Ti Press
CANTONE
27.03.18 - 13:000
Aggiornamento : 17:33

Bambina maltrattata, la madre affidataria ha un passato traumatico

È iniziato stamani il processo a porte chiuse nei confronti dei genitori affidatari a giudizio per maltrattamenti su una bambina. Al banco degli imputati anche tutore e assistente sociale

LUGANO - Da una parte ci sarebbe stato il desiderio di un gesto altruista, dall’altra l’aspetto economico. È quanto emerge nel processo a porte chiuse nei confronti dei genitori affidatari accusati di indicibili maltrattamenti avvenuti tra il 2010 e il 2013 su una bambina che avevano in custodia. Da oggi i due siedono davanti a una Corte delle Assise criminali di Mendrisio, riunita a Lugano e presieduta dal giudice Mauro Ermani.

Motivi economici? - «Desideravo molto fare un gesto altruista» spiega in aula la madre affidataria per giustificare la volontà di prendere un o una minore in affidamento. Ma nella decisione avrebbe giocato un ruolo anche l’aspetto economico, come sottolinea la Corte: «Si trattava di un’entrata mensile di 2’250 franchi». Un’eventuale interruzione dell’affidamento avrebbe procurato dei problemi finanziari alla coppia.

«Colpa del mio passato» - Sul motivo dei maltrattamenti, la madre affidataria sostiene di avere nel frattempo compreso, attraverso la terapia, «di essermi comportata così a causa del mio passato». Per la donna la perizia psichiatrica parla in effetti di «forte conflittualità interna dovuta a situazioni traumatiche infantili» e propone una scemata imputabilità di grado lieve.

Nessun intervento - Al banco degli imputati siedono anche il tutore e l’assistente sociale che allora, come si evince dall’atto d’accusa firmato dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni, non sarebbero intervenuti per porre fine alla situazione. Nel loro ruolo - lo ricorda la Corte - avrebbero invece dovuto mettere al primo posto il benessere della bambina, sin dal principio. I due avrebbero infatti nutrito già nella primavera 2010 dei dubbi sulla capacità dei genitori affidatari di crescere la bambina in un ambiente sereno.

Le accuse - La coppia affidataria è accusata di coazione e lesioni semplici. Per tutti e quattro si parla invece di violazione del dovere di assistenza o educazione.

I difensori - Gli imputati sono difesi dagli avvocati Pietro Croce, Felice Dafond, Andrea Ferrari e Yasar Ravi.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Ticino
CANTONE
40 min
Il raddoppio del Gottardo sarà realtà nel 2032
Berna ha approvato il progetto esecutivo. Il materiale di scavo verrà usato per la copertura dell'A2 ad Airolo e per la rinaturazione del lago di Uri. I lavori inizieranno l'anno prossimo
CANTONE
1 ora
Ecco cosa ha irritato i consumatori ticinesi nel 2019
Garanzie non riconosciute e ritardi nelle consegne sono i crucci maggiori
CANTONE / SVIZZERA
2 ore
La pazza (e benefica) idea: da Berna a Chiasso a piedi
Non nuovo alle iniziative fuori dal comune, Bruno Kraken percorrerà 300 km in poco più di tre giorni. Obiettivo: raccogliere fondi per i bambini che soffrono
CANTONE
5 ore
Qualche fiocco in pianura, attenzione alle strade
Meteo Svizzera mette in allerta per nuove nevicate tra venerdì e sabato e per strade sdrucciolevoli
CANTONE
14 ore
Il salario minimo è legge
Sarà compreso tra i 19.75 e i 20.25 franchi l'ora. Il Gran Consiglio ha approvato così la norma che concretizza "Salviamo il lavoro in Ticino"
LUGANO
14 ore
Dopo la segnalazione arrivano i «massi contro i gradassi»
In via Ligaino sono comparse delle grosse pietre che impediscono i parcheggi selvaggi
VACALLO / NEGGIO
16 ore
Materiale di voto spedito in ritardo: «Il Cantone faccia coraggiosamente ammenda»
Neggio e Vacallo reagiscono alle accuse di essere responsabili dei problemi legati al voto degli svizzeri all'estero
LUGANO
16 ore
«Sommersi di telefonate, i dipendenti sono spaventati»
Licenziamenti alla EFG. Nella banca c'è un clima «di paura» per un possibile smantellamento. L'allarme dell'ASIB
CANTONE
18 ore
La difesa: «Ha reagito per rabbia e frustrazione»
Il legale del ventiquattrenne a processo per il delitto di Caslano si è battuto per una pena non superiore agli undici anni
CANTONE
20 ore
Uccise la nonna «per vendetta»
L’accusa ha chiesto una condanna di sedici anni, sospesa a favore di un trattamento stazionario, nei confronti dell'autore del delitto di Caslano
Copyright ©2019 - TicinOnline SA  WhatsApp |  Company Pages | Mobile Report

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile