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BELLINZONA
20.10.17 - 08:100
Aggiornamento : 10:52

Il nostro corpo? Sempre più pieno di “macchie” strane

Boom di melanomi e psoriasi. «E così cresce anche il disagio sociale» dice l’esperto Franco Rongioletti alla vigilia di un importante convegno nella Svizzera italiana  

BELLINZONA – Il nostro corpo? Sempre più pieno di “macchie” strane. E l’impennata di melanomi e di psoriasi preoccupa gli esperti. Di questo si parlerà al prestigioso convegno di dermatologia, promosso dall’Accademia Europea di Dermatologia e Venereologia, previsto per il prossimo 26 ottobre presso l’Istituto di Ricerca in Biomedicina a Bellinzona. Un incontro destinato a specialisti del settore, giunto ormai alla nona edizione. Tra i relatori, Franco Rongioletti, direttore della Clinica dermatologica dell’Università di Cagliari. «Il melanoma alla pelle – dice – è in crescita continua. Fino agli anni ’60, una persona su 600 rischiava di esserne colpita. Oggi una persona su 75».

Come si individua un melanoma?

I primi a dovere vegliare sulla nostra pelle siamo noi stessi. Quando vediamo comparire una macchia scura, che poi tende ad allargarsi, oppure vediamo un neo modificarsi o cambiare colore, potrebbe esserci qualcosa che non va. Ogni persona dovrebbe fare una visita da un dermatologo almeno una volta all’anno.

Quando si sente uno specialista fare una simile affermazione, c’è sempre il sospetto che voglia auto promuoversi.

Ognuno è libero di fare ciò che vuole. Ma le cifre dicono che questo genere di problema è in netto aumento. E la diagnosi precoce spesso può salvare delle vite. Sì, perché più passa il tempo, più il tumore alla pelle può crescere in profondità, interessando anche altri organi. Dal cervello ai polmoni. Una volta che si creano le metastasi, è difficile arginare il tumore.

Perché il rischio di incappare in un melanoma è aumentato a dismisura?

Oggi l’esposizione alla luce solare è più pericolosa. Lo stato di ozono che ci proteggeva in passato, si è ridotto. E poi c’è il mito dell’abbronzatura. Si fa davvero tanto ricorso ai lettini abbronzanti, ai solarium. Si tende sempre a sottovalutare il tumore alla pelle. Come se fosse un problema secondario rispetto ad altri. Non ci si protegge con le dovute creme.

Chi sono le persone più a rischio?

Quelle con una carnagione chiara, sicuramente. E poi quelle che non sono sottoposte a un’esposizione solare continua. Parlo, ad esempio, dell’impiegato che se ne sta chiuso in ufficio tutto l’anno e che durante l’estate si scatena con i bagni solari. Occhio anche alle scottature rimediate durante l’infanzia. I bambini sono ancora troppo poco protetti. Ci sono anche fattori genetici. In quel caso bisogna fare in modo che le visite dallo specialista siano più frequenti.

Parliamo di psoriasi. È un termine a molti ancora sconosciuto.

Colpisce il 3-4% della popolazione. È caratterizzata da lesioni rosse che compaiono sul corpo. Seguite da squame bianche. Alla base c’è una predisposizione genetica. Ma a scatenare tutto, alla fine, sono fattori esterni, come lo stress, le infezioni. Il nostro stile di vita conta molto, e siccome i nostri ritmi sono sempre più frenetici ecco lo svilupparsi di dermatiti e problematiche affini. La psoriasi, se trascurata, può estendersi a tutto il corpo. In alcuni casi si arriva al ricovero del paziente.

Queste problematiche generano anche un certo disagio sociale in chi ne è colpito. Conferma?

Sì. Una persona che soffre di questi problemi ha vergogna, magari, a mostrarsi in costume, o a togliersi la maglia in pubblico. Si teme di generare ribrezzo. Gli aspetti psicologici hanno un peso enorme quando il proprio corpo, in un certo senso, subisce mutazioni.

  

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