MENDRISIO / ZUGO
15.04.19 - 09:260
Aggiornamento : 11:01

«L’italiano oltre Gottardo non viene considerato»

Due studenti, protagonisti di uno scambio linguistico intercantonale, fanno il punto della situazione sulla salute dell’italiano in Svizzera

MENDRISIO - Come sta l’italiano in Svizzera? È conosciuto oltre Gottardo? A queste e ad altre domande hanno risposto gli studenti coinvolti nell’iniziativa dell’USI “+identità: Settimana della Svizzera italiana”. Grazie al progetto, gli studenti della 3C del Liceo di Mendrisio hanno partecipato ad uno scambio linguistico con una classe del Liceo di Menzingen. Due settimane fa gli studenti zughesi sono giunti in Ticino per conoscere meglio i loro “colleghi”, il territorio, e migliorare il contatto con la lingua italiana. E qualche giorno fa gli studenti di Mendrisio sono stati ospitati nel canton Zugo, dove insieme ai loro compagni hanno discusso sul tema della settimana: la “Willensnation Schweiz”. Un confronto sulla cultura giovanile a nord e sud delle Alpi tra stereotipi e punti d’incontro che ha portato le due classi a ad elaborare insieme articoli, canzoni, video e reportage radio con la radio studentesca Radio LiMe.
Per l’occasione abbiamo ascoltato le testimonianze di due ragazzi, uno studente del Liceo di Mendrisio e uno del liceo zughese.

Quello che emerge dalle loro testimonianze è una salute piuttosto traballante della lingua italiana in Svizzera. «Spesso questa lingua viene poco considerata, o addirittura per niente, perché siamo in pochi a parlarla» racconta Alessandro, del Liceo di Mendrisio. «Si vede che l’italiano ha poca importanza anche quando vai a fare la spesa: spesso le etichette dei prodotti sono solo in francese e tedesco, ma una normativa prevede l’obbligo dell’italiano. E lo stesso vale anche per i siti internet» prosegue. E della stessa opinione è anche Besa, studentessa del liceo di Zugo: «L’italiano dovrebbe essere più presente in Svizzera. Per esempio la Confederazione potrebbe supportare maggiormente questo tipo di scambi».

Insegnamento obbligatorio - Entrambi concordano anche sul fatto che l’insegnamento dell’italiano dovrebbe essere obbligatorio in tutta la Svizzera. «Non capisco il motivo di non insegnare l’italiano in tutta la nazione» commenta Besa, mentre Alessandro si china sul problema del plurilinguismo: «Sarebbe una perdita incalcolabile se un giorno tra svizzeri di lingue diverse si arrivasse a comunicare in inglese, poiché si perderebbe proprio quel plurilinguismo che rende la Svizzera così speciale».

La Svizzera italiana vista da fuori - Ma quali sono gli stereotipi e le caratteristiche che rimangono impressi nella mente di chi si ferma a visitare il nostro cantone? Quest’anno, parlando con gli studenti, fortunatamente non sono emerse le pizze e le palme come gli altri anni. «Non era la prima volta che venivo in Ticino, avevo già girato un po’ tutto il cantone. Ma l’aspetto che mi ha sorpreso maggiormente è lo stato delle strade, sono molto rovinate. Alcuni servizi sono meno curati rispetto al canton Zugo. E anche i treni: in Ticino sono sempre in ritardo...» commenta Besa.

Esperienze dirette - E a proposito di scambi linguistici, i due ragazzi si dicono molto soddisfatti: «A volte non hai un’idea chiara delle altre realtà linguistiche e queste occasioni permettono di fare un’esperienza sul territorio, utilizzando la lingua nella vita quotidiana. Queste esperienze aumentano la coesione nazionale, poiché spesso si tende a considerare le altre realtà linguistiche come distanti, quando invece nel loro insieme formano la Svizzera» commenta Alessandro. «Adoro la lingua italiana, suona molto “morbida”, e queste esperienze sono molto utili per diffondere maggiormente l’italiano» aggiunge Besa.

L’italiano a Berna - Con l’arrivo del consigliere federale Ignazio Cassis e la presidente del Consiglio nazionale Marina Carobbio, entrambi ticinesi, l’italiano dovrebbe essere maggiormente rappresentato. Ma è davvero così? «Dipende - risponde Alessandro - il fatto che Marina Carobbio diriga i lavori parlamentari in italiano è un fatto sicuramente positivo. Tuttavia, a volte, capita che di fronte ad alcune situazioni Berna non prenda una posizione chiara a difesa del plurilinguismo. Un esempio sono le decisioni di alcuni Cantoni di privilegiare l’insegnamento dell’inglese rispetto al francese o all’italiano (che a volte non viene neppure preso in considerazione), decisione in netto contrasto con il concordato HarmoS. Berna dovrebbe intervenire in modo più incisivo, poiché anche le lingue, al pari di altri fattori, fanno della Svizzera un’unica nazione».

Insomma, i margini di miglioramento sono ampi.

Commenti
 
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Bluechips 2 anni fa su tio
A me sembra evidente che la lingua prevalente in Svizzera è il Tedesco, per cui questa dovrebbe essere prioritaria sin dall'asilo al fine di poterla parlare più o meno correttamente entro la fine della scuola dell'obbligo. Contemporaneamente, l'Italiano, lingua madre, dovrebbe essere approfondita molto di più, sia nell'aspetto tecnico-grammaticale-sintattico, sia letterario, in quanto, meglio si conosce la propria lingua madre e la propria cultura (che non spazia da Chiasso ad Airolo), meglio si apprenderanno le altre lingue e culture. In terza battuta l'Inglese, quale lingua universale sia della cultura sia dell'economia. Se vogliamo essere utilitaristici fino in fondo, senza Inglese oggi non lavori. È curioso poi notare che molti Svizzeri Tedeschi studino lo Spagnolo, anziché l'Italiano, per la sua diffusione in tutta l'America Latina.
demon631 2 anni fa su tio
Ma vengono in Ticino solo perché c'è il sole, per il resto si dimenticano: io personalmente ho adottato la tattica del non sapere il tedesco, malgrado parlo svizzero tedesco, quando mi chiedono qualche info rispondo in Italiano, come io mi rivolgo a loro in tedesco quando vado là da loro. Questione di educazione, loro sono solo arroganti tutti devono abbassare la testa e no io non ci sto.
limortaccituoi 2 anni fa su tio
@demon631 Che duro che sei! Rispondere in italiano pur sapendo il tedesco. Davvero forte!
buonumore 2 anni fa su tio
Fiera della logistica a Zurigo settimana scorsa: nemmeno il Francese parlavano!
patrick28 2 anni fa su tio
Imparare il tedesco ! Forza UE sempre
marco17 2 anni fa su tio
E se i romanci venissero in Ticino per constatare di quanta considerazione gode la loro lingua nella Svizzera italiana, quale sarebbe il risultato? Che i Ticinesi se ne fregano altamente di chi è ancora più minoritario di loro ma che sbraitano perché non avrebbero la giusta considerazione in quanto gruppo minoritario.
Viperus 2 anni fa su tio
Per forza...a scuola insegnano inglese (per fare i fighi...) e poi ci ritroviamo ticinesi che parlano inglese coi romandi e gli svizzero tedeschi...poveri noi...
comp61 2 anni fa su tio
L’inglese ci unirà. Perché poi dovrebbero parlare italiano chi lo sa....
pillola rossa 2 anni fa su tio
Minkiaweisch
Equalizer 2 anni fa su tio
Visto come si presenta il Ticino come politica, ospitalità, prezzi, lamentele, piagnistei, perché qualcuno si lamenta se ci trattano come meritiamo?
Equalizer 2 anni fa su tio
@Equalizer Dimenticavo, il Ticino è l'unico stato o repubblica al mondo dove la minoranza non parla la lingua della maggioranza.
Fran 2 anni fa su tio
MARINA parla benissimo il tedesco ma cmq insiste nel parlare italiano in parlamento. Complimenti. Mentre che Cassis poco se non del tutto NON amato.per non dire peggio, forse pensando di guadagnare in simpatia parla sempre in tedesco. È e rimane un nano "malefico" antipatico.
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