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LUGANO
28.03.19 - 12:290

Il telelavoro arriva ufficialmente in Città

L’Esecutivo di Lugano ha approvato l‘ordinanza municipale, che resterà esposta agli Albi comunali per un periodo di 30 giorni

LUGANO - L’Esecutivo di Lugano ha approvato un‘Ordinanza municipale sul telelavoro. Il primo anno di applicazione dell'ordinanza sarà un periodo di prova.

Lavoro a domicilio - Il telelavoro è una modalità di lavoro che non necessita della presenza fisica continua in ufficio ma che utilizza strumenti, in particolare informatici, al fine di permettere uno scambio di dati tra l'azienda e l'impiegato, che svolgerà la sua attività dal proprio domicilio. Questa modalità, che si sta sviluppando nel settore privato e nel pubblico, rientra sotto il concetto di mobilità aziendale ed è una misura utile a migliorare l'equilibrio tra vita privata e professionale. Il suo impatto tocca diversi settori: l'Ufficio federale dell'ambiente, ad esempio, ha calcolato che se 450'000 impiegati in Svizzera usufruissero del telelavoro un solo giorno alla settimana si risparmierebbero 67'000 tonnellate di CO2 all'anno.

Chi potrà usufruirne - La possibilità di fare capo al telelavoro si applica a tutti i collaboratori della Città escluso chi lavora a turni e i docenti. Il telelavoro riveste carattere volontario e preferibilmente sarà effettuato in alternanza con la presenza sul luogo di lavoro.

«Non vi sono né diritti acquisiti, né obblighi» - precisa la Città di Lugano -, occorre tuttavia rispettare dei criteri:
- potrà accedere al telelavoro il collaboratore che non svolge un’attività per cui è richiesta una presenza fisica continuativa sul posto di lavoro;
- gli obiettivi e i risultati dovranno essere facilmente misurabili;
- l’investimento tecnico sarà proporzionale e il luogo adatto a lavorare da casa;
- modalità, durata e condizioni del telelavoro si baseranno su una convenzione che potrà essere disdetta da ambo le parti con preavviso di un mese.

Lavoro e famiglia - Fra i vantaggi di questa tipologia di lavoro già sperimentata in altri enti pubblici – basata sulla fiducia reciproca - si annoverano il miglioramento della qualità di vita, con particolare riferimento al rapporto tra lavoro e vita famigliare; un potenziale impatto positivo sulla motivazione, la qualità e il tasso di assenteismo generate da una responsabilità e autonomia accresciute; la riduzione dei tempi di spostamento e dei costi di trasporto, con impatto sull'inquinamento acustico e ambientale; la gestione condivisa delle postazioni di lavoro con abbattimento dei costi; la possibilità di integrare meglio percorsi di rientro graduale al lavoro post malattia o infortunio.

I rischi - Al fine di decidere sui singoli casi, la Città precisa che si dovranno tuttavia considerare anche i potenziali rischi quali un maggior impegno richiesto nell’organizzazione del lavoro e nel controllo del risultato, i costi aggiuntivi per equipaggiare convenientemente i collaboratori attivi con modalità telelavoro e un rischio di isolamento o conflitto interno.

L’Ordinanza municipale resterà esposta agli Albi comunali per un periodo di 30 giorni.

6 mesi fa Il telelavoro in Città, senza distrazioni e con i documenti sottochiave
1 anno fa Sì del Cantone al lavoro da casa
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