CADENAZZO
16.05.18 - 07:160

Cantiere da incubo: «Ma c’è troppa indisciplina»

Incidenti sulle rampe del Ceneri. Ecco la denuncia di Renato Gazzola, portavoce del TCS: «Sono lavori necessari. E gli automobilisti non rispettano le regole»

CADENAZZO – Un uomo che, nel pomeriggio dell'Ascensione, brucia (e muore) a bordo della sua Tesla. Un altro incidente, con conseguenze meno gravi, a sole 24 ore di distanza. C'è preoccupazione tra i pendolari del Ceneri per la situazione di caos venutasi a creare in seguito all'istituzione di un cantiere sulla rampa autostradale dell’A2. Un cantiere lungo diverse centinaia di metri e che resterà aperto per circa un anno. «I lavori sono necessari – spiega Renato Gazzola, portavoce del Touring Club Svizzero (TCS) –. Il problema sta negli utenti e nella loro indisciplina».

Tutta la rampa è bloccata – Una vera e propria revisione totale del manto stradale. «Con tanto di manutenzione dei giunti dei viadotti – precisa Gazzola –. Il restyling non terminerà prima della fine del 2018». Un'operazione utile, certo. Ma allo stesso tempo ci si chiede: perché bloccare tutta, o quasi, la rampa? Non sarebbe stato possibile, dal momento che gli operai sono presenti e attivi solo in singoli punti, procedere a tappe?

Incubo estivo – Il limite di 80 chilometri orari lungo quasi tutta la tratta, oltre ad allungare di molto i tempi di percorrenza, crea traffico. Cosa succederà quando ci saranno le giornate da “bollino rosso” in estate? Episodi come quello dell'Ascensione, in cui un automobilista non rispetta il limite e va schiantarsi contro il cantiere, saranno sempre più probabili? 

E spuntano pure i radar – Nel frattempo, il Cantone ha piazzato un radar semi-stazionario. Addirittura, nei giorni successivi, è stato posizionato un radar finto (!), pochi metri dopo quello vero. Tra i conducenti regna la tensione. 

Non si poteva fare altrimenti – Gazzola paragona l'attuale cantiere del Ceneri a quello messo in atto un paio d'anni fa nei pressi di Bissone. «Il cantiere non può essere frazionato, per motivi tecnici ed economici. Ci sarebbero ulteriori disagi prolungati nel tempo. Il cantiere e tutta la segnaletica sono stati verificati e rispecchiano chiaramente le norme. Quindi sull'installazione e sulla segnaletica non c'è nulla da eccepire. La segnaletica, tra l’altro, è stata rafforzata».

Giungla selvaggia – Il portavoce del TCS cita un recente monitoraggio fatto dalla polizia cantonale. «In cui si osservano in continuazione eccessi di velocità, cambi di corsia impropri e parecchia disattenzione. Se tutti rispettassero la segnaletica e viaggiassero alle velocità consigliate, il traffico sarebbe più fluido e privo di incidenti. È evidente che i due incidenti capitati in poco tempo fanno discutere, ma non conoscendone le cause esatte è difficile imputare la colpa al cantiere».

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