Alex D’Agosta/Ticino Cycling
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MELIDE
03.09.19 - 13:190

Bike Day, buona anche la terza edizione all’insegna della mobilità ciclistica

Gli appassionati hanno potuto percorrere senza preoccupazioni la “forca di San Martino” in direzione Paradiso, per poi salire verso Noranco, Figino e chiudere il giro del Monte Arbostora

MELIDE - Domenica mattina in molti hanno inforcato l’amata due ruote per partecipare al Bike Day, uniti non solo da una comune passione, ma anche dalla voglia di far emergere il desiderio di poter prendere la bici tutti i giorni in sicurezza.

Gli appassionati hanno potuto percorrere senza preoccupazioni la “forca di San Martino” in direzione Paradiso, per poi salire verso Noranco, Figino e chiudere il giro del Monte Arbostora in 22 chilometri con un dislivello complessivo intorno ai 300 metri. «Una gita di piacere difficilmente riproducibile nella quotidianità perchè, Pro Velo Ticino lo dice da tanti anni, si tratta di una dei tratti più pericolosi di tutto il cantone, con il limite a 80 km/h e ben poco spazio per i ciclisti, senza una vera alternativa. Un grande ostacolo alla circolazione della mobilità lenta, tanto da costituire una delle cause principali al fatto che la città di Lugano non figuri in nessun itinerario di Svizzera Mobile per bici da strada: il percorso nazionale 3 da Airolo a Chiasso (e di conseguenza anche l’itinerario internazionale EuroVelo 5) scende infatti scende lungo il Vedeggio e torna su un asse principale solo da Melide in giù». 

Per queste e altre ragioni, una volta concluso il ciclo di Gianetti Day con l’edizione celebrativa dei 20 anni dal mondiale di Lugano nel 2016, si è scelto di proporre questo evento a Melide allo scopo di promuovere l’uso della bicicletta proprio laddove, entro tre anni, si dovrebbe completare l’opera della Paradiso-Melide, una ciclopista che, dopo una lunghissima attesa, ha ricevuto solo pochi mesi fa la bandiera verde per la fattibilità. 

L’evento 2019 ha così potuto rinnovare il suo clima festoso conducendo i ciclisti riuniti alle 9 di mattina lungo l’anello, antiorario, del monte più famoso e iconico di Lugano: una pedalata a regime controllato dai mezzi di Polizia, con l’obiettivo di non disperdere alcun partecipanti e far pedalare insieme grandi e piccini senza l’assillo di una competizione ma, al contrario, a un’andatura piuttosto lenta per godere della convivialità della situazione e apprezzare le qualità del territorio. 

Al termine dell’evento, a margine del pasta party gratuito per tutti i partecipanti registrati, sono intervenuti alcuni ospiti ben conosciuti nell’ambiente delle due ruote. Il Consigliere Nazionale Rocco Cattaneo ha dichiarato che «in Svizzera si sta facendo molto, ma in Ticino si va più a rilento. Si nota comunque che a livello di autorità cantonale e comunali si sta capendo la possibilità di poter risolvere gli spostamenti brevi, da meno di 5 chilometri, finalmente con le due ruote, anche grazie all’avvento delle bici elettriche: non ci sono più scuse di dislivello e sovrappeso! C’è però bisogno di aver pazienza per arrivare al giusto livello di sicurezza».
Fabio Schnelmann, Gran Consigliere e Presidente di Ticino Cycling, a seguito delle recenti polemiche a Lugano ha invece dichiarato che «bisogna far prevalere il buon senso e l’educazione, sia da parte del pedone sia del ciclista. Ho proposto di non mettere dei divieti assoluti, ma dei limiti di velocità molto bassi: una soluzione che potrebbe andare bene a tutti». Gabrio Baldi, Sezione Mobilità del Dipartimento del Territorio, si è espresso così: «Nell’orizzonte del 2025/2030 è previsto un aumento di piste e percorsi ciclabili di circa 200 chilometri. Rispetto al totale di strade cantonali, i 365 chilometri “ciclabili” attuali rappresentano comunque circa un terzo, un numero importante che verrà portato alla metà». Infine Marco Vitali, Pro Velo Ticino: «La mobilità ciclistica è ancora piuttosto indietro specie nel luganese e questa strada verso Lugano è tuttora troppo pericolosa. Pur con la prospettiva di avviare i lavori per la magnifica ciclopista, andrebbero comunque ripensati i limiti di velocità per sperare davvero di aiutare il cicloturismo e il pendolarismo. E anche per indicare un cambiamento di direzione per quanto riguarda il nostro concetto di mobilità». 

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