BELLINZONA
18.06.19 - 08:590
Aggiornamento : 12:44

In Italia era ricercato, in Ticino prendeva l’assistenza

Ecco il vergognoso retroscena riguardante il 42enne “parcheggiatore abusivo” estradato negli scorsi giorni. L’uomo in passato spacciava cocaina, nascondendola nelle mozzarelle

BELLINZONA – In Italia la procura di Chieti aveva emesso un ordine di carcerazione nei suoi confronti. Lui, intanto, se n’era venuto in Svizzera. Paese dal quale è stato finalmente estradato negli scorsi giorni. Non solo. Il 42enne in questione, noto per un passato da spacciatore di droga, ha beneficiato per almeno dieci mesi dell’assistenza in Ticino. Lo dimostrano le ricevute di pagamento in possesso della persona che gli aveva affittato una camera, a Bellinzona.

Nero su bianco – Come è possibile che un personaggio del genere, ricercato per avere fatto parte della nota operazione “Bufala”, attraverso la quale spacciava cocaina nascondendola nelle mozzarelle, possa avere ricevuto così a lungo sussidi statali nella Svizzera italiana? Sembra incredibile. Eppure, tutto è nero su bianco. Il 42enne ha beneficiato dell’assistenza almeno da novembre 2017 a settembre 2018. Nei mesi successivi, l’affitto non è più stato pagato. E di conseguenza l’uomo ha ricevuto lo sfratto.

Le due auto piazzate su quel fondo privato – Si tratta dello stesso 42enne che, nel corso della recente primavera, aveva piazzato due auto senza targhe in un terreno privato di Bidogno, causando non pochi grattacapi alla proprietaria. L’uomo sosteneva di avere un’azienda che si occupava di compravendita di auto, moto e barche.

L’azienda misteriosa – E a tal proposito emerge un altro curioso dettaglio. La sede della sua pseudo azienda, che figurava a nome di una donna, era proprio nella camera di Bellinzona in cui risiedeva. Con i proprietari dello stabile che, ovviamente, non erano stati avvisati ed erano stati tenuti all’oscuro di tutto. L'azienda, nel frattempo, è stata cancellata dal registro di commercio.

Lacune legislative – Il caso riapre di nuovo il dibattito su alcune lacune legislative elvetiche e cantonali. L’uomo nel 2007 era stato arrestato in Italia per traffico di stupefacenti. La condanna, nei suoi confronti, è arrivata nel 2012. Due anni dietro le sbarre. Poi il tentativo di recuperarlo socialmente. Fallito. Tanto che a un certo punto le autorità italiane avrebbero voluto rinchiuderlo di nuovo. È a quel punto, tre anni fa, che l’uomo fa sparire le sue tracce.

In Viale Stazione era un volto noto – Ricomincerà una nuova vita, piena di ombre, in Viale Stazione a Bellinzona. Da quelle parti sono in molti a ricordarsi di lui. E la cosa più clamorosa è che in tanti sapevano del suo passato e che lui “adesso” beneficiasse dell’assistenza. A un certo punto, gli aiuti statali sono cessati. Forse, finalmente, qualcuno, si è accorto di chi fosse veramente quell’uomo.

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