LUGANO
22.10.19 - 06:130

Beatificata una parente di due noti giornalisti attivi in Ticino

Si tratta di Benedetta Bianchi Porro, sorella di Corrado, esperto in economia, e zia di Rachele, conduttrice televisiva. Afflitta da mille malattie, ha affrontato la vita con coraggio estremo

LUGANO/ FORLÌ – È stata recentemente beatificata Benedetta Bianchi Porro, sorella di Corrado, a lungo giornalista economico per il Giornale del Popolo, e zia di Rachele, conduttrice televisiva della RSI. La cerimonia si è svolta in Italia, nella cattedrale di Forlì. A presiedere la beatificazione, il prefetto per le Cause dei Santi, il cardinale Giovanni Angelo Becciu. 

Un’esistenza affascinante – Ma chi era Benedetta Bianchi Porro, e perché è stata proclamata beata? Classe 1936, nata a Dovadola, in Emilia-Romagna, morì il 23 gennaio del 1964, a Sirmione, in provincia di Brescia. «Ci troviamo dinnanzi ad un’esistenza affascinante – ha detto Becciu nella sua omelia –. La grandezza umana e spirituale di una giovane straordinariamente dotata, che è riuscita a superare coraggiosamente e a tradurre in chiave evangelica le condizioni più negative che possono accompagnare un individuo».

Un crocifisso vivente – Benedetta era una ragazza di bell’aspetto, dotata di intelligenza e ricca di personalità. «Ben presto – ha spiegato Becciu – verrà trasformata da patologie debilitanti e dal dolore insistente e incalzante, che ne deturperà il fisico. Tutto il suo corpo alla fine era diventato un crocifisso vivente: sordità, cecità, paralisi, insensibilità, privazione dell’olfatto e dell’odorato, afonia, quasi l’annullamento di comunicazioni con le persone e l’ambiente».

Insegnava agli altri “come vivere” – Ma questa sequenza di sofferenze e di distruzioni fisiche, porterà Benedetta ad una unione profonda con Dio nella preghiera. «Se la sua vita fu tutta sotto il crescente segno della sofferenza, fu anche sotto il crescente segno della santità, di cui si accorsero le persone che l’accostavano e ricevevano da lei mirabili insegnamenti di fede e di carità».

In tanti le chiedevano consigli – Affermava di "non aver paura della sua paura". Non ha mai fatto del vittimismo. Anzi. «È arrivata ad accettare la malattia come vocazione e come vero apostolato. Tante persone si sono affidate ai suoi consigli e alle sue preghiere. Un suo amico ha testimoniato: "Benedetta è l’unica persona con cui ho avuto la sensazione di una presenza reale di Dio". Questa affermazione rivela che Benedetta irradiava pace, serenità e fede agli amici che costantemente attorniavano il suo letto e sui quali esercitava un influsso profondo».

Ha creduto nell’Amore – Becciu fa notare: «Proclamandola Beata, la Chiesa vuole perpetuarne la figura spirituale, che contiene un messaggio nobile e attuale. Essere “presenza di Cristo”, rivelare il suo volto crocifisso nella totale adesione a Dio in spirito di riconoscenza e di comunione: ecco la fisionomia di Benedetta, quale risulta dal suo doloroso itinerario di grazia. Ha creduto all’Amore e dall’Amore si è lasciata portare per strade che non conosceva e non comprendeva».

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Commenti
 
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volabas 7 mesi fa su tio
Quante persone muoiono ogni giorno per aver lottato anni contro un tumore, e dopo chemio debilitanti con effetto collaterale doloroso complicando ulteriormente la vita di questi sfortunati ; allora sarebbe da beatificare tutta questa gente. Personalmente non ho nulla contro questa storia, ma non ci vedo una grande notizia .
marco17 7 mesi fa su tio
Notiziona
matteo2006 7 mesi fa su tio
Chi ha i denti non ha pane e chi ha pane non ha denti.
sedelin 7 mesi fa su tio
cieca, sorda, muta...come faceva a trasmettere il suo insegnamento?
matteo2006 7 mesi fa su tio
@sedelin Ecco qui che si misura il livello massimo di frustrazione.
sedelin 7 mesi fa su tio
@matteo2006 perché frustrazione? ho posto una semplice domanda. beati coloro che non giudicano!
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