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Bike-sharing a Locarno
LUGANO/LOCARNO
27.05.19 - 08:050
Aggiornamento : 10:05

I ticinesi non rubano (quasi mai) le biciclette condivise 

Il bike sharing galoppa a tutta velocità nel Locarnese e nel Luganese. Con qualche piccolo problema

LUGANO/LOCARNO. Nella vicina Italia il bike sharing ha riempito pagine di giornali e – a giudicare da questi ultimi – anche il Tevere, i Navigli e qualche discarica. Bici sparite per sempre, rubate, abbandonate, vandalizzate. Anche oltre Gottardo i problemi non sono mancati: l'estate scorsa Publibike ha dovuto ritirare in blocco (temporaneamente) le biciclette condivise a Berna e Zurigo a seguito di una serie di "furti d'uso". Servivano lucchetti più sicuri. 

«Postazioni vuote» - In Ticino? Alcune postazioni di ritiro apparirebbero stranamente vuote o sfornite, almeno stando a un'interrogazione presentata settimana scorsa da sette consiglieri comunali Ppd a Lugano. Ma i ladri non c'entrano. Nel Sottoceneri come nel Sopraceneri il servizio è in forte espansione (è appena stato inaugurato anche a Bellinzona) ma furti e vandalismi restano estremamente contenuti, spiegano gli operatori del settore. 

I numeri di Publibike - Nel Luganese e Malcantone sono 38 le stazioni gestite da Publibike per un totale di 208 biciclette, la metà elettriche. A fronte di 77mila corse effettuate in due anni, i mezzi spariti sono stati appena sette (di cui due e-bike). «In genere si tratta di furti d'uso, e le biciclette vengono prima o poi ritrovate» spiegano dalla società, che non disponde «per ora» di un sistema per tracciare gli spostamenti.  

«Lugano soddisfatta» - Il migliore antifurto sembra essere l'educazione dei ciclisti. Pochissimi anche gli incidenti (3-4) e nessun ferito. La Città di Lugano è «particolarmente soddisfatta di come sta funzionando il sistema» commenta il coordinatore del progetto Fabio Schnellmann. «Gli utenti sono in forte aumento. Nei primi mesi di quest'anno abbiamo eguagliato le corse di tutto l'anno scorso». 

Locarno in testa - Nel Sopraceneri va ancora meglio: dall'inaugurazione – l'estate scorsa – si sono registrati appena tre atti vandalici e nessun furto, a fronte di 52mila corse. La rete gestita da Velospot è due volte più grande (98 postazioni e 489 biciclette, 269 elettriche) e «verrà estesa il mese prossimo alla Vallemaggia e poi potenziata a Sant'Antonino» spiega il referente comunale Luigi Conforto. «Visto l'interesse – assicura – il numero delle postazioni continuerà a crescere in futuro».

In espansione - Nella gara condivisa il Sottoceneri è stato rallentato da un ricorso (presentato proprio da Velospot e poi evaso) ma si appresta a recuperare. «Aggiungeremo 30 mezzi alla flotta nelle prossime settimane – anticipa Schnellmann –. Stiamo valutando un ulteriore ampliamento nelle zone collinari, da Pregassona a Pazzallo, e siamo in contatto con altri comuni e con enti privati e parapubblici per la posa di nuove postazioni». Il giro del Ticino è appena iniziato.  
 

Commenti
 
Rosato Tania 3 mesi fa su fb
Nong Koala questo è per noi 🤣
Frankeat 3 mesi fa su tio
Belle notizie, sia quella dei pochi furti che quella del successo di questa iniziativa. Adesso sarebbe ora di iniziare a dare le stesse multe ai ciclisti che passano con il rosso, così come vengono (giustamente) date anche agli altri utenti della strada. Lo dico da ciclista tra l'altro.
Lokal1 3 mesi fa su tio
@Frankeat Mah...Direi che ci si può tranquillamente concentrare su altro...lo dico da ciclista
Frankeat 3 mesi fa su tio
@Lokal1 Spiegati meglio che non ho capito
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