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LOCARNO 
15.03.20 - 15:030
Aggiornamento : 19:17

A un 38enne viene diagnosticato il coronavirus: «Tampone solo per categorie a rischio»

Il dottore di picchetto è intervenuto correttamente? Dall'Hotline assicurano: «Sì, tutto in regola»

Grave invece il consiglio del medico di famiglia. Oltre a essersi rifiutato di intervenire, avrebbe suggerito al paziente di recarsi al pronto soccorso

Altro che malattia che colpisce solo gli anziani e i deboli, come alcuni (sempre meno, per fortuna) si ostinano a pensare... Nella notte tra venerdì e sabato un 38enne del Locarnese ha iniziato ad avere sintomi pesanti. Febbre alta, fino quasi a 39. Tosse. Difficoltà respiratorie. È stato un weekend terribile per lui. Nella mattinata di domenica gli è stato diagnosticato il coronavirus. Il medico di picchetto che gli ha reso visita non gli ha fatto il tampone. Perché questa è la prassi per le persone relativamente giovani e di base in salute. Si è limitato a dire che i sintomi del Covid-19 ci sono tutti. Giusto così? 

Un consiglio senza senso – La storia merita di essere raccontata anche per gli antefatti. La moglie del 38enne inizialmente aveva chiamato il medico di famiglia, che si sarebbe rifiutato di recarsi al domicilio del paziente. Anzi. Gli avrebbe suggerito di mettersi un bavaglio, di coprirsi bene, e di andare al pronto soccorso. Fatto grave, se si pensa che da settimane il medico cantonale Giorgio Merlani sconsiglia proprio questo tipo di comportamento. 

Isolato in camera – In tarda mattinata si è quindi presentato al domicilio del 38enne il medico di picchetto. Una visita veloce. E la diagnosi. Ci sono i sintomi probabili da Covid-19. Ma al paziente il tampone non viene fatto. Si chiede alla famiglia di lasciarlo isolato in camera. La voce si è sparsa tra il vicinato. Diversi gli interrogativi sulle ragioni per cui non è stato effettuato il tampone a un paziente dubbio e con sintomi molto evidenti. 

La voce dell'Hotline – Il fatto è che sull'aspetto del tampone, parte della popolazione non ha ancora le idee chiare. Stando alla Hotline coronavirus del Cantone Ticino, il medico di picchetto si è comportato in maniera totalmente corretta. «Il tampone – spiega un consulente – viene fatto in caso di sintomi solo su persone appartenenti a categorie a rischio. Una persona di 38 anni solitamente in salute non rientra in queste categorie. Il tampone, in caso di dubbi, viene inoltre fatto sul personale sanitario, per ovvie ragioni visto che deve trattare con pazienti. Possiamo dunque affermare che il medico si è comportato in maniera corretta al 100%. Avrà dato al paziente le corrette direttive. Il paziente deve stare isolato e tranquillo. E la malattia poi avrà un decorso normale». 

Come si comportano i vicini? – Ma come devono comportarsi ora le persone che hanno avuto contatti con questo 38enne? Sempre dall'Hotline, il consulente è esplicito. «I famigliari e le persone che hanno avuto stretto contatto con lui devono mettersi in quarantena per cinque giorni. Se al sesto giorno non hanno sintomi, possono riprendere la vita normale, sempre rispettando le direttive delle autorità che al momento valgono per tutti. Per le altre persone (che non hanno avuto stretto contatto col 38enne), invece, non ci sono più disposizioni particolari. Non è più necessario ricostruire e tracciare con quante e quali persone il paziente ha avuto a che fare. Non ha più senso. Anche perché attualmente il numero di contagiati si è alzato e si è dunque deciso di cambiare strategia, già da qualche giorno. Se qualcuno ha sintomi, deve avvertire il medico. In nessun caso deve recarsi al pronto soccorso di propria spontanea volontà».

Posti letto non infiniti – Andrebbe anche aggiunto che i posti letto per pazienti da Covid-19 in Ticino sono comunque relativamente limitati. Una trentina per i casi di terapia intensiva e 180 per i casi "meno gravi". Tutti all'ospedale La Carità di Locarno. Da lunedì, visto l'alto numero di contagi, anche la Clinica Moncucco di Lugano diventerà ospedale Covid-19. La priorità, per tamponi e conseguenti ricoveri, va dunque ai pazienti più a rischio.

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