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LUGANO
09.10.18 - 16:230
Aggiornamento : 17:38

«Finzi Pasca vuol fare ricadere la colpa sul LAC»

Il Consiglio Direttivo dell'Ente autonomo LAC alza la voce e punta il dito contro il regista accusando la Compagnia di strumentalizzare le polemiche per mascherare la volontà di una partenza

LUGANO - Se fino ad ora la strada sembrava essere quella della ricerca di un dialogo, dopo le ultime dichiarazioni di Daniele Finzi Pasca (che ha confermato di star organizzando lo spostamento da Lugano), il Consiglio Direttivo dell'Ente autonomo LAC alza i toni della discussione. E non manca di rivolgere critiche al regista accusando la Compagnia di strumentalizzare le polemiche per far ricadere sul LAC la colpa di un allontamento in realtà già deciso.

Accuse di strumentalizzazione confermate anche da Roberto Badaracco ai microfoni di Radio Fiume Ticino: «Adesso non si parla più di richieste, ma di capricci. Il LAC ha sempre mostrato disponibilità. Gli abbiamo dato tanto, siamo pronti a sederci insieme, ad ampliare la collaborazione, ma non in questo modo. Non andando sempre sui media e minacciando. Ogni comunicazione è accompagnata da “se non fate questo noi ce ne andiamo”. Con questo mantra sta mettendo sotto pressione l’opinione pubblica e il Municipio».

Il presidente dell'Ente autonomo e il CD del LAC ricordano inoltre gli accordi stipulati fino al 2020 con «obblighi da entrambe le parti»: «Finzi Pasca è legato a Lugano da un preciso mandato di prestazione per il quale percepisce 625'000 franchi all'anno e altri 500'000 franchi all'anno in prestazioni indirette da parte del LAC. Se la Compagnia non intende onorare gli accordi presi lo dica subito».

Qui di seguito il comunicato integrale del CD del LAC:

Il Consiglio Direttivo dell'Ente autonomo LAC (CD) si è riunito oggi con urgenza dopo le dichiarazioni rese ieri in conferenza stampa da Daniele Finzi Pasca.

Il CD del LAC constata in particolare che l'invito a smussare i toni non è stato raccolto dal regista e, nuovamente, nel corso di una conferenza stampa dedicata alla presentazione di uno spettacolo, si è colta l'occasione per riavviare con toni polemici quello che i media percepiscono come uno scontro, ma che in realtà è un attacco unilaterale da parte sua nei confronti del LAC.

Il CD del LAC non può accettare questa situazione che mette sotto accusa il buon funzionamento del centro culturale, le persone che attualmente lo dirigono con capacità e professionalità, e tenta di indebolirlo nelle sue fondamenta. Finora il LAC ha dovuto sempre rispondere alle uscite sulla stampa di Daniele Finzi Pasca. In realtà in gioco non vi sono due contendenti, ognuno con le sue ragioni, ma da una parte chi attacca continuamente il centro culturale, Daniele Finzi Pasca, e dall'altra il LAC che cerca di spiegare il suo complesso funzionamento di fronte a critiche basate sostanzialmente su una lacunosa conoscenza della situazione.

Il Municipio di Lugano negli scorsi mesi ha incontrato sia Daniele Finzi Pasca sia la Direzione del LAC. Durante questi incontri Daniele Finzi Pasca ha spiegato le sue richieste, la Direzione del LAC le modalità di funzionamento del centro culturale, sottolineando l'impossibilità di concretizzare quanto da lui formulato per questioni organizzative, logistiche e finanziarie.

Ora vi è la richiesta di un nuovo incontro senza l'enunciazione di un modello concreto di “cambiamento delle regole” (utilizzando una perifrasi di Daniele Finzi Pasca). Senza questa premessa il CD del LAC ritiene che a questo stadio un nuovo incontro non serva. Sulla base di considerazioni meno generiche il CD del LAC sentirà volentieri la Compagnia per un confronto sul tema.

Inoltre si ripete che nessuno ha mai posto un “aut aut”, o noi o loro, ma negli anni si è cercata sempre la massima collaborazione, anche se da una parte percepita come non tale.

Disturba anche l'atteggiamento di Daniele Finzi Pasca che minaccia il LAC e la Città di Lugano di abbandonarli se non sarà dato seguito alle sue richieste. Così facendo tiene in scacco l'esecutivo luganese e continua ad esercitare pressioni sull'opinione pubblica. Tale modo di procedere è inaccettabile da parte di un professionista come lui, ancora più quando egli sa perfettamente che è legato a Lugano fino al 2020 da un preciso mandato di prestazione per il quale percepisce 625'000 franchi all'anno (assieme a Cantone e Pro Helvetia) e altri 500'000 franchi all'anno in prestazioni indirette da parte del LAC. Se la Compagnia non intende onorare gli accordi presi lo dica subito.

Il LAC è un teatro pubblico con una vocazione pluralistica e deve offrire spettacoli e concerti diversificati (teatro, danza, musica, ecc.) in grado di incontrare i gusti di un pubblico eterogeneo e variato, e non può essere “occupato” da un'unica realtà. Presso il LAC operano enti culturali differenti con un preciso mandato comunale ed anche cantonale. LuganoInScena per il cartellone teatrale, di danza e di spettacoli; LuganoMusica per le offerte musicali; il MASI per le arti visive. A ciò si aggiunge l'orchestra residente, l'OSI, con 10 concerti durante la stagione, e la Compagnia Finzi Pasca. Nello specifico l'accordo di residenza prevede la regolare presenza di spettacoli per più giorni durante l'intera stagione artistica (7 giorni ad esempio per Donka) e la residenza durante l'estate (quest'anno 5 settimane dove la Compagnia aveva completamente a disposizione il LAC).

Le richieste della Compagnia, ad esempio, volte a prefigurare un utilizzo della sala teatro 24 ore su 24 sono inconciliabili con le stagioni artistiche e produrrebbero costi esorbitanti che andrebbero interamente a carico dell'ente pubblico.

Il successo del modello del LAC è del team che lo gestisce e confermato dai risultati delle prime tre stagioni al LAC, che hanno saputo coinvolgere oltre 750’000 spettatori in più di 700 spettacoli, concerti e mostre, generato nuove collaborazioni, creato numerose produzioni, originato iniziative pubbliche coinvolgendo il territorio e posizionando il centro culturale nelle agende degli addetti al settore a livello internazionale. Un successo che è andato oltre le previsioni e sta contribuendo a posizionare la Città di Lugano come destinazione culturale importante.

All'inizio si parlava di uffici di rappresentanza, poi di spazi prove, solo ora si afferma che si vuole “la chiave” del LAC. Un crescendo di richieste che lascia attoniti e getta supplementare discussione nella discussione.

L'impressione finale è che la Compagnia abbia già deciso di allontanarsi da Lugano ma, con il lancio di tali polemiche, voglia farne ricadere la colpa sul LAC e sulla sua Direzione.

A questo gioco il CD del LAC non ci sta, a tutela del centro culturale e dei successi raggiunti in questi anni! Ci distanziamo da tale modo di confrontarsi, lontano nei modi e nei toni da quello di una istituzione culturale seria e responsabile, conscia del mandato pubblico affidatole.

Per queste ragioni il CD ha scritto al Municipio per esporre esattamente i termini dell’accordo che regolano i rapporti tra il LAC e la Compagnia Finzi Pasca, nonché la situazione logistica degli spazi che rendono improponibile accogliere le richieste della Compagnia stessa.

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