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CANTONE
18.11.19 - 15:510
Aggiornamento : 16:19

Proteste per Mark: «Nessun fermo davanti al carcere»

La risposta di Gobbi in merito alla manifestazione contro il rimpatrio del diciannovenne che ha avuto luogo tra il 23 e il 24 ottobre davanti alla struttura detentiva

BELLINZONA - Sono diverse le domande sollevate dai deputati MPS-POP-Indipendenti sul recente rimpatrio forzato del diciannovenne Mark e della sua famiglia. Ma oggi durante la seduta del Gran Consiglio, da parte del Dipartimento delle istituzioni non c’è stata nessuna risposta sul caso specifico: «Per motivi di riservatezza e segreto d’ufficio» ha spiegato il consigliere di Stato Norman Gobbi.

Gli interpellanti si erano chinati anche su presunti fermi avvenuti nella notte tra il 23 e il 24 ottobre, davanti al carcere della Stampa, dove compagni di scuola di Mark stavano manifestando. «Quella notte non vi è stato nessun intervento di polizia» ha sottolineato Gobbi, osservando però che durante la mattinata del 24 ottobre un assembramento di persone aveva lanciato pietre e altro materiale tentando di impedire l’uscita di una vettura dalla struttura detentiva. «La polizia cantonale ha proceduto a un controllo dei presenti, rilevando le loro generalità».

Per quanto riguarda l'incarcerazione di Mark e sul rimpatrio avvenuto nonostante un ricorso pendente, Gobbi ha risposto da un punto di vista generale. E ha spiegato che la detenzione amministrativa può durare fino a sei mesi in vista di un rimpatrio coatto e «in caso di comportamento refrattario». E che nella procedura di allontanamento di una persona gli esecutivi cantonali «sono meri esecutori delle decisioni emesse dalle autorità federali». Prima di un’eventuale sospensione di una procedura, «viene chiesto un parere della Segreteria di Stato della migrazione».

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