TICINO
08.05.12 - 20:030
Aggiornamento : 24.11.14 - 10:18

Savoia: "Le mie scuse a Masoni vengono dal cuore"

Ieri in parlamento il coordinatore dei Verdi ha chiesto pubblicamente scusa all'ex Consigliere di Stato. Come interpretare il gesto di Sergio Savoia?

BELLINZONA - Con un comunicato stampa, la redazione del giornale satirico "Il Diavolo", ha voluto chiedere scusa "a tutte le vittime che in questi venti anni di satira si è igniominiosamente divertita a dileggiare". La lista dei personaggi pubblici ticinesi e non, alla quale il Diavolo in questi ultimi vent'anni ha voluto chiedere scusa, è lunga: da Giorgio Giudici a Fabio Bacchetta Cattori, dai vari esponenti leghisti agli esponenti del liberismo ticinese, dal gatto Arturo di Armando Besomi a protagonisti della sinistra quali Edy Salmina e Werner Carobbio.

Una presa di posizione che arriva all'indomani dell'intervento di Sergio Savoia in parlamento, in cui ha chiesto pubblicamente scusa all'ex consigliere di Stato PLRT Marina Masoni, presa di mira ai tempi in cui il coordinatore dei Verdi era responsabile del foglio satirico.

Savoia, il Diavolo chiede scusa a tutti, proprio a tutti. Anche nei confronti dei lettori per non avere 80mila copie e come sponsor il Casinò e le Ail. Le è piaciuto il comunicato stampa della sua ex redazione?
"Non sono delle vere scuse. Sono satiriche. Le scuse si fanno senza aggiungere altro. In tutti i casi non credo che il Diavolo si debba scusare per 20 anni di satira".

Ma perché, Savoia, ha deciso proprio ieri di chiedere scusa a Marina Masoni?
"Mi sono scusato a titolo personale. Ho fatto un discorso a braccio e non parlavo a nome del Gruppo dei Verdi. In quel momento mi è sembrato giusto dire che anche noi abbiamo compiuto degli sbagli e credo che questo lo possano riconoscere anche i miei amici del Diavolo. Abbiamo fatti degli errori, non solo nei confronti della Masoni. Puo' capitare di sbagliare e quando capita bisogna assumersene le responsabilità e se è il caso, scusarsi".

E' vero che a Orelli, differentemente che a Masoni, è stata augurata la morte...
"Non voglio fare equivalenze, né addentrarmi in discorsi..."

Scusi se la interrompo. Quello che volevo dire è che il Diavolo non è un giornale politico, a differenza de Il Mattino...
"La differenza fondamentale tra i due giornali è che il Diavolo, ed ora parlo di quando c'ero ancora io, non aveva un partito di riferimento. Era un giornale che rispondeva ai propri abbonati. Il Mattino è un organo di partito, letto da decine di migliaia di persone e di impatto sull'opinione pubblica, che indica ai suoi parlamentari cosa fare. Sul Diavolo ciò non è mai successo. Detto ciò, il fatto di fare satira non vuol dire poter dire qualsiasi cosa".

In altre parole, il Diavolo appartiene all'area di sinistra, ma non a un partito...
"Io sono stato il fondatore e responsabile del Diavolo per qualche anno. Si collocava in un'area d'opinione definita, ma la mia linea differiva dal farne un giornale politico. Non avevamo né candidati da sostenere né agende politiche".

Non avete influenzato l'elettorato con le vostre copertine?
"Se lo abbiamo fatto, lo abbiamo fatto ai nostri abbonati che, di fatto, avevano già una certa opinione. Facevamo satira, in tutti i casi, a 360 gradi, compresi Werner Carobbio, il PS e noti sindacalisti. Non abbiamo fatto sconti a nessuno".

Queste scuse pubbliche non potrebbero essere interpretate in altro modo? E cioé la dichiarazione di un Sergio Savoia che ha chiuso definitivamente con la sinistra e che apre a una nuova fase più centrista e più moderata della sua politica?
"C'è del vero in questo, ma il centrismo c'entra poco. E' semplicemente una questione di maturazione personale. Ho 48 anni e non ho più voglia di fare a cazzotti, come quando ne avevo 25. Il Diavolo l'ho fondato nel 1991 e allora avevo 27 anni. E' un'esperienza che ho chiuso sei anni fa e che non rinnego. Ci tengo a ribadire che io parlo di me, non del Diavolo. E non voglio assolutamente distinguermi da loro o dissociarmi a posteriori dalla loro redazione. Sono ragazzi in gamba e miei amici. Volevo soltanto dire che quando c'ero io come responsabile, vi sono state pubblicazioni offensive e non satiriche. Sono stati fatti degli errori e me ne assumo la responsabilità".

Io intendevo, però, una lettura politica di queste sue scuse, ossia il non ritenere più avversario politico Marina Masoni...
"Ho chiesto scusa a Masoni per quella copertina, ma non per il fatto di averla combattuta aspramente sulle questioni politiche. Sono idee che non condivido e che ricomincerei a combattere da subito".

Si potrebbe pensare anche che con questa dichiarazione Savoia e, di conseguenza, i Verdi abbiano fatto un passo in più verso il centro, anche perché i vecchi cavalli di battaglia, come la lotta al nucleare, stanno pian piano per essere superati...
"No, le mie scuse sono uscite dal cuore. Non sono maturate da questo tipo di ragionamenti. Anche perché di battaglie ecologiche ce ne sono ancora da affrontare. E l'uscita dal nucleare non è nemmeno assicurata. Io non ritengo di essere l'unico a doversi scusare di cose che sono state dette. Anche io stesso sono stato oggetto di attacchi piuttosto virulenti, da destra a sinistra. Io ho deciso soltanto di non fare più certe cose, come per esempio demolire l'avversario politico".

E lei vorrebbe che qualcuno le chieda scusa?
No, assolutamente. Io poi sono una persona che le offese se le dimentica. Mi piacerebbe soltanto che in Ticino il clima politico si rassereni.

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