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MENDRISIO
11.07.19 - 17:480

Crollo della gru. «Pensavamo fosse una bomba»

Sul luogo dell’incidente c’è chi parla di miracolo. Solo danni materiali e nessun ferito. Ma tanto spavento. Le testimonianze di chi era sul posto

1 mese fa Cade una gru da cantiere, tragedia sfiorata

MENDRISIO - Un tonfo improvviso che ha causato parecchio spavento. «Sembrava un’esplosione. Abbiamo pensato a una bomba». Così ci raccontano alcuni testimoni che si sono trovati oggi pomeriggio in via Brecch a Mendrisio, dove una gru è crollata su un palazzo in costruzione. Dal garage antistante al cantiere non esitano a parlare di miracolo. «La gru ha sfondato una porta in plexiglas. I pezzi di plastica sono schizzati nell'officina. Incredibile che non si sia ferito nessuno», ci spiegano ancora scossi. 

Oltre alla porta ha subito danni anche un veicolo, il cui parabrezza è stato distrutto, in aggiunta alla carrozzeria rovinata. Ma il grosso dei danni è sul tetto, che risulta praticamente schiacciato dal peso della gru.

Sono proprio alcuni operai del cantiere a raccontarci come è avvenuto l’incidente: «La gru stava girando a vuoto. Non trasportava nessun peso che giustificasse quanto accaduto». Un altro operaio ci parla di un guasto meccanico. Dalle prime informazioni sembra che abbia ceduto un perno del "piede" che sorregge la grossa gru. 

Il gruista sembra stare bene. «È stato chiamato ad effettuare le analisi del sangue. Ma è uno che beve solo acqua», esordisce un altro operaio che esclude si sia trattato di errore umano. Bisognerà attendere le conclusioni delle indagini per determinare l’esatta causa dell’incidente. Intanto l’intera area è stata isolata dai nastri della polizia. Lo scenario è irrealistico, quasi da film. Fa impressione il buco lasciato nell'asfalto dai pesantissimi blocchi di cemento che servivano a bilanciare la gru.

Fortunatamente non ci sono stati feriti. Però qualcuno l’ha scampata bella. «C’era un operaio sul tetto. La gru gli è passata a meno di un metro di distanza», ci raccontano. I discorsi degli operai continuano, i passanti si fermano a guardare verso l’alto. Qualcuno chiede informazioni. E qualcun altro invece scuote la testa e pronuncia una frase inquietante: «E pensare che non  è nemmeno la prima volta che succede».

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