CAPOLAGO
17.05.19 - 14:220
Aggiornamento : 19:28

Il giallo del "gigante buono", sparito dopo l'aggressione

Chi l'ha visto? racconta la storia del 35enne di cui si sono perse le tracce da due mesi. La scorsa estate era stato vittima, a Riva S. Vitale, di un attacco omofobo che lo aveva segnato profondamente

CAPOLAGO - Il “gigante buono” è scomparso da due mesi. Dal 20 marzo 2019 si sono perse le tracce di Americo Aldrovandi, 35 anni, di Capolago e il lungo silenzio ha spinto i familiari ad uscire allo scoperto con un appello trasmesso mercoledì sera da Chi l’ha visto? su Rai3.

Il mistero degli sms - Ma la storia di Americo ha anche le tinte del giallo. L’ultima traccia sono infatti alcuni sms inviati dal suo cellulare il 20 marzo scorso. «Ame è partito. Non so quando torna esattamente» risponde uno sconosciuto a chi lo cercava. «E tu chi sei?». «Un collega. Ha avuto dei problemi e mi ha lasciato il telefono per avvisare chi chiamava e scriveva. Scusami tanto, appena lo rivedo contatterà tutti credo». L’indomani l’amico insiste, ma l’sms che riceve è ancora più evasivo: «Dovrei riuscire a vederlo tra qualche giorno e lo avviso che lo cercavi, ma non sono sicuro. Non lo so esattamente perché a me parlava di problemi familiari e che non sarebbe tornato». Poi più nulla.

«Era in pace con se stesso» - La trasmissione di Rai3 ha ricostruito la vita dello scomparso. Un omone di 1 metro e 90 per cento chili che da ragazzo fa l’animatore in alcuni villaggi turistici della Tunisia, poi il tecnico del suono. Si fa crescere barba e capelli. Americo rilega libri per un’associazione di Mendrisio. Lavora lì metà giornata e l’altra metà divora libri sugli angeli, sulla spiritualità e spesso frequenta un centro di meditazione. È un esperto di Reiki e da qualche tempo si era avvicinato al buddismo. «Ne parlava spesso ed era in pace con se stesso» racconta a Chi l’ha visto il padre Fernando.

L'aggressione omofoba - Ma nell’esistenza di Americo c’è un trauma. È una vicenda di cui ha riferito anche Tio/20Minuti. Lo scorso agosto il 35enne viene aggredito in piazza da un coetaneo, di professione macellaio. È un’aggressione surreale, omofoba, che avrà conseguenze pesanti per entrambi i protagonisti. L’aggressore, dopo una raccolta firme, viene infatti allontanato dal paese per i ripetuti «disordini notturni». La vittima invece resta segnata dall’accaduto.

Americo si rintana - «Non esco mai e quando esco vedi cosa mi succede?» racconta alla zia Patrizia. E così smette di uscire, si allontana da tutti e si rintana al sicuro in casa sua con i suoi adorati gatti, fino a febbraio. Quando, come spiega Chi l’ha visto, improvvisamente decide di regalarli. E dopo un mese sparisce.

L'appello dei familiari - L’allarme vero e proprio scatta solo il 26 marzo. È il giorno in cui Americo compie 35 anni. Ma nessuno legge più i messaggi di auguri sul suo telefonino. Quando i familiari, accompagnati dalla polizia, entrano nella sua abitazione a Capolago la trovano vuota. Non vedono nulla di strano. Mancano tuttavia i documenti, il cellulare e il pc. Sempre la zia Patrizia smentisce i problemi familiari di cui parla l’sms mandato dallo sconosciuto e lancia l’appello al “gigante buono”: «Per favore telefona ovunque tu sia. Torna o per lo meno facci sapere dove sei» e anche agli amici: «Se sapete qualcosa, anche una minima traccia, contattateci».

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