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BRISSAGO
07.10.17 - 12:330

«In determinate circostanze difficile decidere come reagire a un’imminente aggressione»

Giorgio Ghiringhelli sull'intervento di polizia costato la vita a un richiedente l'asilo: «Fatti come questo fanno riflettere sul tema della legittima difesa»

BRISSAGO - È in qualità di primo firmatario dell’iniziativa popolare “Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa” che Giorgio Ghiringhelli rompe il silenzio circa l'intervervento di questa mattina a Brissago costato la vita a un richiedente l'asilo per mano di un poliziotto che, dalle prime informazioni, avrebbe agito per legittima difesa.

«Anche se i fatti sembrano chiari e incontestabili - scrive Ghiringhelli -, spetterà ovviamente ai giudici stabilire se si è trattato di legittima difesa o di eccesso di legittima difesa, ma quanto accaduto dimostra una volta di più che in determinate circostanze anche una persona ben addestrata all’uso delle armi non ha sempre il tempo per decidere come reagire a un’imminente aggressione fatta a sé o ad altri».

Ghiringhelli torna quindi sull'argomento della legittima difesa per difendere, appunto, la popria iniziativa: «Figuriamoci quando a dover prendere certe decisioni debbono essere dei semplici cittadini che poi, se uccidono o feriscono l’aggressore, finiscono sul banco degli imputati e dopo una lunga odissea giudiziaria arrischiano di dover pagare le spese processuali ed i costi dell’avvocato di fiducia anche in caso di assoluzione: come era accaduto a quel commerciante di Brissago che nel 2005 aveva ucciso uno dei suoi due rapinatori e dopo essere stato assolto dal giudice dovette pagare di tasca propria quasi 10'000 franchi».

Ghiringhelli ritorna sull'argomento anche in vista dell'esame della summenzionata iniziativa popolare avviato dalla Commissione della legislazione del Gran Consiglio. Quindi conclude: «Ricordo infine che dal settembre 2016 è pendente a Berna un’iniziativa parlamentare presentata da Lorenzo Quadri ( e sottoscritta pure da Ignazio Cassis, Marco Chiesa, Roberta Pantani, Fabio Regazzi e Marco Romano) che chiede di modificare l’art. 16 del Codice penale nel senso di un potenziamento del diritto alla legittima difesa per chi è aggredito in casa propria».

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