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L'esecutivo del Magnifico Borgo
MENDRISIO
06.05.19 - 14:470
Aggiornamento : 16:11

«Le affermazioni di Robbiani sono tendenziose e screditano le istituzioni»

Il Municipio contesta le accuse del consigliere comunale sul caso del poliziotto pizzicato da un radar in Canton Uri: «La procedura amministrativa è stata aperta correttamente e celermente»

MENDRISIO - Il 19 aprile 2019, Massimiliano Robbiani aveva presentato al Municipio (e alla stampa) un’interrogazione in cui criticava il tempismo con cui era stata aperta un’indagine amministrativa nei confronti del «poliziotto pirata della strada». Quest'ultimo, nel febbraio 2018, era stato pizzicato da un radar fisso ad Amsteg (UR) mentre viaggiava ad un velocità registrata di 151km/h sull’80.

A pochi giorni di distanza, il consigliere comunale della Lega aveva ritirato l’interrogazione per essere «venuto a conoscenza di quanto chiesto nell’atto parlamentare». Benché decaduta, l’interrogazione è apparsa sulla stampa e dunque il Municipio ha ritenuto doveroso fornire pubblicamente alcune precisazioni.

Procedura corretta e celere - Innanzitutto, l'esecutivo smentisce che l'indagine amministrativa sia partita «solamente dopo che i media hanno riportato la notizia», come sosteneva Robbiani. Al contrario, questa è stata avviata «il 12 giugno 2018, non più tardi di 10 giorni dal momento in cui si è a conoscenza del controllo radar e della successiva indagine penale del Ministero pubblico del Canton Uri». La prima divulgazione mediatica di questo caso, ad opera di una testata giornalistica d’Oltralpe, è invece apparsa il 9 aprile 2019, giorno della conclusione del dibattimento penale. Quindi quasi un anno dopo l'apertura dell'inchiesta amministrativa comunale.

Clamore anziché informazione trasparente - Il Municipio, nella sua presa di posizione, non si limita però solo a contestare e respingere le accuse mosse da Robbiani, ma dà pure una tirata d'orecchie al consigliere comunale, «le cui affermazioni capziose e tendenziose gettano ingiustificato discredito sulle istituzioni comunali». Il Municipio - citiamo - «non può esimersi dal biasimare le modalità di comunicazione adottate da uno dei rappresentanti politici della Città, volte principalmente all’empio clamore, anziché alla corretta, trasparente e opportuna informazione pubblica».

In conclusione, il Municipio precisa che la procedura amministrativa è tuttora aperta, «vista e considerata la recentissima conclusione dell’indagine penale urana e la sentenza del Giudice penale appena cresciuta in giudicato».

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