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18.02.20 - 06:020
Aggiornamento : 12:48

Quella sindrome silenziosa che di nome fa Asperger

Se ne parla sempre di più. E non solamente perché Greta Thunberg ne è affetta

di Redazione

LUGANO - La Sindrome di Asperger di cui oggi ricorre la Giornata Mondiale è un disturbo di cui si parla molto negli ultimi anni. Il nome di questa forma di autismo è entrato nel lessico collettivo proprio per merito della giovanissima attivista svedese.

L’Asperger è una patologia “in divenire”. Si fa ancora una gran fatica a individuarla. A riconoscerla. Ad affrontarla. Tanto è vero che la stessa Thunberg l’ha scoperta a 13 anni. E c’è gente che se ne accorge in età molto avanzata, addirittura in età adulta. I numeri crescono ma non perché si stia diffondendo. Ma solo perché aumentano le diagnosi. Che arrivano spesso in età avanzata.

La sindrome di Asperger è un disturbo pervasivo dello sviluppo, annoverato fra i disturbi dello spettro autistico. Si tratta però di una patologia a tutt’oggi ancora poco studiata: non si sa ancora, ad esempio, quali siano i sistemi genetici coinvolti. Tra i sintomi riconoscibili, ma non sempre se non da un’analisi attenta dei comportamenti: difficoltà nella manifestazione di empatia, scarsa capacità di formare amicizie, conversazioni unilaterali, assorbimento intenso in un particolare interesse. Fu descritto per la prima volta nel 1944 dallo psichiatra Hans Asperger, ma si tratta di una patologia alla quale solo di recente si sta rivolgendo grande attenzione. Nel 1985 di autismo soffrivano in media cinque soggetti su 10.000, oggi ne soffre 1 su 150. Si è cominciato a parlare di una “epidemia di autismo” e sono stati avviati importanti programmi per lo studio e la cura di questa patologia. La sindrome di Asperger riguarda l'1% della popolazione e passa spesso sotto silenzio. Molte persone finiscono per conviverci tutta la vita, soffrendo delle proprie difficoltà emotive e relazionali.

Non c’è una cura specifica. È una malattia che accompagna il paziente per tutta la vita. Con il bambino si fa un lavoro correttivo che permette di facilitarne l’adattamento nella società e di svilupparne le abilità di socializzazione.

Eppure c’è chi ha deciso di scommettere sugli Aspie. “L’autismo non è un errore di sistema, è un sistema operativo diverso”. Questa sintesi efficace per descrivere lo spettro autistico è lo slogan di Auticon, la prima società di consulenza informatica altamente specializzata al mondo che ingaggia solo consulenti con Sindrome di Asperger e che, tra le altri, ha sedi in tutto il mondo, anche in Svizzera.

Alcuni ricercatori hanno sostenuto che la sindrome di Asperger può essere vista come uno stile cognitivo diverso e non come una malattia, e dunque che dovrebbe essere rimossa dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, come era accaduto per l'omosessualità.

Lo psicologo britannico Simon Baron-Cohen da sempre sostiene che la combinazione tra sindrome di Asperger e abilità ha prodotto persone geniali, che hanno dato un contributo notevole alla storia umana. Non a caso, forse, Greta Thunberg, per il secondo anno consecutivo, è stata proposta come Premio Nobel per la pace. Perché l’Asperger possa essere visto come una virtù, una possibile marcia in più e non solo come un’ostacolo.

Da Kubrick a Steve Jobs, fino a Kurt Cobain
«Ho la sindrome di Asperger e questo vuol dire che qualche volta sono un po’ diversa dalla norma. Ma questo può essere visto come un super potere». Così descrive la sua sindrome di Asperger Greta Thunberg, Ma non è l’unica persona nota a soffrirne. Recente lo ha annunciato la scrittrice Susanna Tamaro che nel suo ultimo libro “Il tuo sguardo illumina il mondo” ha definito l'Asperger «la mia sedia a rotelle invisibile». «L’Asperger molto lieve mi ha aiutato a essere più creativo» ha ammesso l’attore Dan Aykroyd. Non lo ha mai ammesso ufficialmente ma sono in molti a credere a Hollywood che Anthony Hopkins sia “Aspie”.

E poi ci sono i geni del passato a cui viene attribuito l’Asperger: il regista Stanley Kubrick, il frontman dei Nirvana, Kurt Cobain, l’inventore di Apple Steve Jobs, e andando indietro nel tempo Alfred Hitchcock, Van Gogh, Mozart, Michelangelo, Darwin e Newton.

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