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Mauro Massoni, il Console Generale d'Italia a Lugano
CANTONE 
01.10.19 - 14:260
Aggiornamento : 17.10.19 - 16:11

Controlli “polizieschi” sugli italiani, il Console: «Ho segnalato a Roma»

Il tema sarà discusso nell’incontro tra il nuovo Ambasciatore italiano e il Consiglio di Stato. Il Console Massoni: «Il problema sono i rapporti tra Italia e Ticino. Ma non bisogna eccedere»

LUGANO - La Confederazione, vista la trattativa infinita sull’imposizione dei frontalieri, ne avrebbe probabilmente fatto a meno. Ma tant’è, l’eco dei controlli “polizieschi” sugli italiani dimoranti o residenti in Ticino ha raggiunto Roma. La questione - sollevata di recente da una mozione del Plr e da casi controversi di cui si è occupato l’avvocato Marco Garbani - è stata infatti segnalata al Ministero italiano degli affari esteri e anche all’ambasciata italiana a Berna. Con quali conseguenze sarà il futuro a dirlo. 

La segnalazione è partita direttamente dalla rappresentanza italiana in via Ferruccio Pelli a Lugano. «È una tematica che abbiamo subito segnalato a Roma e anche a Berna» conferma a Tio/20Minuti il Console Generale d’Italia Mauro Massoni, che ha festeggiato lo scorso mese il primo anno dalla nomina. 

«Era terrorizzato dai controlli» - Dodici mesi in cui ha potuto toccare, parzialmente, con mano il disagio vissuto da alcuni suoi connazionali: «Su problemi specifici - dice il diplomatico italiano - sono stato interessato un’unica volta. E per quell’unica volta sono intervenuto con il direttore del Dipartimento delle Istituzioni, Norman Gobbi». Il caso citato dal Console è quello di «un italiano che svolgeva una funzione abbastanza elevata al FoxTown di Mendrisio e che, avendo ricevuto in più occasioni la visita della polizia ticinese, era terrorizzato che non lo trovassero a casa. E che ciò potesse causargli dei problemi. Penso che quella situazione si sia risolta, visto che non ho più avuto sollecitazioni».

La visita ufficiale - Dopodiché anche il Console ammette di aver sentito di altri casi: «Ma non si può fare un intervento sulle voci». Intervento diretto forse no, ma la questione verrà presto affrontata: «A metà ottobre - continua Massoni - giungerà in Ticino il nuovo Ambasciatore italiano in Svizzera per un incontro ufficiale con il Governo ticinese e questo sarà uno degli argomenti sul tavolo. Il tema verrà trattato ed è stato segnalato ancora oggi (ieri, ndr) al Ministero a Roma».

«Non bisogna eccedere» - Tutto sembra ruotare attorno alla presunta esagerazione dei controlli (su Tio/20Minuti l’avvocato Garbani aveva citato i 199 accertamenti della polizia cantonale su imprenditore attivo nel Luganese e i 240 controlli su una giovane cui è stato revocato il permesso di domicilio). Le considerazioni di Massoni sono però generali: «È chiaro che il numero di italiani in Ticino è molto elevato e svolgere i controlli, ritenuti opportuni o necessari in base normativa locale, è complesso. Però non bisogna eccedere, soprattutto quando il controllo è ripetuto nel tempo e le persone entrano in uno stato di tensione e nervosismo. Quanto sta accadendo francamente mi sembra non si giustifichi». Per il Console d’Italia è «una situazione di tensione che non ha giustificazioni. Il problema sono i rapporti tra Italia e Ticino. Più che tra Italia e Svizzera. Anche se - conclude sornione - politicamente sembra un argomento pagante...».

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