TICINO
07.03.12 - 14:300
Aggiornamento : 23.11.14 - 01:48

"Ci fossero state più dirigenti donne, la crisi non ci sarebbe"

Oggi è l'Equal Pay Day, un'occasione per ribadire l'importanza delle donne nel mondo del lavoro. Con un'iniziativa a dir poco originale

LUGANO - Per guadagnare il salario che gli uomini percepiscono in un anno, le donne devono lavorare almeno due mesi in più. La differenza di stipendio tra i due sessi, infatti, è in media del 18,4%, per cui la donna raggiunge solo il 7 marzo, oggi, il guadagno che l'uomo ha già messo in cascina a fine dicembre.

Per questo motivo oggi si tiene l'Equal Pay Day, la giornata dell'uguaglianza salariale, per ricordare quanto siamo ancora lontani dal raggiungimento di una reale parità. È una "festa", se così si può dire visto che la ricorrenza non è di quelle che fanno fare i salti di gioia, che le donne, ma anche tutti coloro che hanno a cuore gli interessi della società nel suo insieme, sperano possa venire sempre più anticipata, fino al giorno in cui possa essere celebrata il 31 dicembre. Vorrebbe dire che uomini e donne hanno lavorato e guadagnato a pari condizioni.

Intanto però la ricorrenza in Svizzera cade ancora il 7 marzo, come negli ultimi anni. Potrebbe andare anche peggio, se si pensa che in Italia l'Equal Pay Day giunge solo il 15 aprile.

"Anche in Ticino in realtà non dovremmo festeggiare oggi, come i nostri colleghi confederati, ma tra una settimana" spiega Marialuisa Parodi, membro dell'associazione BPW, che raggruppa donne attive professionalmente nei più svariati settori. "Se a livello svizzero la differenza è del 18,4%, qui da noi siamo al 21%".

Eppure il cammino verso l'uguaglianza è cominciato tanto tempo fa. Come si spiega che esista ancora una differenza così grande?
"La differenza salariale dipende per metà da aspetti culturali, ovvero alla tradizionale divisione dei ruoli tra donne e uomini, che fa sì che sulle donne gravi maggiormente l'impegno di conciliare famiglia e lavoro. L'altra metà, invece, non è spiegabile: è una discriminazione vera e propria."

Come porre rimedio a questa situazione palesemente ingiusta?
"Noi lavoriamo su diversi canali. Il primo è il dialogo con le aziende. Ci sono infatti molti studi che mettono in luce l'importanza di una componente femminile nelle direzioni aziendali. Uno studio del 2007 ha dimostrato che le aziende il cui board è equilibrato tra rappresentanza maschile e femminile ottengono risultati migliori di quelle di dominio maschile."

Come si spiegano questi risultati?
"Le modalità con cui uomini e donne si pongono di fronte alle decisioni sono diverse e questa diversità è un valore. Per esempio durante la crisi finanziaria si è molto parlato dell'approccio al rischio degli uomini, che tendenzialmente hanno un atteggiamento più egoistico e spregiudicato rispetto alle donne, che invece tendono a considerare non solo la propria posizione personale, ma anche l'impatto dell'azienda sulla comunità, il benessere dei lavoratori,... È un altro modo di concepire dovuto al fatto che le donne hanno atavicamente un approccio alla cura diverso."

Perché quindi non viene concesso spazio alle donne?
"Un ostacolo alla carriera delle donne è costituito dal fatto che i dirigenti uomini hanno difficoltà a favorire una donna piuttosto che un uomo perché non esistono dei percorsi tradizionali da seguire, è tutto un po' una novità."

Come introdurre "nuove tradizioni"?
"Queste "nuove tradizioni" andrebbero incentivate con una sorta di "quota rosa", che può sembrare un'imposizione sbagliata, ma che servirebbe a ritrovare degli equilibri che poi diventerebbero normale prassi."

Però anche senza obblighi, alcune donne riescono a imporsi professionalmente.
"Sì, ma molto spesso le donne quando si trovano in un ambiente di lavoro maschile, non avendo dei ruoli femminili che consentono loro di emergere, tendono a sposare ruoli maschili, che sono dannosi perché non danno quella diversità del management importante per il benessere di tutti."

Come fare perché una donna dirigente non perda i suoi valori femminili?
"Sono molto importanti le politiche familiari. Bisogna fare in modo che l'educazione dei figli non gravi esclusivamente sulle donne. Ma già oggi ci sono sempre più padri che si occupano della famiglia: è un passo importante per dare la svolta a questo processo. Nessuno dice che i bambini stanno meglio con la mamma che con il papà, una volta che l'aspetto nutrimento è stato assolto."

Ci sono ostacoli, quindi, ma ormai la strada è segnata, si va in direzione dell'uguaglianza.
"Si va molto lentamente ma la direzione è quella, sì. La politica ha capito l'importanza del ruolo delle donne nel mondo professionale e si muove in modo da favorirle. Poi già oggi dalle università escono più donne che uomini. Il futuro sarà molto più equilibrato."

E intanto che siamo ancora nell'era della disuguaglianza, perché non berci sopra un bicchiere? L'appuntamento proposto dall'associazione BPW è per oggi dalle 18 al ristorante Soave 10 di Lugano, dove si terrà un incontro sotto forma di aperitivo, per fare il punto della situazione, per raccontare quanto fatto durante l'anno e quanto si prevede di fare in futuro. La particolarità? Visto che le donne guadagnano il 18,4% in meno, stasera pagheranno anche il 18,4% in meno. E giustizia, almeno per un giorno, è fatta.

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