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02.03.20 - 18:270
Aggiornamento : 03.03.20 - 08:41

Secondo caso ticinese e una trentina di test pendenti

Il nuovo caso nel nostro cantone è stato comunicato stamani: si tratta di un uomo di circa ottant'anni

Nel frattempo si registrano le prime trasmissioni all'interno della Svizzera

BELLINZONA - Ha circa ottant'anni il secondo paziente ticinese che ha contratto il nuovo coronavirus e che da ieri sera si trova in isolamento alla Clinica Moncucco di Lugano, in terapia intensiva. Si tratta di una persona poco mobile, che di recente non ha fatto viaggi all'estero. È quanto ci fa sapere il medico cantonale Giorgio Merlani.

«L'indagine ambientale ci ha però permesso di individuare un contatto stretto sintomatico, una persona che è anche solita recarsi all'estero» ci spiega. Attualmente le autorità sanitarie cantonali stanno pertanto attentamente approfondendo la questione, per capire se l'infezione sia avvenuta al di fuori dei confini nazionali o in Svizzera. «Per ora non è quindi possibile dire che la filiera del contagio è nota».

Una decina di persone in quarantena - In relazione al secondo caso emerso in Ticino, sono state messe in quarantena sette persone.  Una misura, questa, che si è di recente resa necessaria anche per altre due persone residenti nel nostro cantone, che però hanno avuto contatti con pazienti accertati d'oltre San Gottardo. A seguito del primo caso ticinese - che era stato annunciato la scorsa settimana - erano state invece poste in quarantena cinque persone (per quattro di loro finirà domani sera): «Due avevano sviluppato i sintomi, ma il coronavirus è stato escluso».

Una trentina di test pendenti - Nel frattempo anche in Ticino proseguono i test su persone che presentano sintomi compatibili con quelli della malattia proveniente dalla Cina. Attualmente, lo dice ancora il medico cantonale, quelli pendenti sono una trentina.

Le prime trasmissioni all'interno della Svizzera - In Svizzera i casi sono ora più di trenta. E si sono verificate le prime trasmissioni entro i confini nazionali, più precisamente in Vallese e nei Grigioni, come fa sapere l'Ufficio federale di sanità pubblica. Si tratta di casi in cui è ancora possibile seguire la filiera del contagio. Ma - lo dice ancora Berna - sono probabili ulteriori episodi, non noti.

Nessun nuovo provvedimento, per ora -  I provvedimenti adottati sinora per frenare l'epidemia sono già «abbastanza pesanti» afferma Merlani. Per ora si monitora la situazione. «Si valuterà di volta in volta se e quali misure sarà necessario e adeguato introdurre».

I contagi nel mondo - I contagi sono in aumento in tutto il mondo, e sono quasi a quota 90'000. La maggior parte si registra in Cina. Tra i paesi con più pazienti, al terzo posto c'è l'Italia, con quasi 1'700 persone risultate positive. E anche in altre nazioni europee (soprattutto in Germania, Francia e Spagna) i numeri stanno crescendo e hanno ormai superato il centinaio. Sempre a livello mondiale, i morti sono 3'000 e le persone guarite almeno 45'000. In Cina l'epidemia- lo hanno detto negli scorsi giorni anche le autorità federali elvetiche - starebbe però rallentando.

Tutte le informazioni sulla situazione relativa al coronavirus in Svizzera sono disponibili su www.ufsp-coronavirus.ch e su www.ti.ch/coronavirus. Per qualsiasi dubbio è attiva la seguente infoline: 0800.144.144 (tutti i giorni dalle 7 alle 22).

La mappa dei contagi nel mondo

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