LUGANO
26.03.19 - 06:000
Aggiornamento : 01.04.19 - 08:48

Al bagno 15 volte al giorno: così si può perdere il lavoro

Malattie infiammatorie croniche dell’intestino: in Svizzera una persona su 500 ne soffre, con grossi disagi nella vita quotidiana. Il morbo di Crohn dilaga. La specialista: «Casi in costante aumento».

LUGANO – Nessuno ne parla. Perché sono problemi imbarazzanti e che fanno ribrezzo. Il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa, malattie infiammatorie croniche dell’intestino, colpiscono uno svizzero su 500, con effetti sempre più devastanti sulla vita sociale e lavorativa delle persone. «I casi sono in costante aumento – dice Vera Kessler Brondolo, specialista in gastroenterologia presso l’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) –. E c’è chi ha perso l’impiego a causa di problemi del genere».

L’insofferenza dei datori di lavoro – C’è un fatto emblematico di quanto questo genere di malattia sia invalidante. Un qualsiasi candidato per un posto di lavoro cantonale, sul questionario di autocertificazione dello stato di salute, deve esplicitamente dichiarare se soffre di una malattia cronica dell’apparato digestivo o no. «I datori di lavoro – riprende l’esperta – non hanno pazienza con queste persone. Lo constato regolarmente. Ci sono pazienti che devono andare in bagno 15 volte al giorno». 

Scariche di diarrea – Alla base di queste problematiche, una falla del sistema di difesa corporeo. «Che riconosce come anomalo ciò che ci appartiene. E così la mucosa e il tessuto intestinale si ulcerano, provocando enormi dolori nel paziente». Non solo. «Il morbo di Crohn (battezzato così dal nome del suo scopritore, lo studioso americano Burril B. Crohn), che può coinvolgere tutto l’apparato digerente, dalla bocca all’ano, causa perdita di peso, debolezza. Le sostanze nutritive non vengono più assorbite. Tutto finisce rapidamente in diarrea. Nella colite ulcerosa, che colpisce solo il colon in modo più o meno esteso partendo dal retto, le feci contengono anche sangue».

I fattori scatenanti – Maschi e femmine sono colpiti indistintamente. Due i picchi: a 20 e a 45 anni. «Le malattie possono insorgere a qualsiasi età. Per una certa predisposizione genetica, unita ad altri fattori. Sicuramente l’incapacità di scaricare lo stress può avere un peso. Così come la crescente assunzione di conservanti, additivi e sterilizzanti tramite i cibi che consumiamo. Si tratta di ipotesi, sono malattie su cui c’è ancora tanto da scoprire».

Una grande solitudine – Spesso chi è colpito dalle malattie infiammatorie intestinali si sente solo, incompreso. «Causano isolamento e una grande sofferenza psichica. C’è chi non va al ristorante, chi non prende l’aereo, chi addirittura non va al supermercato, per paura di dovere andare di corpo da un istante all’altro. È un tema ancora troppo tabù. Per questo è importante parlarne pubblicamente. Anche perché ci sono sempre più medicamenti per contrastare questi problemi».

Non si guarisce mai del tutto – A seconda delle circostanze specifiche, ci si cura col cortisone, con farmaci anti infiammatori selettivi per l’intestino, o con farmaci che modulano l’attività del sistema immunitario. Si alternano fasi controllate a fasi acute. Non si guarisce mai del tutto. «E quando hai una fase acuta non puoi avere una vita normale. Lo scopo delle terapie è quello di riportare l’intestino in una fase di calma».

Serve più sensibilità – I farmaci sono potenti, perché si tratta di malattie aggressive, pericolose. «Quindi quando si sta meglio, si tende a smettere la cura, col rischio che poi la fase acuta si ripresenti. In altri casi, la malattia peggiora per altre ragioni. In rarissime situazioni si arriva addirittura a dovere collegare l’intestino a un sacchetto esterno, in modo da non fare passare le feci dall’ano, fortemente irritato. Questo è spesso un processo transitorio e reversibile, se si effettuano le cure adeguate. C’è tanta disperazione in chi è confrontato con queste problematiche. E purtroppo, pur essendo nel 2019, non c’è ancora la giusta sensibilità verso queste persone».  


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«Quelle toilette chiuse calpestano la dignità dei cittadini»

LUGANO - «Non ci sono solo i turisti. Scappa anche ai residenti». Dice un’ovvietà Gerri Beretta Piccoli, ma è un’evidenza che in città viene secondo lui (e altri) snobbata. Il tema delle toilette pubbliche aveva tenuto banco quattro anni fa, quando ne vennero chiuse 27 su 52 (per un risparmio di 280mila franchi all’anno in costi di pulizia). Dopodiché, continua l’ex consigliere comunale, «ne hanno riaperte alcune, ad esempio quella sul sentiero di Gandria perché gli abitanti avevano protestato. Ma ci sono zone dove il problema esiste». I dati aggiornati indicano 31 servizi igienici normalmente aperti (cui se ne aggiungono 3 aperti stagionalmente e 3 in caso di eventi).

Il problema resta però secondo Beretta Piccoli ed è umiliante per le persone che soffrono del morbo di Crohn: «So di persone, anziani ma non solo, per i quali i bagni chiusi diventano un freno ad uscire di casa. Da Ruvigliana verso il centro, per citare una zona, la prima toilette pubblica che si trova è alla Migros di Cassarate».

L’ex assistente sociale dell’Eoc, in pensione ma con le antenne ancora ben levate, non restringe la cerchia degli interessati a chi soffre del morbo di Crohn, ma anche a chi è reduce da sedute di chemioterapia. «C’è tutta una popolazione di cui il Comune non tiene in giusto conto la dignità. Sono indignato e ho inoltrato la mia protesta al Municipio». SPI

 

 

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Commenti
 
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Luca Leone 1 anno fa su fb
Alessandro Masdea occhio eh😂
Pia Beretta-Piccoli Coke 1 anno fa su fb
Conosco il problema dato che.sono affetta dal..morbo di crohn da quasi 20anni E non è una della malattie.piu simpatiche Nella svizzera interna..il problema è.piu diffuso che da noi anche se si stanno..muovendo specialmente la dott.sa Kessler del..civico. Ma torniamo al problema dei wc..chiusi specialmente in periferia spendono soldi x cose inutili ma non.possono aprire i wc .
Nati De Jesus 1 anno fa su fb
Thimothi Scandella
Ernesta Raso 1 anno fa su fb
Seguo
Cinzia Casalini 1 anno fa su fb
Vi consiglio di seguire su instagram una ragazza che ora mi sfugge il nome, che era stata ospite dalla Balivo e soffre del morbo di Crohn. Si chiama diario di una crohniana.
Barbara Canuti 1 anno fa su fb
Cinzia Casalini anche la miss in pigiama
Barbara Vogt Luisetti 1 anno fa su fb
grazie per aver sollevato il problema!!! IBS D e ora C da 20 anni... purtroppo qui in Svizzera e in Europa in generale non c'è molta informazione sull'argomento.. ed è dura conviverci ogni giorno.
Gioele Meneguzzi 1 anno fa su fb
Stefano Grecola
Roby Kaurinović 1 anno fa su fb
Simone Giovane
Aline Triulzi 1 anno fa su fb
Gioele Meneguzzi
Patrizia Belotti-Ibba 1 anno fa su fb
Finalmente se ne parla anche in Ticino! Andate a vedere la pagina fb della fotografa Chiara DeMarchi, Invisible Body Disabilities - e capirete le battaglie giornaliere che queste persone devono combattere! Non solo Morbo di Crohn o Colite Ulcerosa, ci sono altre malattie invisibili! Purtroppo le persone non le conoscono e non sanno che chi si ammala non ha assolutamente colpe - sono per lo più malattie autoimmuni. Prima di giudicare, quindi - informatevi :) e siate più comprensivi. In Svizzera esiste l'associazione di auto aiuto Crohn Colitis Schweiz. Per le persone colpite da queste patologie ci sono già aiuti (penso in particolar modo alle Toilette Eurokey (www.eurokey.ch) - con cui le città dovrebbero collaborare di più. Esiste un'app molto utile: WC-Guide. Ci sarebbe anche la possibilità di collaborare con gli esercenti, con progetti che danno a queste persone la possibilità di usufruire delle toilette senza sentirsi in imbarazzo se prima non si fermano a bere qualcosa ... come in tutte le cose la buona volontà sarebbe un'arma vincente :)
Sylvan Rusca 1 anno fa su fb
Patrizia Belotti-Ibba non penso ci siano persone che "giudicano" o che banalizzano. Esiste anche la prevenzione e soprattutto tra i più giovani bisognerebbe insistere su una corretta alimentazione e igiene di vita. Conosco persone che si sono rovinate l'esistenza a causa di problemi cronici all'intestino e allo stomaco, dipendenti (psicologicamente) da bibite energetiche, fumo, alcolici e cibo "spazzatura". L'articolo parla di un considerevole aumento di queste problematiche, bisognerebbe forse iniziare a chiedersi il perché e analizzare misure preventive. Non sono un medico ma credo che il buon senso e il rispetto per se stessi siano la base.
Raffaella Norsa 1 anno fa su fb
Sylvan Rusca visto che come dice lei non è un medico le consiglio di non giudicare o dire stupidate.
Sylvan Rusca 1 anno fa su fb
Raffaella Norsa oddio ancora lei? Anche qui? Nessuno giudica, legga bene cosa ho scritto senza pregiudizi! Grazie
Raffaella Norsa 1 anno fa su fb
Sylvan Rusca veramente quello che giudica sempre è lei è la sua risposta è la conferma. Tra l’altro le comunico che Facebook è un social libero
Sylvan Rusca 1 anno fa su fb
Raffaella Norsa che noia. Che divertimento c'è nel criticare sempre gli altri piuttosto che semplicemente dare la propria opinione sull'articolo? Ma mi lasci perdere dai.... Non perda tempo con gli ignoranti come me, suvvia!
Marina Bucci 1 anno fa su fb
Mattia Giovanelli sono io il tuo dottore
Mattia Giovanelli 1 anno fa su fb
Marina Bucci hai ragione
pillola rossa 1 anno fa su tio
Glifosato
Linda Papi 1 anno fa su fb
Cosi si può perdere il lavoro? Ma stiamo scherzando?
Raffaella Norsa 1 anno fa su fb
Linda Papi purtroppo è così, confermo (tra l’altro per un’altro tipo di malattia autoimmune)
Nicoletta Asper 1 anno fa su fb
Linda Papi purtroppo è così😪
Akın Şeker 1 anno fa su fb
Ma di che parliamo siamo in un paese dove i poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi
Sylvan Rusca 1 anno fa su fb
Forse bisognerebbe anche chiedersi come mai i casi sono in "costante aumento"? Con tutto il rispetto per chi soffre davvero per questa problematica cronica, esiste anche chi ha avuto e continua ad avere uno stile di vita totalmente allo sbando senza pensare alla prevenzione.
Raffaella Norsa 1 anno fa su fb
Sylvan Rusca ripeto, prima di spararle vada a leggere cosa sono le malattie autoimmuni
Sylvan Rusca 1 anno fa su fb
Raffaella Norsa lei è un medico? Per fortuna in questo paese esiste ancora la libertà di esprimersi. Legga bene (senza pregiudizio) quello che ho scritto e rispetti l'opinione altrui. Al posto di criticare esprima in modo rispettoso la sua opinione come fanno le persone normali.
Nicoletta Asper 1 anno fa su fb
Sylvan Rusca non si può prevenire,arriva e basta.
Sylvan Rusca 1 anno fa su fb
Nicoletta Asper ma il peggioramento (o miglioramento) può essere determinato dallo stile di vita? (Chiedo davvero per curiosità).
Barbara Vogt Luisetti 1 anno fa su fb
Sylvan Rusca no non può purtroppo. I miglioramenti si vedono una volta individuati quegli elementi che vengono chiamati "trigger" quindi che scatenano un attacco (flare up), ma purtroppo non sempre funziona. A volte anche ciò che non era elemento scatenante può diventarlo per un caso solo, e poi ritornare nella norma. Ci sono molti gruppi di supporto online per darci una mano, c'è gente che riesce ad adattasi meglio, gente che fatica e ha bisogno di aiuto... 😀
Sylvan Rusca 1 anno fa su fb
Barbara Vogt Luisetti sconvolgente che nel 2019 riusciamo a mandare l'acqua su Marte ma non si riesce a trovare rimedi per queste cose. Dispiace davvero.
Barbara Vogt Luisetti 1 anno fa su fb
Sylvan io posso parlare per l'IBS Irritable Bowel Syndrome. In ogni individuo si manifesta in maniera diversa. Per fortuna non è pericolosa come in morbo di Crohn ma i suoi effetti influenzano tantissimo la vita di chi ne soffre.
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