Ti Press/Jacopo Gilardi
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MENDRISIO
30.04.19 - 06:050
Aggiornamento : 09:06

Da 35 anni è il dottore dei Trasparenti

L’inclusione delle Processioni storiche nel patrimonio Unesco passa anche attraverso le mani del restauratore Jacopo Gilardi. In 35 anni di attività ne ha viste di tutti i colori...

MENDRISIO - Le Processioni storiche di Mendrisio si sono concluse da una decina di giorni, ma per qualcuno il lavoro è appena cominciato. Jacopo Gilardi si occupa infatti di restaurare i Trasparenti che durante la Settimana Santa illuminano e ornano le vie del centro storico di Mendrisio. E prima di lui il padre, il nonno e il bisnonno, i quali si occupavano pure dell’esecuzione di nuove opere.

Una vera e propria tradizione di famiglia, che va avanti da generazioni. «Dall’inizio del ‘600 la mia famiglia è attiva nel campo artistico - racconta Gilardi con un certo orgoglio -. Io, da adolescente, mi sono però reso conto che non avevo né la fantasia, né il talento per fare l’artista e ho scelto il più scientifico fra i campi artistici».

Vento e logistica i veri nemici - Essendo nati proprio per essere esposti all’aperto, i Trasparenti resistono bene alle intemperie. «Contrariamente a quanto si potrebbe supporre - spiega Gilardi - non è infatti la pioggia il peggior nemico di queste opere. Lo è piuttosto il vento, ma lo sono ancor di più le operazioni di montaggio e smontaggio dei circa 150 pezzi esposti, che aggiunti ai lampioncini portati nelle Processioni formano un patrimonio di circa 500 oggetti». Manufatti che assieme ad altri, più antichi e delicati, sono visibili tutto l’anno presso Casa Croci a Mendrisio.

In 35 anni di esperienza, Gilardi - che a quest’attività dedica grosso modo tre mesi di lavoro a tempo pieno all’anno - ne ha viste di tutti i colori. Un episodio più di altri gli è però rimasto impresso: «Nel 2015 una tela si è squarciata e all’appello ne mancava una parte, che non si trovava. Qualche giorno dopo, mentre andavo al lavoro, l’ho vista che svolazzava. L’ho raccolta e sopra all’originale raffigurazione sacra c’erano evidenti tracce di pneumatico».

L’Unesco illumina la via - Nel mese di novembre l’UNESCO si pronuncerà sull’iscrizione delle Processioni storiche nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Una grande responsabilità, ma anche uno stimolo, visto che finora il suo era più che mai un lavoro nell’ombra, con tanti oneri e pochi onori. «I mezzi sono sempre stati limitati e quindi si cercava solo di limitare i danni. Ora, con questo imput, c’è un concetto generale d’intervento più ampio», rileva il restauratore. Non a caso, negli ultimi anni, il Comune di Mendrisio per le Processioni storiche ha messo a preventivo 27’000 franchi alla voce “restauri tele e riparazioni diverse”.

Un centro di competenze - Per il futuro l’idea è quella di istituire un centro di competenze, in collaborazione con la Supsi, in modo da poter tramandare nozioni e conoscenze ai posteri. «Perché di processioni ce ne sono ovunque. Quelle di Mendrisio sono uniche proprio grazie ai Trasparenti», sottolinea Gilardi.

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