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CANTONE
24.01.20 - 16:320

Coronavirus, in Ticino siamo pronti?

Il medico cantonale Giorgio Merlani incontra gli enti d'intervento per elaborare un protocollo. «Niente panico»

LUGANO - Il coronavirus non è ancora arrivato in Europa - non ufficialmente, almeno - ma il panico l'ha preceduto. Merito dell'attenzione mediatica, ma anche delle misure mastodontiche applicate da Pechino. E in Ticino? Per ora nei pronti soccorsi non si registra un assalto da psicosi collettiva, fanno sapere dall'Eoc.

Delle misure concrete, tuttavia, sono già in preparazione. L'Ufficio federale di sanità pubblica ha tenuto ieri una conferenza a distanza con tutti i medici cantonali, compreso quello ticinese. Lunedì è in programma una riunione in Ticino con 16 enti d'intervento: ambulanze, pronti soccorsi, specialisti di igiene. 

Lo scopo: condividere informazioni sulle procedure da adottare, nell'eventualità di casi sospetti. «Abbiamo già dei protocolli validi per questo genere di situazione, che però vanno adattati alla singola malattia» spiega a tio.ch/20minuti il dottor Giorgio Merlani. «Dove vengono mandati i campioni? Che tipo di analisi occorrono? Parliamo di un'eventualità molto remota, ma dobbiamo essere preparati».

Sui rischi per la popolazione ticinese, il medico cantonale parla chiaro: «Vanno evitati gli allarmismi. Al momento non c'è motivo di preoccuparsi». Anche perché il coronavirus «di base è uno dei virus che causano il raffreddore, niente di nuovo o di devastante» assicura Merlani, che ricorda epidemie del passato - Sars, Mers, Zika - i cui effetti alle nostre latitudini «sono stati nulli o comunque molto contenuti».

Dalle misure estreme adottate dalla Cina, Merlani trae un motivo in più per tranquillizzarsi: «È segno di un atteggiamento collaborativo, non stanno sottovalutando il problema come successo in passato in altri casi» osserva l'esperto. Niente panico quindi. E se verrà il momento di preoccuparsi «saremo pronti e avviseremo la popolazione» conclude. 

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