CANTONE / ITALIA
30.04.15 - 06:350
Aggiornamento : 10.01.18 - 10:20

No Expo: “A Milano saranno giornate di lotta anche radicale, gioiosa e arrabbiata”

“Abbiamo avuto contatti con il Ticino, ma non sappiamo chi verrà”

MILANO - Al via a Milano le manifestazioni dei No Expo in concomitanza con l’inaugurazione dell’esposizione universale. Domani il grande corteo di protesta del primo maggio. Il portavoce del movimento Luca Trada ci spiega cosa aspettarci. Sui due blitz della polizia in appartamenti occupati da persone ritenute vicine ai No Expo e dove sono state ritrovate mazze, picconi e maschere a gas, Trada si distanzia e si dice “assolutamente tranquillo” sull’organizzazione delle contestazioni.

Signor Trada, come commenta i blitz della polizia che hanno interessato attivisti presunti appartenenti all’area No Expo?

Non ci piace che qualsiasi cosa accada a Milano in questi giorni sia accostata ai No Expo. Penso che la stampa abbia il desiderio di trovare comunque la notizia scandalosa legandola in qualche modo a noi.

State collaborando bene con la questura e le autorità in vista delle Cinque giornate della Milano #NoExpo?

I cortei sono autorizzati, sia quello del 30 aprile che quello del 1° maggio. Ci rimane solo da definire precisamente il percorso, ma, sulla partenza e l’arrivo che abbiamo segnalato, le autorità non hanno sollevato alcuna obiezione.

Cosa ci dobbiamo aspettare quindi?

Noi siamo assolutamente tranquilli rispetto a quello che abbiamo organizzato. Poi, come abbiamo anticipato, saranno giornate di lotta al modello Expo, anche radicale. Lotta radicale per noi significa una lotta gioiosamente arrabbiata. Con tutta la gioia di chi afferma che fuori da si vive meglio e con tutta la rabbia di chi nel mondo del lavoro, della scuola, della produzione alimentare paga scelte come quelle promosse da Expo con le proprie tasse o con sacrifici ancora peggiori.

Avete ricevuto adesioni da associazioni, movimenti o sezioni di partito ticinesi?

Noi non abbiamo chiesto adesioni ufficiali quindi non possiamo sapere chi verrà e chi non verrà. Nei mesi passati, comunque, abbiamo avuto modo di confrontarci sul tema di Expo con diverse realtà ticinesi. Siamo stati a Bellinzona e a Lugano e abbiamo chiacchierato con le persone del Circolo Carlo Vanza di Bellinzona, con la gente del Molino e con compagni e compagne della zona che ci avevano chiesto informazioni.

Come si svolgerà la manifestazione del 1° Maggio?

Il corteo del 1° maggio sarà diviso in blocchi, in “spezzoni sociali”:

Quello dei comitati: lotte territoriali, movimenti per l’acqua, produttori, tutti quegli attori che lottano per difendere e valorizzare i territori non seguendo le logiche del mercato e del profitto, ma quelle per cui la Terra si nutre da sola e non ha bisogno di Expo e delle multinazionali dell’agrobusiness.

Quello dello sciopero sociale: studenti e precari, lavoratori confinati in un futuro di precarietà dalle politiche del lavoro gratuito e temporaneo di Expo e del Jobs Act.

Quello di genere: della critica al ruolo della donna per Expo, confinata all’immagine di brava casalinga ai fornelli. La campagna Women for Expo, per esempio, esalta o figure femminili che diventano importanti perché “donne che ragionano con una testa da uomo” oppure donne brave ai fornelli e buone mamme.

Quello della casa: con chi lotta per il diritto alla casa, per città in cui la casa no sia un lusso, ma un diritto basilare.

Quello delle lotte sociali: le lotte dei facchini che nel modello Expo, quello delle logiche della grande distribuzione, sono più sfruttati degli sfruttati.

Il sindacalismo di base.

Le forze politiche che si riconoscono nella piattaforma della manifestazione.

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