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CANTONEVerità o Bufala? Marcello Foa finisce nel mirino della rete

11.04.17 - 18:26
Per il direttore generale di MediaTi «l’America allerta 150mila riservisti pronti per andare in guerra». Scoppia la polemica: «È una bufala»
tipress
Verità o Bufala? Marcello Foa finisce nel mirino della rete
Per il direttore generale di MediaTi «l’America allerta 150mila riservisti pronti per andare in guerra». Scoppia la polemica: «È una bufala»

LUGANO - Verità o bufala? C'è un'accesa discussione, nelle ultime ore, in merito a una notizia apparsa domenica sulla pagina online del Corriere del Ticino (e pubblicata sul cartaceo lunedì), firmata da Marcello Foa.

Lo scoop - L'anticipazione - tra l'altro di un certo peso - del direttore generale di MediaTi e amministratore delegato del Corriere del Ticino, riferiva dell'invio, da pare dell'esercito americano, di lettere di mobilitazione a «150 mila riservisti». «Sta per iniziare una vera guerra? - si domandava il noto giornalista -. I segnali che giungono in queste ore sono molto allarmanti».

Secondo Foa, che citava «indiscrezioni provenienti dagli Stati Uniti», l'obiettivo del Pentagono era «di poter disporre di questa forza entro un paio di settimane dall'annuncio della mobilitazione vera e propria». Per attaccare la Siria? La Corea del Nord? O addirittura la Russia? Domande queste che Foa lascia senza risposta.

Una bufala? - Senza riscontro, invece, sembra essere l'indiscrezione. Tanto che, a due giorni dalla sua pubblicazione, non solo non vi è stata conferma dell'invio di queste lettere, ma la notizia non è stata ripresa praticamente da nessuno mentre, circa il pezzo di Foa, si fanno sempre più consistenti le voci dell'inciampo giornalistico, ovvero della bufala.

Le critiche - Critica, si eleva dal coro la voce di Greta Gysin, sindacalista transfair ed ex deputata dei Verdi: «A due giorni dal mega scoop di Marcello Foa sui riservisti americani, nessuna agenzia né testata minimamente seria ha ripreso la notizia. In compenso il CdT è finito su butac - bufale un tanto al chilo. Al CdT ancora nessuno ritiene sia il caso di rettificare?».

L'analisi - Il noto blog antibufale, difatti, ha effettuato una certosina autopsia all'articolo di Foa. E l'esito è abbastanza impietoso: «Né la Casa Bianca né il Ministero della Difesa americano hanno dato alcun annuncio ufficiale - si legge sul blog -. Oltretutto non vedo perché dovrebbero richiamare in servizio 150mila persone quando l’esercito degli Stati Uniti conta 460mila soldati attivi. Oltre a quelli ci sono circa 500mila riservisti, quali avrebbero scelto e con che criterio? Come fa Foa a sapere una cifra così precisa? Non è dato saperlo. Nessuna fonte viene citata, se non questi fantomatici amici e parenti».

Ricerche online non sembrano portare a risultati degni di nota a favore dell'articolo del Corriere se non alcuni siti nutriti esclusivamente dalle tastiere di complottisti.

La notizia, in realtà, compare anche su altri siti, che come fonte citano un giornalista indipendente, ma il senso è diverso da quanto riportato da Foa: «H. R. McMaster Manipulating Intelligence Reports to Trump, Wants 150,000 Ground Soldiers in Syria (Che tradotto: McMaster sta manipolando i rapporti dell’intelligence a Trump, vuole mandare 150mila truppe di terra in Siria)», si legge su uno di questi.

Il sito Butac è andato a scovare l'identità di questo giornalista indipendente: «Mike Cernovich (born November 17, 1977) is an American social media personality, writer, and conspiracy theorist. Usually described as part of the alt-right, he describes himself as “new right” and an “American nationalist”». Insomma, una personalità del web, scrittore e teorico dei complotti, che si definisce un nazionalista americano della nuova destra.

La risposta - Insomma, nonostante il beneficio del dubbio vada concesso, tutto sembra giocare a sfavore di Marcello Foa. Lo stesso, raggiunto dagli inevitabili attacchi di alcuni utenti dei social (che chiedono informazioni circa le fonti di questa notizia), risponde in questo modo: «Fa parte dell'Abc del giornalismo non divulgare le proprie fonti. Mi occupo di questi temi da 30 anni come caporedattore estero do Montanelli, inviato speciale in molti Paesi, tra cui gli Usa. Scrivo saggi che vengono adottati nelle università e vengo intervistato da grandi network internazionali su questi temi. Poi se qualcuno non vuole crederci è liberissimo di fare come crede». Affaire à suivre.

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