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17.06.19 - 11:290

Settore paralberghiero: bene la Svizzera, male il Ticino

Il nostro Paese attira sempre più clienti. Ma non la nostra regione, che è l'unica delle sette grandi regioni considerate dall'UST a far segnare un calo (-6,7%)

NEUCHÂTEL - Il settore paralberghiero in Svizzera, ma non in Ticino, attira sempre più clienti: lo scorso anno ha registrato un totale di 16,6 milioni di pernottamenti, con un incremento del 4,2% rispetto al 2017. Secondo i risultati definitivi dell'Ufficio federale di statistica (UST), un grosso incremento degli ospiti si registra nei campeggi (+12,8%): il Ticino è l'unica delle sette grandi regioni considerate dall'UST a far segnare un calo (-6,7%).

Globalmente gli ospiti svizzeri hanno rappresentato più dei due terzi della domanda, ma per i turisti stranieri l'aumento è stato più marcato. I confederati, che rappresentano il 67,4% del totale, hanno trascorso 11,2 milioni di notti in case di vacanza, campeggi e ostelli della gioventù (+2,9%). La clientela estera è cresciuta del 6,9% a 5,4 milioni di unità. Tra i clienti stranieri, sono i visitatori europei ad aver generato il maggior numero di pernottamenti (4,5 milioni, +6,7%). La dinamica in progressione si osserva per tutte le categorie di alloggio.

In combinazione con i risultati dell'industria alberghiera, questa statistica fornisce una panoramica completa della ricettività turistica nella Confederazione. Nel 2018 in Svizzera sono stati registrati 55,4 milioni di pernottamenti, con un aumento del 3,9% rispetto al 2017. A livello nazionale, i visitatori indigeni hanno rappresentato 28,6 milioni di pernottamenti (+2,9%), quelli stranieri 26,8 milioni (+5,0%).

Nel solo settore alberghiero i pernottamenti sono stati 38,8 milioni, in progressione del 3,8%. Anche in questo caso il Ticino è in controtendenza nazionale: è l'unica regione ad aver registrato un calo delle notti in hotel, del 7,5%.

Le case di vacanza a gestione commerciale hanno rappresentato il tipo di alloggio con il più gran numero di pernottamenti del settore paralberghiero (45,5% del totale), pari a 7,5 milioni di unità (+2,9%). La domanda interna è scesa a 4,4 milioni di pernottamenti (-1,1%), mentre quella estera ha raggiunto quota 3,2 milioni (+8,9%). Più dell'80% delle notti trascorse dai visitatori stranieri è dovuta a persone provenienti dall'Europa (2,6 milioni, con un aumento dell'8,0%).

La durata media del soggiorno in una casa di vacanza è scesa a 6,6 notti nel 2018 (rispetto a 6,8 nel 2017). Delle sette regioni principali, la regione del Lemano (che comprende i cantoni Ginevra, Vaud e Vallese) è quella in cui la domanda è stata più elevata con un totale di 3,2 milioni di pernottamenti, seguita dalla Svizzera orientale (che oltre ai Grigioni comprende Glarona, San Gallo, i due Appenzello, Turgovia e Sciaffusa, 2,2 milioni) e dal Mittelland (Berna, Friburgo, Soletta, Neuchâtel e Giura, 1,2 milioni).

In Ticino i pernottamenti in abitazioni di vacanza sono stati poco più di 400'000. Il cantone sudalpino è l'unica regione ad aver registrato un calo (-9,1%) su base annua.

La categoria degli alloggi collettivi ha fatto registrare 5,4 milioni di pernottamenti, con un incremento del 2,5% rispetto all'anno precedente. In questa categoria è la regione del Mittelland ad aver attirato il maggior numero di visitatori (1,45 milioni), davanti alla regione lemanica (1,39 milioni) e alla Svizzera orientale (1,35 milioni).

In Ticino, in questa categoria i pernottamenti sono stati oltre 410'000, in calo dell'1,9%. L'incremento più sensibile su base annua è stato segnato dalla Svizzera orientale, con un +9,7%, mentre il calo più marcato dal canton Zurigo, con un -7,0%.

Nel 2018 c'è stato un significativo aumento della frequentazione dei campeggi, che hanno registrato 3,6 milioni di pernottamenti, con un aumento del 12,8% rispetto all'anno precedente. Gli ospiti svizzeri hanno generato 2,4 milioni di pernottamenti (+12,0%), mentre quelli stranieri 1,2 milioni, con un aumento del 14,4%. Anche in questo caso, tra le persone provenienti dall'estero i visitatori europei rappresentano la maggior parte dei soggiorni, con 1,1 milioni di pernottamenti (+14,5%).

Il maggior numero di notti trascorse in tenda o in camper è stato registrato nella regione del Lemano (oltre 900'000). In Ticino sono state poco meno di 700'000. Anche in questo ambito il cantone italofono è l'unica regione a registrare un calo (-6,7%). Il settore è risultato particolarmente dinamico nel canton Zurigo (+35,5%), nella Svizzera centrale (+29,3%), in quella orientale (+23,0%) e nel Mittelland (+21,4%).

Per i campeggi l'UST fornisce i dati anche per regioni più circoscritte, da cui risulta che nei Grigioni i pernottamenti sono stati poco più di 350'000, in progressione del 20,2%.

Come nel 2017, la durata media del soggiorno nei campeggi è stata di 2,9 notti. Con 907'000 pernottamenti, la regione del Lemano è stata la più attrattiva, seguita dal Mittelland (770'000) e dal Ticino (698'700).

Commenti
 
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Zico 1 anno fa su tio
a mio modesto parere si devono aumentare i prezzi, bottiglia d'acqua ad almeno 20. franchi, personale deve aver fatto almeno un giorno di esperienza, se prima faceva il bocia in Italia non fa nulla. tutti i camerieri ed aiuti devono avere la cicca americana in bocca (ne va dell'alito). Inoltre sidevono aumentare gli affitti di tutte le strutture in modo da strozzare sul nascere il gerente. Poi aumentare il traffico in ogni distretto in modo che il turista non riesca più a spostarsi.
miba 1 anno fa su tio
Non mi sorprende più di quel tanto. Per carità, non voglio sostituirmi ai guru del nostro turismo ed ai (tanti) soldoni spesi finora in studi di vario genere (che evidentemente, considerati i risultati, sono serviti ad un fico secco....) ma una domanda spesso mi sorge spontanea e cioè: ma su quale tipo di turista il Ticino vuole investire/puntare seriamente??
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