BREGANZONA
15.04.19 - 14:080
Aggiornamento : 16:04

«Lasciateci sposare, non saremo una coppia di mantenuti»

Il dramma di Mariella e del suo compagno Naveed, che rischia di essere espulso dalla Svizzera. Da tempo lui sostiene che in Pakistan, sua terra d’origine, i talebani lo vogliano uccidere

BREGANZONA – In Pakistan, sua terra d’origine, i talebani lo vorrebbero uccidere. Come già hanno fatto con suo zio e suo cugino. Storia di Naveed, 25enne che vive a Breganzona e con un passato da militare. Da tre anni Naveed è in Svizzera. Ed è innamorato di Mariella, ragazza di 28 anni dal doppio passaporto, elvetico e italiano. I due si vogliono sposare. Ma dal Cantone fino a pochi giorni fa era stato emanato un veto ben preciso. «Siccome io sono parzialmente in assistenza – spiega Mariella –, temono che si crei una coppia di mantenuti. Ma lo giuro, non accadrebbe».

Una lunga serie di “no” – Della vicenda di Naveed, Tio/20 minuti si era già occupato lo scorso mese di agosto. Il giovane pakistano aveva raccontato la fuga dal suo Paese, dopo l’imboscata e le minacce dei talebani. E ci aveva elencato tutti i “no” incassati dalla Confederazione, che proprio non lo vuole vedere su suolo elvetico. La sua compagna aveva anche aperto una pagina Facebook intitolata “Uniti contro i rimpatri”.

Una quotidianità disperata – Nel frattempo le porte sbattute in faccia a Naveed sono aumentate. E la situazione è decisamente precipitata. Qualsiasi suo ricorso è stato rifiutato. «La polizia – dice in lacrime Mariella – potrebbe fermarlo da un momento all’altro. E farlo rimpatriare. Siamo disperati. Viviamo perennemente nell’ansia. Io mi sto dannando l’anima per lavorare nel settore del benessere. Sto cercando di uscire dall’assistenza. A Naveed, invece, alcuni amici sono pronti a offrire un lavoro nella ristorazione».

Arriva una buona notizia – Finalmente ora sembra essere arrivata una buona notizia per la coppia. «Dall’Ufficio cantonale della migrazione è arrivato un documento che, probabilmente, ci permetterà di sposarci». Il condizionale, per adesso, resta d’obbligo. «Avendo anche la cittadinanza italiana, dopo il matrimonio io sarei anche disposta a fare il sacrificio di lasciare la Svizzera e di trasferirmi in Italia. Se qui diamo “fastidio”, ce ne andiamo. Ma prima dobbiamo sposarci in Svizzera. Altrimenti Naveed, che non ha i documenti necessari neanche per stare in Italia, non potrebbe comunque seguirmi».

10 mesi fa Giovane pakistano disperato: «Se torno a casa, mi uccidono»
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