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LUGANO
08.02.19 - 09:210

Il bike park sul Brè non s'ha da fare

L'Associazione Uniti per Brè deplora il progetto che non è «appoggiato dalla popolazione» ed è in «contrasto con lo sviluppo armonico dell'area»

LUGANO - Il bike park sul Brè non s'ha da fare. L'Associazione Uniti per Brè deplora il progetto che non è «appoggiato dalla popolazione» ed è in «contrasto con lo sviluppo armonico dell'area». Un'opposizione che parte da lontano. Ovvero dall'ottobre del 2017. «Con 120 firme - ricorda l'Associazione - i cittadini avevano sottoposto al Municipio le loro osservazioni critiche nei confronti del progetto bike park a Brè. Ma il Municipio ha fatto “orecchie da mercante” e imperterrito insiste a voler realizzare un progetto che non è condiviso. Anche durante la recente serata informativa era palpabile la contrarietà della maggioranza dei presenti».

Secondo "Uniti per Brè" questo progetto di bike park è diventato una forzatura: «È una decisione “caso per caso” siccome non esiste a tutt’oggi un concetto unitario per percorsi “trail and trekking”, visto che ancora ci si riferisce a “diversi progetti allo studio” (dicastero sport)». Secondo l'associazione, poi, il bike park «non porta nulla» né al circuito esistente di mountain bike (il 356 di Svizzera mobile) né al turismo locale, che da decenni registra «la frequentazione dei turisti da ogni dove per le bellezze paesaggistiche e naturalistiche di Brè».

Poi "Uniti per Brè" attacca «l’arroganza dei promotori». «Arriva al punto di far pubblicare la domanda di costruzione per il “parco delle biciclette” prima dell’informazione pubblica: se questo non è uno scontro poco ci manca».

E allora - per l'associazione - non resta altro da fare che contrastare l’idea con le ragioni della legge. «È quello che hanno fatto alcuni cittadini opponendosi al bike park ricevendo il nostro sostegno».

Nello scorso dicembre l’associazione nella sua presa di posizione sugli scenari pianificatori presentati dalla Città, aveva scritto «Il comparto di Brè-Aldesago è da sempre un luogo scelto per ritemprarsi nel rispetto del suo patrimonio naturalistico e paesaggistico. I sentieri, i boschi, i prati sono per definizione aree di svago di prossimità». Uniti per Brè suggerisce perciò  «grande cautela nell’eventuale vaglio delle ipotesi di realizzazione di spazi artificiosi di svago prefigurate nelle conclusioni, poiché rischiano di corrompere l’esistente ed impagabile patrimonio e di porsi in urto con la sostenibilità, con la vocazione alla salvaguardia del tessuto storico, paesaggistico e naturale, contraddicendo oltretutto spirito e conclusioni della premessa generale dell’“analisi urbanistica».

Commenti
 
curzio 2 mesi fa su tio
Dovete fare le cose in grande, come sul monte Brè a Locarno...
sedelin 2 mesi fa su tio
bene ha fatto l'associazione uniti per brè! sottoscrivo il loro suggerimento e mi auguro che il municipio rispetti il volere dei cittadini (e si occupi del PVP al più presto!)
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