CANTONE
16.10.18 - 16:030

FFDUL: bilancio positivo per la quinta edizione

Riscontrato un significativo aumento nell'affluenza: 20% in più rispetto al 2017

LUGANO - In questo quinto anno, una svolta profonda ha segnato il Film Festival Diritti Umani Lugano, che è cresciuto nella proposta e negli spazi, consolidandosi nel pubblico: da un primo calcolo, anche in questa edizione, si riscontra un significativo aumento nell'affluenza, con un 20% in più al 2017.

Una proposta, quella del Ffdul, che interessa un folto gruppo di spettatori, fra cui molti giovani, e che risponde alla voglia di nuovi percorsi cinematografici e alla necessità di approfondimento culturale dei temi legati ai diritti umani.

Da quest’anno, l’aggiunta della seconda sala al Cinema Iride, accanto alla programmazione al Cinema Corso, ha consentito al festival di ipotizzare un rafforzamento delle novità proposte già in questa edizione, come percorsi monografici, programmazione alternata e quindi più titoli.
 
Le storie arrivano al cuore e ci fanno capire che i diritti umani, affermati o negati che siano, riguardano tutti. La possibilità di scoprire realtà, talvolta anche molto vicine a noi, ma di cui conosciamo veramente poco, sono uno degli aspetti che ha riscosso maggiore apprezzamento nel pubblico del festival.

Al Film Festival Diritti Umani Lugano, in questi 6 giorni fra il 9 e il 14 ottobre, sono state mostrate, con successo, trentatré storie, fra fiction o documentari.

Numerosi anche gli ospiti che le hanno sapute arricchire, attraverso la loro testimonianza diretta, nei forum successivi alle proiezioni.

A partire dalla toccante esperienza di Lamiya Aji Bashar, vittima della violenza dell’ISIS, Paqui Maqueda, testimone del franchismo, Aboubakar Soumahoro, attivista sindacale e sociale, John Baptiste Onama, economista.

E poi ancora Laura Boldrini, ex Presidente della Camera dei deputati italiana, Rémy Friedmann, Senior Advisor Divisione sicurezza umana Dfae, Sabrina Büchler, Dfae - Responsabile di programma Task Force per il trattamento del passato e la prevenzione delle atrocità, Bruno Giussani, presidente Fifdh. 

Il festival ha anche avuto il piacere di ospitare i registi Bruno Bigoni, Mari Gulbiani, Marco Piccarreda e Michel Toesca. E ancora le autorità cittadine, dal Sindaco Marco Borradori al Capo Dicastero Cultura Sport ed Eventi, On. Roberto Badaracco, e quelle cantonali rappresentate dal Consigliere di Stato Manuele Bertoli, Direttore del Dipartimento educazione cultura e sport.

Di molti degli ospiti, tra l’altro, è possibile vedere sul sito www.festivaldirittiumani.ch le interviste realizzate durante la visita luganese.  

Un grazie particolare va al regista Markus Imhoof, cui è stato dedicato un omaggio in tre tappe proponendo alcune delle sue pellicole topiche, in occasione della sua presenza a Lugano per la consegna del Premio Diritti Umani per l’autore. Il regista zurighese, un vero maestro per chi lo conosceva già e per i giovani che lo hanno scoperto in questa occasione, ha presentato anche "Eldorado", il suo ultimo documentario candidato all’Oscar a rappresentare la Svizzera,  che uscirà nelle sale ticinesi il 18 ottobre.
 
Fra gli eventi a corollario del festival, inoltre, l’appuntamento anglofono prefestival alla Franklin University Switzerland, il dj set di Frankie hi-nrg mc al Living Room, la mostra “Simone Massi - Disegni per il film La strada dei Samouni”, che terminerà il 21 ottobre allo Spazio1929 di Lugano, dove sono esposte le tavole originali delle animazioni realizzate per il documentario di Stefano Savona, premiato all’ultima edizione di Cannes con L’oeil d’or (miglior documentario) e presentato anche dal nostro festival.
 
Il Film Festival Diritti Umani Lugano è un momento di riflessione profonda sui diritti e sul rispetto della dignità umana, in tutte le sue forme ed espressioni. Un focus di sei giorni, importante nelle serate, e ancor più significativo nelle proposte in orario scolastico che hanno visto, anche in questa fascia, un aumento dell’affluenza. Queste proiezioni hanno messo a confronto diretto i giovani, in maniera trasversale alla provenienza e formazione, sui più svariati temi di attualità: immigrazione, accettazione dell’altro, libertà di espressione, diritto al lavoro, problemi dell’ambiente e le vite negate nelle nuove schiavitù o dalla grande povertà.
 
Se dovessimo indicare un’ispirazione etica per il festival, potremmo attingere alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di cui riportiamo l’art.19: Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
 
L’attività del festival prosegue anche durante l’anno. Il 10 dicembre, il giorno della firma della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di cui nel 2018 ricorre il 70mo anniversario, sarà proposta una serata di cinema e forum. E poi ancora, a inizio 2019, nuovi appuntamenti diffusi nel tempo e sul territorio, porteranno i film, scelti per la qualità stilistica e per la profondità dei temi, anche in sale più decentrate.
 
La quinta edizione del Film Festival Diritti Umani, voluto dalla Fondazione Diritti Umani di Lugano di cui è emanazione, è stata possibile grazie alla direzione di Antonio Prata, la presidenza di Roberto Pomari e all’apporto di numerosi collaboratori, fra le commissioni cinema, forum, scuole, i vari staff tecnici e di comunicazione, così come i numerosi e preziosi volontari.

Info: ffdul.ch

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