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CANTONE
23.03.20 - 11:440
Aggiornamento : 13:06

Gobbi e Cocchi fieri della sicurezza ticinese

Rispetto al 2018 c'è un aumento del 4,9%. Ma la situazione non è paragonabile a sette anni fa.

Lo sguardo ora è puntato sui furti a bancomat e portavalori e il contrasto alla criminalità, anche organizzata.

BELLINZONA - 19'877 reati. 54 al giorno (media). Poco più di due ogni ora. Sembrano dati allarmanti quelli che emergono dal rapporto annuale relativo al 2019 del canton Ticino, ma che in realtà sono rappresentativi di un «canton all'insegna della sicurezza». È questa, infatti, la conclusione a cui giungono Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, e Matteo Cocchi, comandante della polizia cantonale.

L'impressionante paragone con il 2012 - I 19’877 reati (esclusi quelli alla Legge federale sulla circolazione stradale) registrati lo scorso anno dalla polizia cantonale sono in aumento del 4,9% rispetto a quelli del 2018 (+4,4% per il Codice Penale, +6,1% per la Legge sugli stupefacenti e -111% per la Legge sugli stranieri e la loro integrazione). Ma «l’incremento è ben lontano dalla situazione in cui il Cantone versava un decennio fa». Rispetto ad esempio al 2012 - uno dei  momenti di maggior allarme avuti nell’ultimo decennio -, i furti con scasso sono scesi del 55%, le rapine del 62%, i reati alla Legge sugli stranieri del 58%.

I bancomat e le pattuglie miste con l'Italia - Lo sguardo del direttore del Dipartimento delle istituzioni e della polizia cantonale nel 2019 ha dovuto per forza di cose posarsi sui furti in serie e gli assalti a portavalori e bancomat. Per fermare queste bande che raggiungono il Ticino con scopi criminali «occorre primariamente mettere in campo la professionalità di gendarmi e inquirenti che contraddistingue la polizia cantonale», ha precisato Gobbi. Gli obiettivi futuri saranno dunque l'aumento della sicurezza degli edifici e/o la riduzione del quantitativo di soldi che circolano sul territorio. Come pure l'incremento della collaborazione con le forze dell'ordine italiane: «Già negli scorsi mesi sono state organizzate le prime pattuglie miste».

Chiariti quasi la metà dei casi - L’aumento dei reati al Codice penale coinvolge tutti i più importanti capitoli, tra cui i reati contro la vita e integrità della persona (+2%), quelli contro il patrimonio (+6%) e contro la libertà personale (+2%). La frazione dei casi chiariti si è attestata al 45,8%, ma è anche maggiore per i casi più gravi come gli omicidi (100%) e le rapine (61.8%). 

3'714 incidenti, 855 arresti - Nel 2019 la Centrale Comune d’Allarme (CECAL) ha registrato un aumento delle chiamate: 258’000 rispetto alle 256’000 del 2018. Gli interventi per incidenti stradali sono stati 3’714 (-1% rispetto al 2018), per incarti della Magistratura 1’679 (-9%). I nominativi controllati hanno raggiunto quota 73’117 (-5%) mentre gli arresti effettuati sono stati 855, 2 in meno rispetto al 2018.

Denunciati 25 datori di lavoro - I controlli sulla manodopera estera sono stati 941 (831 nel 2018). Le persone controllate in quest’ambito sono state 3’152 (+15,8%), di cui 61 (-101%) sono risultate non in regola e sono quindi state denunciate al Ministero pubblico. I datori di lavoro denunciati sono invece stati 25 (-68%). Gli impieghi di Mantenimento ordine sono stati 47 e hanno impegnato 2’551 agenti (totale cumulato) per un costo di circa 2,8 milioni di franchi. 

Il futuro della polizia cantonale - Matteo Cocchi, dal canto suo, ha utilizzato due termini per descrivere i prossimi anni della polizia cantonale: efficacia ed efficienza. «Nell’ambito della nuova "Visione 2025" si intende incrementare la capacità di analizzare la situazione per anticipare i fenomeni criminali, garantendo in questo modo una celere reazione alle diverse sfide future che i malviventi porranno sul cammino del Corpo». Dovranno quindi essere sviluppati dei centri di competenza, anche attraverso un’accresciuta digitalizzazione, con un aumento degli specialisti. La Polizia cantonale rivestirà un doppio ruolo di "leader cantonale": da un lato, grazie al perfezionamento specifico (con attività di indagine in settori estremamente complessi), dall’altro, in caso di eventi che per area colpita o per gravità necessitano un coordinamento a livello cantonale.

Ticino e Confederazione contro la criminalità - Per quanto riguarda la politica giudiziaria, bisognerà porre l’accento sul coordinamento e la collaborazione con i partner cantonali e federali. A livello interno con il Ministero pubblico e a livello esterno con fedpol e il Ministero pubblico della Confederazione. «Il futuro sarà sempre più improntato nel contrasto della media e grande criminalità nonché dai tentativi d’infiltrazione della criminalità organizzata - ha concluso Gobbi -. Casistiche che ci porranno di fronte a problematiche impegnative da risolvere, in particolare per quanto riguarda i reati economici sempre più complessi e i reati informatici sempre più sofisticati».

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