Pezzani
TESSERETE
19.02.20 - 07:010
Aggiornamento : 07:56

Trovo l'acqua in Amazzonia, e loro mi regalano sorrisi

Saverio Mondini ha dedicato quasi metà della sua vita in Brasile, seguendo in prima persona gli aiuti umanitari della sua associazione

TESSERETE - Imprenditore di successo in Capriasca, Saverio Mondini ha appena compiuto 88 anni e vive con emozione quello che è riuscito a fare con “Lanteriama”, che ha fondato nel 1979.

Com'è iniziata l'attività?
«Mio fratello Carlo, che era parroco a Vienna, aveva chiesto aiuto al prevosto di Tesserete per un'azione di solidarietà a favore dei missionari in Amazzonia. Si trattava di raccogliere fondi per acquistare il motore del barcone che serviva loro per incontrare le comunità lungo il fiume. La colletta ebbe successo e nel 1976 decisi di partire per Manaus per constatare di persona l'impiego della donazione».

Il primo viaggio in Brasile le ha cambiato la vita. Vero?
«L'impatto è stato così forte e sconvolgente che mi sono vergognato di quel poco che avevamo fatto con il semplice acquisto di quel motore. Ho capito che avrei dovuto dare di più a quella gente poverissima, ma non mi sarei mai immaginato che Lanteriama potesse sviluppare una serie di progetti che funzionano ancora oggi, grazie alla generosità di chi ci ha aiutato concretamente e alla Divina Provvidenza, nella quale ho sempre creduto».

Il Centro professionale del Castanho, costruito nel 1981, accoglie una cinquantina di ragazzi  anche nel 2020.
«A due anni dalla fondazione di Lanteriama è stato il primo passo che abbiamo ritenuto necessario intraprendere. Un capannone per la falegnameria, quattro casette, il refettorio, l'ambulatorio e dei locali di studio. Senza dimenticare la preparazione degli orti per la coltivazione della verdura e l'allevamento del bestiame. I corsi di formazione proseguono e si sono estesi a elettricità, meccanica e informatica».

Il progetto più impegnativo di Lanteriama è quello di “Agua para vida”, in una regione in cui l'acqua (torbida) da “bere” è stagnante e tocca una temperatura di 40 gradi. Quando l'ha concepito?
«Fin dal mio primo viaggio in Amazzonia ho avvertito l'urgenza del problema. Mi sono ritrovato a collaborare con un centinaio di persone senza una goccia d'acqua e si doveva aspettare le piogge per potersi dissetare, bevendo direttamente dalle grondaie. La perforazione del terreno, con pozzi di 100 metri di profondità, è stata l'unica strada percorribile. Mi viene ancora oggi la pelle d'oca quando vedo sgorgare l'acqua limpida per la felicità della gente del posto».

Chi porta avanti adesso questa straordinaria opera?
«È stata creata un'apposita impresa che è seguita da due ragazzi da sempre vicini a Lanteriama, Carlos e Rubens, formati anche in Svizzera. Sono loro il futuro del progetto, si sono specializzati in un campo molto complicato come quello delle perforazioni e curano i rapporti con le autorità e la gente del posto. Sono tranquillo e li ringrazio. Desidero ringraziare anche mia moglie Lina e i miei figli che mi hanno permesso di seguire in questi anni i progetti che mi stanno ancora a cuore oggi. Senza dimenticare tutti i membri del comitato di Lanteriama, attuali e storici».

Dal dialetto di Tesserete ai pozzi di Manaus - È nato in Colombia, si è trasferito a Manaus nel 1989 e si è formato in Svizzera. Carlos Gutierrez Da Silva oggi ha 44 anni ed è un punto di riferimento di Lanteriama in Amazzonia nella perforazione di nuovi pozzi di un'acqua che resta un privilegio nonostante l'associazione ticinese ne abbia già creati a centinaia negli ultimi 30 anni. «Sono orgoglioso – dice l'uomo di fiducia di Saverio Mondini – di poter portare avanti questo progetto a livello operativo. Siamo richiesti ovunque e abbiamo dovuto strutturare i nostri interventi con una ditta specializzata, che valuta le trivellazioni sulla raccolta di precise informazioni. La condizione principale è che il pozzo vada a servire un'intera comunità». Queste opere sono in grado di produrre fino a 6'000 litri di acqua limpida all'ora. Carlos, che parla italiano e pure il dialetto ticinese, è a capo di una squadra di dieci persone. «Nei lavori di perforazione, che si svolgono ininterrottamente sull'arco di una o più settimane, è richiesto il coinvolgimento della popolazione, che ci aiuta per arrivare all'acqua, la felicità più grande quando sgorga dal terreno!». Carlos si occupa anche d'insegnare la professione di elettricista a una cinquantina di ragazzi e tiene costantemente contatti con il Ticino, sua seconda terra madre.

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