CANTONE
14.07.18 - 12:160
Aggiornamento : 17:03

«Le dichiarazioni di Sanvido? False, tendenziose e diffamatorie»

Così il Cardiocentro dopo le accuse di ostruzionismo rilasciate dal Presidente dell'EOC

LUGANO - «Dichiarazioni false e tendenziose». Il Consiglio della Fondazione Cardiocentro Ticino definisce così le dichiarazioni del presidente dell’Ente ospedaliero cantonale, Paolo Sanvido - concesse al domenicale Il Caffè - riguardanti l'istituto luganese.

Sanvido, ricordiamo, aveva puntato il dito contro il Cardiocentro accusandolo di fare «gli interessi privati di alcune famiglie», di non avere spiegato dettagliatamente «quali siano le sue attività di ricerca e come si spendono i soldi», e tantomeno di aver risposto in tema di posizioni salariali dei dipendenti.

«Si tratta - replica la struttura a una settimana dalle parole di Sanvido -, di un’intervista con dichiarazioni in larga misura false, tendenziose e gravemente diffamatorie verso l’istituto e i suoi collaboratori».

«Noi sempre collaborativi e trasparenti» - Il Consiglio di Fondazione, quindi, smentisce di aver ostacolato il dialogo tra le parti. «Al contrario - aggiunge - i rappresentanti del Cardiocentro, durante i negoziati che si protraggono ormai da diversi anni, hanno sempre mantenuto un profilo aperto e propositivo con lo scopo di costruire una soluzione innovativa e condivisa». A testimonianza di quanto sopra il Cardiocentro porta gli «innumerevoli incontri e carteggi, tutti documentabili». «Il Consiglio di Fondazione - si aggiunge - ha avanzato svariate proposte, strutturate e dettagliate, per poter raggiungere un’intesa con l’EOC nell’interesse esclusivo dei pazienti cardiopatici ticinesi, dei collaboratori dell’istituto e del sistema sanitario cantonale nel suo complesso. Lo stesso identico approccio è stato mantenuto anche nel recente dialogo con il Consiglio di Stato».

Proposte alle quali, secondo il Cardiocentro, non sarebbe mai stata data una risposta di merito sui punti chiave che, secondo il Consiglio di Fondazione, rappresentano «la garanzia irrinunciabile per una continuità della filosofia clinica dell’istituto che ha portato il Cardiocentro ai vertici della sanità svizzera e internazionale. Traguardi che hanno prodotto un evidente beneficio, anche in termini economici, per l’intero Canton Ticino. Il tutto senza chiedere un solo franco di soldi pubblici».

«Fiducia minata» - Il Consiglio di Fondazione ribadisce che «tutti i documenti riguardanti il Cardiocentro richiesti di volta in volta - siano essi finanziari, amministrativi, medici o scientifici - sono sempre stati messi a disposizione dell’EOC e delle autorità cantonali, in una logica di trasparenza, collaborazione e fiducia tra partner. Fiducia che, tuttavia, negli ultimi mesi è stata minata dalle continue fughe di notizie volte a strumentalizzare dati sensibili con lo scopo di denigrare agli occhi dell’opinione pubblica l’istituto e la sua attività».

Apertura al dialogo - Il Consiglio di Fondazione ribadisce infine la propria disponibilità a un dialogo con tutti gli attori coinvolti, «a patto che lo stesso sia finalmente fondato su principi di correttezza e sulla sincera volontà di costruire una soluzione».

Non manca un commento ulteriore alle dichiarazioni di Sanvido: «Purtroppo non è la prima volta che il presidente dell’EOC dileggia con arroganza la comunità del Cardiocentro: basti ricordare quando definì “ultras” gli ammalati che, nel corso degli ultimi mesi, hanno deciso di testimoniare pubblicamente il proprio sostegno a favore dell’ospedale del cuore e dei suoi collaboratori. Questi ripetuti insulti hanno generato sofferenza nel personale e nei pazienti. Persone che non meritano di essere offese e schernite per l’attaccamento, umano e professionale, che provano per l’istituto».

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