Tipress
CANTONE
16.04.18 - 07:000

L'app che salva il cuore fa scuola all'estero

Dal 2014 sul territorio ticinese i soccorritori First Responder vengono allertati con una notifica push. Ticino Cuore: «In caso di arresto cardiaco registriamo un tasso d'intervento del 98%»

LUGANO - Una notifica push sullo smartphone e tremila soccorritori sanno che c’è bisogno di loro: qualcuno ha avuto un arresto cardiaco. È la rete dei cosiddetti First Responder (comuni cittadini ma anche personale di enti di soccorso) che in tutto il Ticino hanno dato la loro disponibilità a intervenire prima dell’arrivo dell’ambulanza. Una rete che un tempo era gestita con gli sms, ma che dal 2014 fa affidamento su un’app appositamente sviluppata dalla ticinese DOS Group. E che ora sta facendo scuola oltre San Gottardo e anche al di fuori dei confini nazionali. «Il sistema è stato implementato a Berna e Friburgo, mentre altri cantoni lo stanno valutando. All’estero sarà introdotto in Lombardia e c’è interesse da parte di alcuni paesi europei» ci dice Claudio Benvenuti, direttore della Fondazione Ticino Cuore.

Dagli SMS alla geolocalizzazione - È grazie alla diffusione degli smartphone e della geolocalizzazione che la rete ha potuto fare un importante passo tecnologico. «Prima del 2014 i First Responder venivano allertati con un SMS - ci spiega - per confermare la loro disponibilità a intervenire, dovevano telefonare al 144: in questo modo tenevano impegnato un operatore della centrale». Ora una notifica push comunica il luogo in cui è si è verificato un arresto cardiaco e il tempo previsto per l’arrivo dell’ambulanza. «Se il First Responder ritiene di essere nelle vicinanze, dà la propria disponibilità con un clic sul display dello smartphone». E a quel punto avviene la geolocalizzazione del First Responder che, se si trova più vicino dell’ambulanza, riceve tutti i dati sull’intervento. «Il tutto avviene automaticamente».

Aumenta il tasso di sopravvivenza - Il modello dei First Responder, che sul territorio ticinese ha fatto da apripista, «funziona molto bene». Ogni anno nel nostro cantone si contano circa 300-350 arresti cardiaci, quasi uno al giorno. «E da parte dei soccorritori laici registriamo un tasso d’intervento pari al 95-98%, quindi praticamente sempre qualcuno si attiva e arriva sul posto prima dell’ambulanza». In questo modo è possibile aumentare notevolmente la possibilità di sopravvivenza del paziente, che dal 2005 è passata dal 17 al 57%. «A livello svizzero si aggira attorno al 10%» sottolinea Benvenuti. In caso di attacco cardiaco è infatti fondamentale che il primo intervento avvenga entro cinque minuti, soprattutto con il massaggio cardiaco.

E il defibrillatore arriverà con il drone - Nella sopravvivenza dei pazienti con arresto cardiaco fanno la loro parte anche i defibrillatori presenti sul territorio. «Quando siamo partiti nel 2005, in Ticino si contavano sedici apparecchi, in particolare nelle strutture sportive di Lugano e in alcune aziende». Oggi se ne contano circa 1’200, di cui un terzo è in dotazione agli enti di soccorso. E nel frattempo la Fondazione sta portando avanti un progetto che prevede l'impiego di un drone per portare i defibrillatori nelle zone remote del nostro cantone. «Quelli pubblici vengono utilizzati sempre di più, attualmente una sessantina di volte all’anno» conclude Benvenuti.

Commenti
 
Potrebbe interessarti anche
Tags
first responder
first
responder
ambulanza
intervento
cuore
arresto
arresto cardiaco
ticino
notifica
TOP NEWS Ticino
Copyright ©2018 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report