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CANOBBIO
11.03.20 - 15:430
Aggiornamento : 16:44

Non sta bene, giù una pastiglia e va a scuola

Lo sconcertante comportamento di una persona impiegata alla scuola media di Canobbio dove un bimbo è malato di Covid-19

Il dipendente pur non sentendosi affatto bene continua a recarsi al lavoro. La febbre? «No, ma prendo il Ponstan. Magari vado al pronto soccorso...».

CANOBBIO - Da quattordici a cinque giorni a… niente. La chiamavano quarantena e metteva la museruola al contagio. Ma i casi più recenti confermano che l'approccio è mutato.

Un cambiamento mal digerito da molti genitori e in particolare da quelli dei ragazzi della scuola media di Canobbio che si chiedono perché non sia stata isolata a casa la classe dell’allievo che da una settimana è assente per coronavirus (vedi il riquadro sotto).

Il punto è che non sembra il solo. Una persona che lavora all’interno dell’istituto, non un insegnante, è da venerdì scorso che non si sente affatto bene. Ha rinviato alcuni appuntamenti, ma ancora si sta recando al lavoro presso l’istituto. 

Nei secoli scorsi, sbagliando, li etichettavano come untori. Oggi è forse meglio definirli, per usare un eufemismo, disinformati. Il potenziale infetto da Covid-19 infatti ha candidamente confessato di non stare bene. La febbre? «No, ma è da venerdì che prendo il Ponstan». Il farmaco, basta leggere il bugiardino, è indicato per calmare i dolori e far scendere la temperatura corporea. 

A testimonianza di quanto l’informazione tra la popolazione stenti ancora ad attecchire questa persona ha anche pensato di recarsi al Pronto soccorso… Quando invece è tassativo telefonare al proprio medico e alla hotline 0800 144 144.

L'auto-isolamento
Le nuove disposizioni dicono che non deve auto-escludersi (isolarsi) chi ha avuto contatti con parenti in salute di ammalati. Si isola solo chi ha avuto rapporti intimi con ammalati. Per cinque giorni. Su base volontaria o indicazione del proprio medico to. Questo mutamento d'approccio rispetto ai primi giorni dell'emergenza sarebbe dettato dal fatto che oggi non si è più in grado di stabilire la tracciabilità del contagio. Per le autorità ha senso piuttosto monitorare l'evoluzione dell'epidemia, e in particolare quanti si ammalano gravemente e quanti necessitano un ricovero in ospedale. 

 

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