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23.03.20 - 13:240
Aggiornamento : 15:19

Interinali licenziati «per il virus», è boom

Il sindacato Unia sbotta. «Tantissimi casi ingiustificati, si usi il lavoro ridotto»

BELLINZONA - Il virus licenzia. Le notizie dei primi tagli decisi da aziende sull'onda dell'emergenza Covid-19 sono arrivate settimana scorsa. E non si sono fermate, neanche dopo le facilitazioni introdotte per l'accesso al lavoro ridotto. 

In particolare, a farne le spese sarebbero i lavoratori "a prestito" tramite agenzia. Nei giorni scorsi i sindacati in Ticino hanno registrato «un grande numero di segnalazioni» di collaboratori interinali lasciati a casa in massa. 

A lanciare l'allarme è l'Unia, che sottolinea come «forse una parte delle aziende non ha capito che il salvagente del lavoro ridotto è applicabile anche ai lavoratori interinali». Il sindacato sta sensibilizzando in queste ore le agenzie di collocamento, «per invitarle ad avvalersi delle coperture offerte dallo Stato» spiega il segretario cantonale Giangiorgio Gargantini. 

Tra le misure introdotte a sostegno dell'economia, infatti, il Dfe ha esteso la possibilità di chiedere l'indennità anche per il personale a prestito o con contratti a tempo determinato. «È importante sottolinearlo, per evitare un impatto ulteriormente negativo sul mercato del lavoro» ricorda Gargantini. 

Per il resto, i provvedimenti decisi nel weekend dal governo sembra siano stati recepiti "forte e chiaro" dalle imprese. I cantieri edili sono fermi, «o almeno al momento non ci risultano eccezioni» registra Gargantini. «Per quanto riguarda l'industria, fatti salvi i settori che potranno continuare ad operare, alle aziende è concesso il tempo per fermare la produzione e mettere le strutture in sicurezza. Prevediamo che, salvo sorprese, si arriverà a un blocco completo a metà settimana. E vigileremo assieme alle autorità perché venga rispettato». 

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