Collaborazione davvero particolare quella tra Swissminiature e il carcere della Stampa...
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CANTONE
28.03.19 - 14:350

"Evasione" alla Stampa grazie a Swissminiatur

Una collaborazione particolare ha permesso degli importanti lavori di restauro in occasione del lancio della 60esima stagione del parco in miniatura

MELIDE - È una collaborazione davvero particolare quella messa in atto tra Swissminiatur e il carcere della Stampa. In concomitanza con il lancio della 60esima stagione del parco in miniatura, infatti (la cui riapertura è prevista per sabato 30 marzo), oggi è stato presentato il frutto di questo lavoro, svoltosi su più canali: dall’assemblaggio dei binari dei modellini fino al restauro dei natanti e delle statuine rappresentanti la popolazione.

Erano presenti all’evento il Direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, il Direttore di Swissminiatur, Joël Vuigner, il Direttore delle Strutture carcerarie ticinesi (SCC), Stefano Laffranchini, e la Responsabile capiarte e laboratori SCC, Consuelo Stranieri.

Primo passo - La collaborazione ha preso avvio dopo un primo incontro, avvenuto nel febbraio 2018, quando sono state poste le basi per instaurare una sinergia tra le SCC e il Parco: la lavorazione richiesta alle SCC verteva sull’assemblaggio di 3 km di binari (in scala) e dopo un test iniziale su 3 metri la lavorazione è stata confermata, proseguendo nel migliore dei modi.

Secondo passo - A novembre dello stesso anno il secondo passo e l’ampliamento dei compiti assegnati alle SCC: accanto all’assemblaggio dei binari, anche il restauro dei natanti e delle statuine rappresentanti la popolazione. Due i laboratori coinvolti: la falegnameria e il laboratorio D.

Gobbi, fra le altre cose, ha sottolineato l’importanza del lavoro all’interno delle quattro mura di una prigione, evidenziandone la portata sociale e l’indubbia rilevanza in un ideale cammino che dovrebbe riconsegnare alla società un individuo migliore rispetto a quello entrato mesi o anni prima in carcere. «Il lavoro è fondamentale per varie ragioni: occupa il detenuto in modo costruttivo, lo responsabilizza e lo inserisce in un contesto fatto di regole, scadenze e compiti che non può esimersi dal rispettare e svolgere. Al carcerato viene concessa una possibilità che ben difficilmente avrebbe fuori, una possibilità di crescita e di miglioramento personale: ovviamente, sta a lui saperla cogliere».

Dal canto suo, il Direttore delle SCC, Stefano Laffranchini, ha illustrato i contorni dell’organizzazione del lavoro in carcere e l’evoluzione del fatturato ad esso riconducibile: lo stesso è passato dai 464'000 franchi del 2014 agli 820’000 del 2018.

Positivo anche il giudizio espresso dal Direttore del Parco, Joël Vuigner: «Siamo soddisfatti sia per il livello qualitativo della collaborazione (i risultati sono davvero molto buoni), che per aver dato una possibilità di lavoro e di apprendimento a queste persone. È un genere di collaborazione che potremo senz’altro riproporre».

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