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CHIASSO
15.12.16 - 11:250
Aggiornamento : 14:13

Polveri fini, il Mendrisiotto di nuovo da bollino rosso

Ripetuti superamenti dei limiti di legge da una settimana. E la situazione non è destinata a migliorare

CHIASSO - Le stazioni di misurazione degli inquinanti atmosferici parlano chiaro: nel Mendrisiotto l'aria degli ultimi giorni è molto inquinata. Anche sopra i limiti consentiti. Le sostanze incriminate sono sempre le stesse: polveri fini, ozono e diossido d'azoto in primis. Complici le condizioni meteo, che in assenza di venti e precipitazioni non permettono il cambio d'aria, la situazione è oggi addirittura da bollino rosso.

Per chiarezza d'informazione i valori limite d'immissione sono dettati dall'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt) e si situano tra il livello 2 (moderato) ed il livello 3 (significativo). Oggi a Chiasso e Mendrisio sono rilevati un livello 4 e 5 (marcato e alto).

Se per le PM10 il limite massimo giornaliero è di 50μg/m³, a Mendrisio ne sono stati rilevati 68 e a Chiasso ben 88. Andando ad analizzare nel dettaglio i dati forniti dall'Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana (OASI) scopriamo che la curva supera il limite ogni giorno (in particolare la sera tra le 22 e le 23) da almeno una settimana.

E mentre i livelli di ozono resistono entro il range stabilito (120μg/m³), da oggi a Chiasso è stato superato il limite di diossido di azoto (NO2) di 80μg/m³.

Secondo l'OIAt questi limiti dovrebbero essere superati al massimo una volta all'anno. La meteo, tuttavia, non sta aiutando a migliorare la situazione e, salvo stravolgimenti, nei prossimi giorni questi numeri dovrebbero essere confermati se non addirittura più alti.

Il meteorologo: «Mendrisiotto sotto una cappa» - Da Locarno Monti, Fosco Spinedi conferma la stabilità meteorologica per i prossimi giorni: «Sulla Valle Padana c'è nebbia. In Ticino meridionale arriva sotto forma di foschia, che sta invadendo soprattutto il Mendrisiotto (meno Luganese e Locarnese) e forma una sorta di cappa. Nelle zone sotto la foschia i tassi di inquinamento possono essere elevati», spiega il meteorologo.

E se il livello dello strato d'aria inquinata non è altissimo, Spinedi parla di «500 metri», è vero che ciò che si trova sotto quella quota resta "intrappolato" in una situazione che non cambierà a breve. «Anzi - aggiunge il meteorologo -, la foschia dovrebbe crescere nei prossimi giorni e questo potrà favorire l'accumulo di inquinanti. Non ci sono precipitazioni e venti, o condizioni prevedibili, che possano in questo momento abbattere i livelli di polveri fini».

Usare meno l'auto e abbassare i riscaldamenti - Dal Dipartimento del territorio arrivano alcuni accorgimenti: Al veicolo privato viene consigliato il trasporto pubblico. «L’auto è talvolta sostituibile con gli spostamenti a piedi o in bicicletta - sottolineano -. Se è necessario utilizzare il mezzo privato, si può scegliere di condividere i viaggi con chi ha la medesima destinazione; infine, uno stile di guida moderato aiuta a ridurre le particelle prodotte dall’abrasione dei freni o dalla risospensione delle polveri in strada».

Si invita inoltre a ridurre le temperature in casa (circa 18°C nelle stanze da letto e tra 19°C e 21°C negli altri locali) per «dare un ulteriore contributo alla diminuzione delle emissioni di PM10».

In particolare viene fatti riferimento a quelle situazioni in cui gli impianti di riscaldamento sono alimentati con combustibili fossili. Per quanto riguarda gli impianti a legna, di fondamentale importanza è l’utilizzo di legna secca stagionata, così come una gestione corretta del focolare, utilizzando il metodo dell’accensione dall’alto (maggiori informazioni e video all’indirizzo web www.ti.ch/aria).

Durante i periodi con elevate concentrazioni di PM10, i proprietari di impianti a legna possono dare il loro contributo a favore di una migliore qualità dell’aria limitando l’uso di combustibile solido (legna, pellet, ecc.) negli impianti di riscaldamento secondari, come ad esempio i caminetti o le stufe da salotto.

Gravi conseguenze sulla salute - L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) mette in guardia dalle polveri fini: «Questa miscela di inquinanti è costituita da numerosi composti chimici, alcuni dei quali con effetti cancerogeni, p. es. la fuliggine. Genera infiammazioni locali alle vie respiratorie e può pertanto avere gravi conseguenze sulla salute quali tosse, dispnea, bronchite e attacchi di asma in bambini e adulti; ma anche affezioni del sistema respiratorio e cardiocircolatorio, talvolta con necessità di ricovero in ospedale fino a cancro ai polmoni e morti premature».

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