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LOCARNO
24.02.20 - 19:360

Licenziamento illegittimo: «Il Municipio chieda scusa e reintegri l’operaio»

Per il TRAM il licenziamento di un dipendente è ingiustificato. Sirica: «Scandaloso da parte di un ente pubblico!»

LOCARNO - «Il Municipio chieda scusa per ciò che gli ha fatto passare a causa di una decisione illegittima e sbagliata, e gli ridia il suo posto di lavoro!». La richiesta arriva da alcuni consiglieri comunali, con primo firmatario Fabrizio Sirica, e si riferisce alla vicenda di un operaio ingiustamente licenziato ad inizio 2018. 

Il licenziamento - Lo scorso 24 gennaio 2018 il Municipio aveva disdetto il rapporto d'impiego con un operaio generico del Comune di Locarno. L’uomo, di età superiore ai 50 anni, era alle dipendenze comunali dal 1999. I motivi del licenziamento erano da ricondurre all'applicazione dell'articolo del Regolamento organico dei dipendenti (ROC) che disciplina il numero massimo di assenze oltre al quale si è licenziabili.

Solidarietà di colleghi e politici - Con un appello sottoscritto da 61 dipendenti della città, e con un'interpellanza, nel febbraio 2019 era stato chiesto al Municipio di ritornare sui suoi passi e di reintegrare l'operaio (e un altro collega nella medesima situazione). Infatti l’operaio era stato sì in malattia e in infortunio, ma molti di quei giorni di assenza erano dovuti a un infortunio professionale. Le colleghe e i colleghi chiedevano di tenere conto del lato umano, della situazione sociale che si sarebbe venuta a creare per quest’uomo e di rivedere quindi la decisione.

La risposta del Municipio - D’altro canto il Municipio stesso non metteva in discussione il curriculum professionale e il lavoro svolto per quasi due decenni. Anzi, l’esecutivo sottolineava che l’operaio «è licenziato per causa e non per colpa». La risposta all'atto parlamentare non lasciava però margine di manovra: «Il Municipio ritiene corretta la procedura e per non reintegrare l'operaio si fa forte della conferma ottenuta dal ricorso in Consiglio di Stato».

Calcolo sbagliato - L’operaio tuttavia non è d’accordo, uno dei motivi della sua contrarietà è il fatto che ritiene il licenziamento illegittimo poiché (in estrema sintesi) i giorni di assenza sarebbero stati calcolati in maniera sbagliata. Gli vengono infatti imputati dal Municipio 603 giorni di assenza, in quanto i giorni di assenza al 50% - sempre su regolare e riconosciuto certificato medico - erano stati contati come giorno pieno di assenza.

La sentenza del TRAM - Il Tribunale amministrativo (TRAM) conteggia correttamente i giorni e il totale delle assenze sono 487 giorni, ossia poco più di 16 mesi e meno dei 18 stabiliti dal ROC per poter licenziare. Il TRAM conclude quindi, con sentenza del 25 novembre 2019 che «il licenziamento appare comunque ingiustificato sotto tutti i punti di vista». Il Comune di Locarno rifonderà al ricorrente un importo di 1'500 a titolo di ripetibili, dovrà pagare la tassa di giustizia di 1'500 franchi ed è diritto del dipendente chiedere un’indennità.

Scatta l'interpellanza - Alla luce della sentenza del TRAM, i consiglieri comunali del PS Fabrizio Sirica (primo firmatario), Rosanna Camponovo, Paolo Tremante e Pier Mellini e Simone Beltrame (PPD) hanno deciso di interpellare il Municipio. E di consigliare all'ex dipendente di chiedere il massimo dell’indennità contro il licenziamento abusivo e chiedere i danni morali. «Sono molte le cose che i soldi non potranno ridare a quest’uomo - sottolineano gli interpellanti - il benessere che ha perso, la tristezza gravata su lui e la sua famiglia e l’ingiuria a cui è stato sottoposto a seguito di questa infausta decisione del Municipio».

Le domande al Municipio:

  • Il Municipio ha ricorso al Tribunale Federale contro la decisione del Tram?
  • Il Municipio intende riconoscere pubblicamente il proprio errore e scusarsi con l’operaio licenziato illegittimamente?
  • Il Municipio accetta, finalmente, di dar seguito all’appello dei 61 collaboratori della città e dei consiglieri comunali che avevano firmato l’atto parlamentare del 15 febbraio 2019 e reintegrare l’operaio?

 

 

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