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LUGANO
27.04.17 - 19:230

Una petizione per i dipendenti della Posta

LUGANO - syndicom ha lanciato una petizione a sostegno di una collega licenziata con l’obiettivo di ritirare il licenziamento e sensibilizzare sulle problematiche che stanno vivendo i dipendenti della Posta, ma che riguardano anche il mercato del lavoro in generale.

La vicenda - La postina, che lavorava in Posta da oltre 14 anni, ha deciso di candidarsi come rappresentante del personale nella commissione interna dopo che il sindacato syndicom ha realizzato un sondaggio che ha fatto emergere una gestione negativa del personale da parte dei responsabili della regione di Lugano e forti pressioni sui dipendenti per velocizzare i tempi di lavoro. La sua intenzione era quella di impegnarsi per migliorare le condizioni di lavoro dei suoi colleghi.

Poco tempo dopo la sua elezione nella commissione del personale, uno dei responsabili le ha proposto di trasferirsi in un altro luogo di lavoro con la promessa di riuscire a conciliare meglio lavoro e impegni familiari. Lei ha accettato ben contenta di questa opportunità. Poco tempo dopo il suo trasferimento sono state però modificate le sue mansioni e aumentate arbitrariamente le ore d’impiego giornaliere: non consentendole più di far fronte agli impegni familiari.

Di fronte a questa nuova situazione la collega si è battuta per continuare ad avere un impiego e un trattamento corretto: il CCL Posta prevede infatti che i collaboratori a tempo parziale non possono essere chiamati a prestare regolarmente ore supplementari per un periodo prolungato. Inoltre nel suo mandato la Posta è tenuta a realizzare misure adeguate che consentono ai dipendenti di conciliare lavoro e famiglia. In realtà questi aspetti non vengono tenuti in considerazione dalla Posta quando pianifica il personale a tempo parziale. E questo è solo uno dei numerosi casi.

Le richieste della postina cadono tutte nel vuoto, compresa quella di tornare a lavorare dove veniva impiegata prima del trasferimento: una richiesta legittima visto che non è mai stato assunto nessuno al suo posto. Questa possibilità le è stata negata senza una valida giustificazione. Questa difficile situazione le ha causato forti disagi che hanno avuto ripercussioni anche sul suo stato di salute.

Dopo diversi incontri di conciliazione, che non hanno portato a nessuna soluzione concreta, i responsabili hanno deciso arbitrariamente di licenziarla. Decisione confermata anche dai vertici del Gigante giallo, che hanno respinto ogni ulteriore tentativo di dialogo.

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