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11.10.17 - 06:040

Tumore al seno? «Si fatica ancora a parlarne»

Ogni anno in Ticino 330 donne sono confrontate con la malattia. La dottoressa: «La diagnosi precoce è fondamentale»

LUGANO - Al tumore al seno si sopravvive. Ma la diagnosi precoce è fondamentale. È per questo che ogni anno il mese di ottobre è interamente dedicato alla prevenzione di questa malattia. Una malattia di cui si fatica ancora a parlare. «Il tumore al seno non è ancora stato completamente sdoganato, bisogna fare ancora molto perché sia considerato una malattia come le altre» ci dice infatti la dottoressa Olivia Pagani, direttrice del Centro di senologia della Svizzera italiana (CSSI) e viceprimaria all’Istituto oncologico della Svizzera italiana (IOSI). E parlarne è importante, considerando che ogni anno in Ticino sono circa 330 le donne confrontate con la malattia (circa 5’500 a livello nazionale).

Dottoressa Pagani, cos’è il tumore al seno?
«Si tratta del tumore maligno più frequente nelle donne. E nelle donne è anche la principale causa di morte. Grazie ai moltissimi progressi degli ultimi decenni, la mortalità è comunque in costante calo. È però importante la diagnosi precoce e soprattutto che la donna riceva le terapie adeguate».

Qual è la fascia d’età più a rischio?
«Come tutti i tumori, anche quello al seno è una malattia dell’invecchiamento. La sua frequenza cresce con l’aumentare dell’età e a partire dalla menopausa. Ma è una malattia con cui si confrontano anche le donne giovani: sotto i quarant’anni sono circa il 7% delle pazienti con un tumore al seno».

Come prevenirlo?
«Con la diagnosi precoce: ora in Ticino le donne tra i cinquanta e i settant’anni hanno la possibilità di effettuare una mammografia di screening gratuita ogni due anni. Questo ha consentito e consentirà di diagnosticare sempre più precocemente i tumori al seno, migliorando la sopravvivenza e soprattutto le cure, perché meno invasive».

Quali sono i principali campanelli d’allarme?
«La cosa più importante è che la donna conosca il proprio seno e che sia quindi in grado di capire cosa sia normale e cosa possa invece destare sospetto. Al di là della diagnosi precoce, molte donne si rendono conto di avere un tumore proprio accorgendosi di un cambiamento: un aumento della consistenza del seno, una retrazione della pelle o del capezzolo, una secrezione di liquido rosato o rosso dal capezzolo».

Si fatica ancora a parlarne e ci sono pazienti che provano un senso d’isolamento…
«Purtroppo non si guarisce al 100%. E quella fetta di donne che si trova confrontata con la malattia in stadio avanzato, in fase metastatizzante, si sente emarginata. Ma deve passare il messaggio che oggigiorno con un tumore al seno in fase avanzata si può vivere per anni, con una vita quasi normale. È anche su questo aspetto che insiste Europa Donna, il forum del tumore al seno: l’idea di cronicità della malattia metastatica».

C’è un consiglio che darebbe in particolare alle donne più giovani?
«Va ricordato che il tumore al seno è una malattia delle società ricche, quindi ha in parte a che fare con uno stile di vita non sano. Andrebbero quindi evitati i fattori di rischio come l’obesità, una dieta sregolata e poco movimento. Le gravidanze e l’allattamento sembrano ancora essere protettive».

In occasione della giornata internazionale dedicata alla salute del seno, Europa Donna propone una mattinata informativa per le donne di tutte le fasce d’età. L'appuntamento è in programma giovedì 12 ottobre dalle 9 alle 11.30 al Lido di Locarno.

I principali sintomi:

Aumento della consistenza - Il seno al tatto cambia di consistenza, diventando più duro in un'area circoscritta (nodulo) o anche più diffusamente. Un nodulo si può anche sentire al limite del seno verso l'ascella.

Retrazione della pelle o del capezzolo - La pelle o il capezzolo si retraggono formando una fossetta che a volte assume l'aspetto di una buccia d'arancia. Raramente la pelle può arrossarsi come per un'infiammazione.

Secrezione di liquido ematico - Del liquido rosa o rosso esce dal capezzolo sia spontaneamente, sporcando il reggiseno, sia quando si spreme il capezzolo durante la visita dal ginecologo.

 

Commenti
 
Sara Gallucci 1 anno fa su fb
Purtroppo no n c'è età.... anche in giovanissime donne di nemmeno 20 anni.... ed è in aumento! Io a 31 anni! Sono qui ho combattuto ed ho vinto! Forza mai mollare e grazie a Dio che ci sono le cure e l'attenzione alla prevenzione!
Mary Rojas Galeano 1 anno fa su fb
Altro che dai 45 anni Io mi son beccata un bel inquilino altamente agresivo a 44 anni. Se avesse fato prima la mammografia avrei risparmiato tante sofferenze
Lucrezia Novelli 1 anno fa su fb
bravissima! anche la mia ginecologa non ha mai voluto farmi fare mammografia annuale, adesso che ho compiuto 50 anni ogni due anni. L'ho sempre fatta privatamente in Italia. Altro che prevenzione. Oltretutto in Italia ho pagato 80 euro ecogragia piu' mammografia qui nel lontano 2013 ho pagato 370 chf per la sola mammografia!
Claudia Pizzi 1 anno fa su fb
La prevenzione gratuita dai 45 anni !! Sarebbe una cosa utilissima.
Elisa Cazzaniga 1 anno fa su fb
Direi dai 35
Alessandra Chiesi Di Liberto 1 anno fa su fb
Secondo me andrebbe bene anche dai 39/40
Elisa Cazzaniga 1 anno fa su fb
Io sono stata diagnosticata da tumore al seno a 35 anni e non c'erano casi di tumore in famiglia
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