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04.03.20 - 14:590
Aggiornamento : 16:44

VPOD: «Il Governo paghi i dipendenti in quarantena»

Analogo diritto, secondo il sindacato, va considerato per chi si deve occupare dei figli ammalati di Covid-19

Chiesto infine un comunicato che rassicuri il personale a rischio contagio

BELLINZONA - Il pagamento degli stipendi ai dipendenti in quarantena. A chiederlo al Governo è il sindacato VPOD in seguito alla quarantena decretata per alcuni allievi e docenti di una scuola cantonale.

Ai consiglieri di Stato Bertoli e Vitta, il sindacato chiede pure di emanare un comunicato che rassicuri il personale cantonale e docente, come pure il personale sociosanitario degli enti sussidiati e il personale comunale/parapubblico. «Queste categorie professionali a contatto con l’utenza - si legge nella nota stampa del VPOD - sono infatti sottoposte al rischio di contagio di coronavirus in queste settimane e quindi alcuni dipendenti potrebbero essere posti in quarantena, pur non essendo ammalati, come già avvenuto in una scuola cantonale».

Un impedimento per il lavoratore - Il Sindacato ritiene che «la chiusura di una classe, di una scuola, di un ufficio pubblico, di un reparto sociosanitario, di un servizio, ecc. per ordine dell’autorità configuri un impedimento per il lavoratore a svolgere l’attività. Pertanto in caso non sia possibile per il dipendente in quarantena effettuare il lavoro in altre forme e luoghi (ad es. da casa), al dipendente deve essere garantito il salario mensile, in quanto questa situazione di impedimento al lavoro è determinata dall’autorità pubblica sanitaria e non dalla volontà del dipendente. Questo tipo di casi rientra appieno nel rischio economico assunto dai datori di lavoro pubblici e privati».

Stesso diritto per chi si deve occupare dei figli - «Analogo diritto al salario - prosegue il VPOD - va di principio considerato nel caso il dipendente debba occuparsi dei figli al di sotto dei 15 anni, che rimanessero a casa per motivi di quarantena, e questo in tutti i casi il dipendente non possa ragionevolmente trovare altre risorse famigliari per la loro cura».

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