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LUGANO
23.01.17 - 13:150
Aggiornamento : 16:01

La Facoltà di scienze biomediche è una realtà

Presentata lunedì mattina la facoltà di scienze biomediche che permetterà di formare più medici in Svizzera, vista la forte dipendenza dall'estero registrata negli ultimi anni

LUGANO - Anche il Ticino avrà la sua facoltà di medicina. Ad essere più precisi sarà la facoltà di scienze biomediche. La presentazione alla stampa è avvenuta questa mattina nell'auditorio del campus di Lugano.

Il Segretario di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione Mauro Dell’Ambrogio, il Rettore dell’USI Boas Erez e il Decano della Facoltà Mario Bianchetti hanno illustrato nel dettaglio la struttura della nuova Facoltà, presentando insieme ai rappresentanti delle istituzioni che collaborano al progetto il primo nucleo dei professori e il percorso formativo a livello sia di Bachelor sia di Master.

La lista dei professori

I professori chiamati a comporre la nuova Facoltà di scienze biomediche dell’USI – oltre al Decano Prof. Mario Bianchetti – sono (in ordine alfabetico):

Andrea Alimonti (Direttore di laboratorio presso l'Istituto oncologico di ricerca, IOR),

Luca Gabutti (Primario del servizio di medicina interna dell’Ospedale San Giovanni di Bellinzona e Valli, Capo dipartimento medicina interna EOC),

Michele Ghielmini (Primario di oncologia medica e Direttore sanitario dello IOSI), Alain Kälin (Direttore medico del Neurocentro della Svizzera italiana e Responsabile della ricerca in neuroscienze e del laboratorio di neuroscienze),

Antonio Lanzavecchia (immunologo, Direttore dell’Istituto di ricerca in biomedicina, IRB),

Giovanni Pedrazzini (Co-primario di cardiologia al Cardiocentro Ticino)

Giacomo Simonetti (Primario di pediatria presso l’Ospedale San Giovanni di Bellinzona e l’Ospedale della Beata Vergine a Mendrisio).

Tutti sono stati valutati dal Comitato costituente della nuova Facoltà, composto da esperti dal prestigio nazionale e internazionale quali Ludwig Kappos, Luigi Mariani, Giatgen Spinas, Christian Wolfrum e Thomas Zeltner.


Formare più medici in Svizzera

L'istituzione di questa facoltà rientra nella politica federale che da alcuni anni si sta impegnando per aumentare il numero di medici formati in Svizzera, vista la massiccia importazione dai Paesi vicini di medici già formati, soprattutto dalla Germania. Il Segretario di Stato Mauro Dell'Ambrogio ha sottolineato il contributo di 100 milioni provenienti dalla Confederazione per gli anni 2017-2020, destinato a finanziare ulterior posti di studio in medicina umana con l'obiettivo di raggiungere 1.350 nuovi medici formati annualmente in Svizzera a partire dal 2025.


«Un lievito di particolare valore per la Svizzera italiana»

Per il Rettore dell’USI Boas Erez la nuova Facoltà di scienze biomediche “rappresenta un lievito di particolare valore per la Svizzera italiana, in tre direzioni: sul piano della formazione, contribuendo allo sforzo di formare più medici; sul piano della ricerca, raggruppando e coordinando attività di grande valore scientifico sviluppate in Ticino già da alcuni decenni nel campo della biomedicina; sul piano dell’innovazione, favorendo lo sviluppo del territorio e rafforzando i legami con il settore farmaceutico della Svizzera italiana e quello della ricerca traslazionale biomedica. Il ruolo della Facoltà – ha concluso – è in sostanza di aggiungere «lievito» a questo impasto già esistente per farlo crescere a livello universitario”.

I ringraziamenti di Erez

Ai rappresenti dei numerosi partner coinvolti è andato quindi il ringraziamento di Erez per lo spirito di collaborazione, che gli ha permesso di concludere: “È grazie alla
capacità di fare sistema che il nostro progetto può dare al settore medico svizzero un nuovo indirizzo, sia formativo che geografico, contribuendo in modo determinante alla crescita della Svizzera italiana sul piano nazionale”.

Si parte a inizio di quest'anno al Politecnico di Zurigo e alle università di Zurigo e di Basilea

Il Decano della Facoltà Mario Bianchetti ha dal canto suo ringraziato i membri del comitato che ha accompagnato fin dall’inizio il progetto, primo tra tutti il già Presidente
dell’USI Piero Martinoli. Il Professor Bianchetti ha poi illustrato i dettagli del percorso formativo previsto, che prenderà avvio dal mese di settembre di quest’anno con i Bachelor delle istituzioni universitarie partner dell’USI, ovvero l’ETH Zürich, l’Università di Zurigo e l’Università di Basilea. Nel 2020, al termine dei corsi triennali, circa 70 studenti provenienti dalle tre università partner inaugureranno il Master dell’USI, grazie al quale – dopo successivi tre anni studio – potranno avere accesso all’esame federale. Da sottolineare l’importante contributo della IBSA Foundation, grazie alla quale sarà possibile assegnare borse di studio agli studenti che sceglieranno di terminare i loro studi con il Master dell’USI. Le borse verranno erogate agli studenti durante il corso triennale.

Gli altri interventi

La conferenza stampa è poi proseguita con gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni che collaborano al progetto: il Prof. Jörg Goldhahn, Direttore medico del nuovo Bachelor dell’ETH Zürich, ha sottolineato come l’USI costituisca il partner principale di questa iniziativa nuova per il Politecnico, cosa che rafforza ulteriormente le relazioni tra le due istituzioni. Dopo di lui hanno preso la parola il Presidente dell’EOC Paolo Sanvido, il Presidente della Fondazione Cardiocentro Ticino Giorgio Giudici e il Presidente di IBSA Arturo Licenziati.

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Commenti
 
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Gus 3 anni fa su tio
Qualcuno mi può rissumere il discorso di Sanvido? grazie
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