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27.09.18 - 10:170

Agente che inneggiò al nazismo, Gobbi ha incontrato la comunità ebraica

Nell'incontro si è parlato della promozione del poliziotto che era stato oggetto di una condanna penale per alcuni post sui social. Il direttore del DI: «Soddisfatto dall'esito»

BELLINZONA - Norman Gobbi, accompagnato dal Comandante della Cantonale Matteo Cocchi, ha incontrato nelle scorse settimane il Presidente della Federazione svizzera delle comunità israelite Herbert Winter e il segretario generale Jonathan Kreutner. L’incontro - stando a quanto comunicato oggi dal Dipartimento delle istituzioni - ha permesso un «proficuo scambio di opinioni» tra le parti al fine di chiarire «i dubbi» che la Federazione aveva espresso (vedi articolo in allegato) sulla promozione dell'agente della cantonale che inneggiò al nazismo sui social e che per questo venne pure condannato (pena sospesa condizionalmente).

Le motivazioni - Durante l’incontro il Consigliere di Stato ha quindi illustrato in maniera dettagliata e approfondita le motivazioni che hanno spinto la Polizia Cantonale e il Consiglio di Stato a incaricare per la funzione di sergente maggiore proprio il poliziotto finito nella bufera. «Si è discusso pure di tutti gli aspetti e le sensibilità che vengono tenuti in considerazione dal Comando per assunzioni e promozioni all’interno del Corpo».

Gobbi: «Mi assumo la responsabilità della nomina» - La recente nomina è stata oggetto anche di atti parlamentari. Ma il Dipartimento delle istituzioni smorza sul nascere le critiche. «La procedura seguita è stata conforme alle disposizioni vigenti, non da ultimo per quanto riguarda le formalità necessarie ad una promozione», precisa Gobbi. «Per questo motivo ho sostenuto la proposta del Comando della Polizia cantonale, assumendomi la responsabilità di questa nomina».

«Comportamenti razzisti non verranno tollerati» - A prescindere dal caso in oggetto, il Dipartimento delle istituzioni e la Polizia cantonale confermano «la piena condanna di ogni forma di discriminazione razziale e di ideologia radicale», sottolineando come non si intenda «tollerare eventuali comportamenti inadeguati da parte degli agenti». «Chi di loro dovesse violare tale principi - ammonisce il Dipartimento - sarà sanzionato».

«Prezioso momento di dialogo» - Gobbi esprime, infine, «soddisfazione» per l’esito dell’incontro reputandolo un «prezioso momento di dialogo costruttivo» e dai «toni pacati» che ha permesso di «comprendere le rispettive sensibilità instaurando una discussione pragmatica e orientata al futuro».

Social sotto la lente - A seguito della riunione il Direttore del Dipartimento delle istituzioni ha pure discusso con i colleghi di Governo in merito all’opportunità di verificare anche la sfera digitale nei processi di selezione e promozione per determinate funzioni in seno all’Amministrazione cantonale. Il Consiglio di Stato ritiene che ulteriori verifiche di questo tipo saranno effettuate ponderando i rischi operativi e di reputazione delle unità amministrative con la protezione della sfera privata e della libertà di espressione del candidato.

Commenti
 
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leopoldo 3 anni fa su tio
colui che rappresenta la giustizia non puo essere privato dei suoi pensieri e se li esprime senza daneggiare nessuno ,e il suo lavoro lo svolge normalmente ,non vedo quale sia il probblema.Altrimenti utilizzate dei robot .
Lokal1 3 anni fa su tio
@leopoldo Bravissimo
Mattiatr 3 anni fa su tio
@leopoldo Verissimo, non vedo perché un datore debba guardare la vita dei suoi lavoratori anche fuori dagli orari stipendiati.
curzio 3 anni fa su tio
@leopoldo Colui che rappresenta la giustizia dovrebbe rispettare le leggi. Se le infrange, non è più un degno rappresentante della giustizia e quindi dovrebbe cambiare lavoro e ancor meno essere promosso. Evidentemente non tutti la pensano così e c'è chi è felice che la giustizia sia rappresentata da un individuo pregiudicato e simpatizzante del nazismo.
nordico 3 anni fa su tio
@leopoldo Colui che rappresenta la giustizia dev'essere una persona equilibrata. Un estremista non può esserlo. Inoltre, se i suoi pensieri sono noti diventa ricattabile.
centauro 3 anni fa su tio
@leopoldo Ma come "senza danneggiare nessuno"? un agente di polizia che esprime sui social frasi razziste racconta pensierini di benevolenza verso il prossimo? ma che ca22o scrivi?!?!?!?
curzio 3 anni fa su tio
@Mattiatr Perchè un agente di polizia non è semplicemente un "lavoratore". E il cantone non è un semplice "datore di lavoro". Un agente di polizia rappresenta uno dei poteri giuridici dello Stato e quindi di tutti i cittadini. Evidentemente ci sono cittadini che gradiscono essere rappresentati da un pregiudicato con simpatie naziste.
Mattiatr 3 anni fa su tio
@curzio Direi che se dobbiamo parlare di datori e lavoratori pubblici non finiamo più. Partiamo dal nostro esecutivo cantonale, così efficace da aver dato vita a casi come Argo1 e la Lia. Poi alle ditte nazionali, FFS che alza i prezzi tagliando i treni per aumentarli in cantoni d'oltralpe, Posta che truffa una nazione di cui è lavoratrice incassando sussidi illegittimi e Swisscom che piuttosto che investire in paeselli come il mio in Ticino usa i suoi soldi all'estero creando nuove aziende.¶ Con situazioni del genere nella nostra nazione direi che un lavoratore che ha espresso dei pensieri scottanti possa passare, visto che come ho già detto non conosciamo realmente i fatti. E comunque alle elementari ripetevamo in continuazione che fra il dire e il fare c'è in mezzo il mare (ovviamente con migliaia di varianti) e per quanto ne so di atti nazisti non ne ha fatti. Oppure iniziamo ad abolire il pugno comunista visto che pure loro non erano così simpatici. Per come la vedo io questa è castrazione della libertà di pensiero e della libertà di espressione, ovviamente mi baso sui pochi testi che ho letto.
centauro 3 anni fa su tio
@curzio Giusto, bravo!
curzio 3 anni fa su tio
@Mattiatr Ripeto: evidentemente ci sono persone che sono contente che a rappresentare la giustizia sia un individuo con precedenti penali, un pregiudicato, condannato e simpatizzante di Hitler e Mussolini.
centauro 3 anni fa su tio
@Mattiatr Lui è anche libero di esprimere il suo "nazistume", ma per le istituzioni é sconveniente promuovere di grado un soggetto del genere........magari ogni volta che la polizia ci ferma per un controllo dobbiamo salutare con un "heil Hitler"???
leopoldo 3 anni fa su tio
certo saranno stati assecondati in tutto.
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