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GORDOLA
24.04.17 - 16:380

«È scattato e gli ha tirato un gancio nella schiena»

Omicidio a Gordola, parla il responsabile della discoteca: «Lo tenevamo d'occhio, era agitato. Un gesto inspiegabile»

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GORDOLA - La differenza tra una brutta scazzottata e lo shock di una tragedia che ha sconvolto il Ticino sono due giorni di ansia, attaccati al telefono, con una domanda disperata nella testa: ce la farà? Alla "Rotonda" di Gordola non dimenticheranno mai il weekend appena trascorso. Fabrizio C., il 44enne del Mendrisiotto deceduto ieri a seguito delle ferite riportate venerdì fuori dalla discoteca, era un volto noto nel locale. Perché lo aveva gestito, 15 anni fa. E perché continuava a frequentarlo, conosceva tutti. «Un'ottima persona, veniva qui con gli amici, come l'altra sera. Non possiamo credere a quanto è successo» spiegano i dipendenti.

L'aggressore - Nessuno conosceva invece l'aggressore. Alexander D., 21 anni di Biasca, era «venuto qui solo una volta, quest'inverno» spiega il direttore della discoteca. «Venerdì sera era in compagnia di una ragazza, aveva avuto un diverbio al guardaroba con un altro cliente, era stato redarguito» continua il testimone. Lo staff del locale aveva intuito che «il ragazzo era agitato, sicuramente in stato alterato da alcol o sostanze» e lo teneva d'occhio. 

«Non si conoscevano» - Una volta uscito dal locale, seguito da un securino, il ragazzo si è avvicinato a sorpresa al gruppo di Fabrizio. Tutti i testimoni presenti alla scena concorderebbero nel sostenere che i due non si conoscevano. Il 44enne «stava parlando con degli amici» quando «è stato colpito alla schiena con un gancio dal 21enne» continua il direttore. «È stato immediatamente raggiunto dal securino il quale a sua volta è stato colpito con un pugno in volto».

Gesto senza senso - Intanto Fabrizio stramazzava a terra, privo di sensi. La forza del colpo - il 21enne sarebbe un praticante di arti marziali - o una botta durante la caduta, sarà l'esame medico a stabilire le cause della morte.  Ma il gesto resta apparentemente senza senso. «Non ci risulta che i due si fossero parlati o avessero litigato all'interno del locale» afferma lo staff.

La famiglia - Anche la famiglia del 21enne, contattata da tio.ch/20minuti, conferma che i due non si conoscevano. Quali dunque le ragioni del gesto? Uno sfogo irrazionale? Colpa dell'alcol o di altro? L'inchiesta coordinata dal procuratore Arturo Garzoni sta vagliando tutte le ipotesi. Il 21enne è detenuto alla Farera con l'accusa di omicidio intenzionale.   

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