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10.02.18 - 18:410
Aggiornamento 19:29

Uomini di fiducia, neutralità e perizie: l’elezione fa discutere

Il prossimo 19 febbraio il Gran Consiglio dovrà nominare il nuovo Procuratore generale. Tre partiti hanno già scelto il proprio candidato

BELLINZONA - Il PS unito su Emanuele Stauffer, il PPD con Antonio Perugini - considerato in un primo momento il grande favorito della corsa - e il PLR che punta su Andrea Pagani. A nove giorni dal voto in Gran Consiglio che sancirà il nome del successore di John Noseda, sono quindi tre i partiti ad essersi chiaramente schierati a favore di un candidato.

Tra le restanti forze politiche dello scacchiere ticinese, i Verdi hanno invece optato per la libertà di voto mentre i gruppi parlamentari de La Destra e della Lega non hanno ancora comunicato una chiara preferenza, con quest’ultima che nei giorni scorsi - per tramite del capogruppo Daniele Caverzasio - aveva affermato la volontà di fare da «ago della bilancia», promettendo inoltre una probabile decisione entro la fine della prossima settimana.

La perizia - Al di là delle valutazioni di merito sui nomi in gioco, il punto numero quattro all’ordine del giorno della prossima seduta parlamentare sta creando discussioni su più fronti. Ad inizio settimana, il socialista Carlo Lepori - assieme a cinque colleghi - ha indirizzato una missiva all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio chiedendo la diffusione «nella forma ritenuta più opportuna» dei risultati dell’assessment eseguito sui quattro candidati dall’Istituto di psicologia applicata della Sup di Zurigo. «Dobbiamo poter scegliere secondo coscienza e conoscenza, una conoscenza completa, senza censure», hanno scritto i firmatari, ribadendo il proprio interesse per quella da 28mila franchi, poi non presa in considerazione dalla Commissione d’esperti che ha stilato il rapporto sulle candidature.

«Legittimazione popolare» - Lo stesso parere era stato espresso nei giorni successivi da Lorenzo Quadri. Il consigliere nazionale leghista, commentando sulla propria pagina Facebook la mancata consegna delle valutazioni ai deputati e le varie prese di posizione, aveva inoltre rilanciato la questione dell’elezione dal basso del nuovo Procuratore generale: «Con la nomina parlamentare la qualità dei candidati è l'ultimo dei criteri di scelta, tanto vale avere per lo meno la legittimazione popolare».

Terzo potere «neutro» - Una visione, in altre parole, più “aziendale” della nomina di Procuratore generale con competenze in primo piano e partitocrazia finalmente in seconda fila, come riaffermato oggi in rete anche da Tiziano Galeazzi, che ha criticato la concezione dei partiti che «vedono il PG come un loro uomo di fiducia in seno alla Giustizia» invece di una figura «che deve essere il più neutra possibile». Una tendenza, secondo il deputato UDC, «da troppi anni radicata nella cultura di questo Cantone».

8 mesi fa Nomina procuratore generale, il PLR sostiene Pagani
Commenti
 
Evry 8 mesi fa su tio
La PARTITOCRAZIA e sempre stata la rivina della società ! Se gli Assestment ed i vari "Test" vengono svolti da una delegazione effettivamente neutra e valida in tutti i sensi, allora si deve nominare quello che ha ottenuto i VOTI MIGLIORI. Altrimenti il tutto è RIDICOLO. NON stiamo nominando chichessia ma un PROCURATORE GENERALE ! Spero sia nominato il migliore !
miba 8 mesi fa su tio
Una visione, in altre parole, più “aziendale” della nomina di Procuratore generale con competenze in primo piano e partitocrazia in seconda fila. Onestamente ci credete? Io decisamente no
MrBlack 8 mesi fa su tio
@miba Ormai visti i molti precendenti di mafietta ticinese...non si crede più a niente e a nessuno
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