Tipress (archivio)
Tra gli obiettivi anche quello di superare i 250mila passeggeri all'anno.
AGNO
22.05.19 - 20:450

«L’aeroporto può cambiare rotta»

Per il rilancio dello scalo è fondamentale l’allungamento della pista che potrà vedere la luce nel 2031. Lo dice lo studio dell’Università di San Gallo, presentato stasera

AGNO - Dal 2031 l’aeroporto di Lugano (ma gli specialisti propongono di chiamarlo Ticino Airport, per questioni di marketing) potrà cambiare rotta: si potranno superare i 250’000 passeggeri all’anno e fare utili milionari. Questo obiettivo richiede però delle mosse fondamentali: la sistemazione delle infrastrutture e soprattutto l’allungamento della pista. È quanto emerge dallo studio effettuato dal Center for Aviation Competence dell’Università di San Gallo, di cui stasera è stata presentata una sintesi nell’ambito dell’assemblea generale ordinaria dell’Associazione passeggeri aerei della Svizzera italiana (ASPASI).

Velivoli più grandi - E si parla appunto dell’allungamento della pista, che permetterà l’atterraggio di velivoli più moderni e più grandi. «Oggi con degli aerei da cinquanta posti come il Saab 2000, il costo per sedile resta troppo alto: servono macchine da almeno cento posti che possano generare più offerta e abbassare i costi» ha sottolineato Maurizio Merlo, CEO di Lugano Airport.

Quasi 1’600 posti di lavoro - Lo scalo, stando allo studio, avrebbe comunque potenziale. Ma va - appunto - sviluppato. Nel 2017 l’aeroporto ha garantito quasi 1’600 posti di lavoro e ha avuto un impatto economico di quasi duecento milioni di franchi.

Le attuali criticità - Pur essendo considerato come una parte importante del portafoglio di mobilità da e per la regione Ticino da diversi attori, attualmente l’immagine dell’aeroporto deve fare i conti con delle criticità: il numero limitato di connessioni di rete, la ridotta affidabilità delle rotte esistenti, il prezzo dei biglietti percepiti come elevati e il mancato accesso con il trasporto pubblico.

Dapprima Ginevra - Per quanto riguarda le destinazioni, «per il 2020 è fondamentale riattivare il collegamento con Ginevra» ha detto ancora Merlo. E per il futuro a lungo termine vanno prese in considerazione destinazioni come Londra e Parigi, suggerisce lo studio.

Misto pubblico-privato - «Ci sono regioni che farebbero carte false per avere un aeroporto, mentre da noi c’è anche chi lo vorrebbe chiudere» ha aggiunto Merlo, sottolineando che «fino a quando questo scalo resterà nelle mani della politica, avrà sempre dei problemi». Da qui il suggerimento che in futuro vi sia un misto tra pubblico e privato, come avviene anche negli altri scali regionali elvetici.

Pronto il messaggio - Un giorno cruciale per il futuro dello scalo sarà domani: sul tavolo del Municipio ci sarà infatti il messaggio di otto milioni per il suo rilancio. «Forniremo così una strategia a medio e lungo termine» ha affermato il sindaco Marco Borradori, intervenuto all’inizio dell’assemblea. «Mettiamo sul tavolo tutti gli elementi necessari per prendere una decisione, faremo di tutto perché l’esito sia positivo». E ha aggiunto: «Quella per l’aeroporto non è una battaglia persa, ma è tutt’altro che una battaglia vinta». 

La quota del Cantone - Nel frattempo il Consiglio di Stato ha comunque trasmesso al Municipio di Lugano la decisione di aumentare la partecipazione in Lugano Airport dal 12,5 al 40%, ha annunciato il sindaco.

Una votazione? - «Se si andrà al voto - ha annunciato Marco Romano, presidente ASPASI - l’associazione ha i mezzi per fare un po’ di campagna e organizzare il fronte dei favorevoli allo scalo».

Il segnale da Morcote - Un segnale a favore dello scalo luganese era giunto, all'inizio di maggio, dal Comune di Morcote: il Legislativo aveva infatti deciso di mettere a disposizione un importo di almeno 200'000 franchi per investimenti nell'infrastruttura aeroportuale. Il Comune si era detto consapevole del fatto che «una parte considerevole del proprio gettito fiscale è generato da persone fisiche che utilizzano per i propri spostamenti professionali Lugano Airport». Per la località si tratterebbe dunque di un'importante tassello per il suo benessere economico. «Quello di Morcote - ha detto Marco Borradori - è stato un gesto incredibile in un momento in cui moltissimi o si defilano o si nascondono o non fanno nulla».

Commenti
 
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Nicklugano 10 mesi fa su tio
Nel 2017 l'aeroporto ha garantito 1600 posti di lavoro ed ha avuto un impatto economico di 200 milioni ??? Ma chi è lo scienziato che è arrivato a queste cifre? Ben felice di ricredermi se qualcuno spiegasse i dettagli di queste somme...
TI.CH 10 mesi fa su tio
Già almeno se non c'è il collegamento della T21 all'autostrada useremo la pista.
seo56 10 mesi fa su tio
Follia!!!
giuvanin 10 mesi fa su tio
Già pronto il manifesto per la campagna referendaria: Zali e Borradori che giocano con gli aereoplanini, e la scritta "e nüm a pagum!"
durso 10 mesi fa su tio
Bastaaaa giocare con i soldi dei contribuenti ticinesi.
streciadalbüter 10 mesi fa su tio
Aspettiamo che un jet atterri su qualche casa e poi l`aeroporto di Agno dovra`chiudere.Il vero aeroporto ticinese é Magadino.
lügan81 10 mesi fa su tio
Era un ragionamento da fare 30 anni fa...
giuvanin 10 mesi fa su tio
Ticino Airport, 250'000 passeggeri l'anno, utili milionari... Chiamarlo il Cantone dell'iperbole ormai non basta più. Come diceva Benigni ai tempi dell'Altra domenica: "qui si va oltre". Oltre il limite del ridicolo!
Equalizer 10 mesi fa su tio
Fate ridere i polli.
Valerio Castellani 10 mesi fa su fb
Nel 2032 tutti atterrrano in verticale che beffa sarebbe 🍄
Walter Ghidini 10 mesi fa su fb
2031? Cioè... dopp il ritorno dell’uomo sulla luna? Mah... #solointicino
jena 10 mesi fa su tio
Si sì facciamo atterrare i Jumbo... ma par piaseee Oggi la gente vuole volare spendendo 100 franchi e non diventeremo mai uno scalo di easyjet o di altre compagnie low-cost!!!
roma 10 mesi fa su tio
@jena ...quoto
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