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LUGANO
21.09.18 - 13:090
Aggiornamento : 21:06

«Ennesime illazioni», Wicht risponde alle accuse

L'ex presidente Udc e il suo legale hanno preso pubblicamente posizione sull'inchiesta in corso per malversazioni ai danni della moglie

LUGANO - «È a questo punto doveroso prendere posizione per smentire in maniera puntuale le ennesime illazioni presentate nei confronti di Paolo Clemente Wicht». È con queste parole che l’avvocato dell’ex presidente Udc risponde agli articoli apparsi in questi giorni sulla stampa e che riguardano il suo assistito.

«Le malversazioni di circa 7 milioni di franchi sono riferite a prelievi in contanti nell’arco di 7 anni sui conti per i quali il sig. Paolo Clemente Wicht  aveva regolare procura e che sono stati impegnati in gran parte nell’interesse della famiglia», precisa Enrico Germano, ricordando che «solo la vendita della casa di Lugano ha fruttato quasi 10 milioni di franchi e che l’utile immobiliare è stato di oltre 4,5 milioni, ad esclusivo beneficio della principale accusatrice privata e moglie del sig. Wicht».

Il legale di Wicht ricorda poi che c’è una delicata causa di divorzio tuttora pendente in Pretura e dunque che la moglie «ha interesse alla causa per liquidare al meglio, sotto il profilo patrimoniale, il divorzio».

Per quanto concerne il “secondo filone d’inchiesta” (termine questo che secondo Wicht è frutto di «strumentalizzazione mediatica»), l’operazione immobiliare nel Sopraceneri di cui abbiamo riferito ieri, l’avvocato ribadisce che una volta vendute le ville in questione - «e non appartamenti» - all’investitore sarebbe stato restituito il denaro (più l’utile), «ma le difficoltà del divorzio hanno nel frattempo arenato la vendita».

Infine, Wicht e il suo legale ricordano come, malgrado l'inchiesta abbia portato ad interrogare diverse persone che a vario titolo hanno avuto rapporti finanziari con il fiduciario, allo stato attuale gli unici accusatori privati sono la moglie e l’investitore privato, come dall’inizio dell’inchiesta.

Wicht resta in carcere - Paolo Clemente Wicht dovrà rimanere dietro le sbarre ancora per due mesi e una settimana. Lo ha deciso venerdì - come riferisce la Rsi - il giudice dei provvedimenti coercitivi.

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