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CANTONE
10.07.19 - 12:450

Varate le misure di potenziamento del Ministero pubblico

Il Governo ha fornito una risposta puntuale alle esigenze della Magistratura, nell’ottica della garanzia del buon funzionamento della giustizia penale cantonale

BELLINZONA - Nell’ultima seduta prima della pausa estiva, il Consiglio di Stato si è chinato sulle richieste di potenziamento del Ministero pubblico.

Il Governo, aderendo alle proposte del Dipartimento delle istituzioni, ha fornito una risposta puntuale alle esigenze della Magistratura, nell’ottica della garanzia del buon funzionamento della giustizia penale cantonale.

Il Governo ha approvato il principio di potenziamento del Ministero pubblico con un/a procuratore pubblico ordinario/a supplementare, con il relativo messaggio governativo di modifica della Legge sull’organizzazione giudiziaria che sarà posto in consultazione in questi giorni.

La proposta governativa – che recepisce le indicazioni del procuratore generale circa l’importante evoluzione dell’attività nel settore economico-finanziario e la relativa complessità di trattazione degli incarti – verte sull’attribuzione al Ministero pubblico di un/a procuratore pubblico ordinario/a supplementare che andrà a supportare l’attività della magistratura inquirente nel contesto dei reati economico-finanziari.

Il/la procuratore pubblico aggiuntivo/a sarà coadiuvato/a da un/a segretario/a giudiziario/a e da un/a collaboratore/trice con compiti amministrativi, che andranno quindi a costituire una nuova “colonna” all’interno dell’organico del Ministero pubblico.

Nella proposta governativa posta in consultazione è parimenti prevista l’estensione delle competenze decisionali attribuite ai segretari giudiziari del Ministero pubblico, segnatamente nell’ambito delle contravvenzioni. Una proposta che mira a sgravare l’attività dei procuratori pubblici, attivi nella sezione di polizia in particolare, responsabilizzando i loro stretti collaboratori giuristi. Spetterà al procuratore generale autorizzare puntualmente l’estensione delle competenze nei confronti dei segretari giudiziari.

Il Governo ha infine deciso di accompagnare la proposta suindicata con due misure puntuali: la prima, di competenza propria e di carattere urgente, volta a potenziare nell’immediato il Ministero pubblico con tre segretari giudiziari, che supporteranno l’attività dell’autorità giudiziaria, in particolare, ma non esclusivamente, nel settore dei reati economico-finanziari, rispondendo altresì anche alle esigenze derivanti dall’introduzione della nuova figura del perito contabile presso l’Ufficio dei fallimenti, contestualmente alla lotta contro gli abusi fallimentari.

Queste tre risorse aggiuntive – per le quali a breve verranno pubblicati i relativi concorsi – saranno direttamente attribuite al procuratore generale, che potrà assegnarle internamente, avendo una visione d’insieme sull’attività, a seconda delle necessità afferenti i procedimenti penali, con un occhio di riguardo ai rischi di prescrizione e di riflesso, alla percezione della giustizia e alla credibilità del nostro sistema del perseguimento penale da parte della cittadinanza.

La seconda misura accompagnatoria rileva della competenza del Ministero pubblico ed è volta a migliorare la sua efficienza ed efficacia. A mente del Governo – che ha riconosciuto quanto predisposto organizzativamente dal procuratore generale in questo suo primo anno di attività – il potenziamento proposto con una nuova “colonna” e con tre segretari giudiziari aggiuntivi deve essere da stimolo e contribuire alla riorganizzazione interna del Ministero pubblico, tenendo conto segnatamente delle valutazioni espresse dallo specifico gruppo di lavoro contestuale al progetto “Giustizia 2018”, alle considerazioni del Rapporto del Consiglio della magistratura su Ministero pubblico del 30 giugno 2009 nonché delle indicazioni relative all’organizzazione interna del Ministero pubblico di cui alla sentenza del Consiglio della magistratura inerente al suo operato in un’importante e complessa inchiesta finanziaria, in particolare circa la necessità di istituzione di un sistema di controlling interno operativo, strutturato e costantemente applicato, verificato e migliorato da parte del procuratore generale in particolare.

Entro un anno dall’approvazione del messaggio da parte del Parlamento, il Ministero pubblico dovrà quindi presentare al Governo un rapporto in merito alla propria riorganizzazione, proponendo i necessari adeguamenti legislativi volti a incrementare l’efficienza e l’efficacia dell’Autorità giudiziaria e dare riscontro alle criticità emerse.

Le misure di potenziamento del Ministero pubblico, attentamente ponderate negli ultimi mesi, sono frutto di un dialogo costruttivo intercorso tra il Ministero pubblico e il Consiglio di Stato, partendo dall’incontro avvenuto nell’estate 2018 tra il Governo e la nuova Direzione del Ministero pubblico. Un dialogo tessuto in particolare dal Dipartimento delle istituzioni, e per esso dalla Divisione della giustizia chiamata a svolgere un fondamentale ruolo quale anello di congiunzione tra il Potere esecutivo e il Potere giudiziario cantonali.

Queste misure si aggiungono ai recenti potenziamenti decisi dal Consiglio di Stato per quanto attiene all’organico del Tribunale di appello in particolare, a dimostrazione della volontà del Governo – e per esso del Dipartimento delle istituzioni – di fornire una risposta chiara alle esigenze della Magistratura, nell’ottica della garanzia del buon funzionamento della giustizia cantonale.

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