stato richiesto l'intervento della polizia, per procedere alla verifica. 

Uno per famiglia - Ma a fare gli "gnorri" non sono solo gli over 65. Un'altra regola da ribadire è quella dell'ingresso limitato a un membro per nucleo famigliare. Si tratta di un accorgimento introdotto dai supermercati per evitare gli assembramenti, ma «ignorato spesso e volentieri» dai clienti. «Molti lo scoprono o dicono di scoprirlo solo una volta giunti al supermercato» racconta un agente. «Arrivano con i bambini, magari piccoli, e dobbiamo respingerli».

Situazioni tese - A quel punto si pone un nuovo problema: chi lascia i bambini da soli in auto, incustoditi, mentre fa la spesa. Insomma le occasioni di diverbio tra clientela e addetti alla sicurezza non mancano. E nemmeno i momenti di tensione. «Le provocazioni sono all'ordine del giorno, ma si arriva anche agli urli e alle minacce» racconta l'agente del Bellinzonese. «Non è sicuramente un momento facile». 

Le buone pratiche - Per fortuna la maggior parte della popolazione - ha riferito la Polizia - ha invece recepito le direttive. E sono sempre di più i Comuni e le associazioni di volontariato che forniscono servizi di consegna a domicilio sul territorio. Gli e-shop dei grandi magazzini invece sembrano avere qualche difficoltà. Pazienza e solidarietà, dunque, sono le parole d'ordine. Anche per gli agenti di sicurezza: qualcuno ammette di «chiudere un occhio» alle volte, entrando a fare gli acquisti per conto degli anziani «se si tratta di pochi prodotti indispensabili». Purché non diventi la regola.    

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